CATHERINA SUSIA A M. GENEVRA SORANA.

Mi è sommamente ricresciuto del travaglio di M. Lelia; ma suo sia

il danno, non le dissi io sempre, che quella sua creata le farebbe

poco honore? duolmi del caso occorso, & della infamia, nella quale è

publicamente caduta. ma cosi se le potesse rimediare all'honore come

facilmente si rimedierà che non perda la dote. L'è vero che le leggi

ordinarono che qualunque donna sia convinta d'haver dato ad alcun

huomo, che marito non le dia pur un bacio non che altro, perda la

dote: ma l'è similmente vero, che sel si puo provare, che'l marito sia

stato consentiente per alcun tempo alle dishoneste voglie della moglie,

non la puo in modo alcuno perdere. hor questo proverassi agevolmente,

si che consolate M. Lelia da parte mia, & a voi mi raccomando. Dalla

Mirandola alli X. d'Agosto.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 166 / 268 题