Hò favellato con quella buona femina che m'havete inviato per i miei
servigi: certamente non vi siete punto ingannata dell'ingegno & della
prudentia sua: di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella
mi dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle per una
sola linea non havendo mai piu veduto la faccia sua, & io scopersi
subitamente l'altezza del suo ingegno per una accorta parola ch'ella
mi disse. Ve ne ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di
trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & non serva. hormai
ho imparato con mio danno a governare altrui. So che ad alcuni si
richieggono dolci ammonitioni, & ad alcune acerbe riprensioni, a
quella guisa appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere se non
sono macerate nell'aceto & altre bollite col mele farsi piu belle
& piu lucenti: ho similmente avertito che si come piu facilmente
s'insculpisce nelle gemme ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è
caldo & fervente che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare
qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore odia quel che essa con
la lingua vitupera. Io fui sempre di questo pensiero & animo, di far
piu tosto con arte & con ragione che per viva forza, ma per non mi
diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi conchiudo
che me n'havete fatto singolar piacere. Domani manderò per essa et
darolli quella impresa, che m'hò disegnato nell'animo di volergli dare,
& di quello che ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede non
mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. Di Napoli alli X.
d'Aprile.