Mi è sommamente ricresciuto del travaglio di M. Lelia; ma suo sia
il danno, non le dissi io sempre, che quella sua creata le farebbe
poco honore? duolmi del caso occorso, & della infamia, nella quale è
publicamente caduta. ma cosi se le potesse rimediare all'honore come
facilmente si rimedierà che non perda la dote. L'è vero che le leggi
ordinarono che qualunque donna sia convinta d'haver dato ad alcun
huomo, che marito non le dia pur un bacio non che altro, perda la
dote: ma l'è similmente vero, che sel si puo provare, che'l marito sia
stato consentiente per alcun tempo alle dishoneste voglie della moglie,
non la puo in modo alcuno perdere. hor questo proverassi agevolmente,
si che consolate M. Lelia da parte mia, & a voi mi raccomando. Dalla
Mirandola alli X. d'Agosto.