GIULIA GELMINI A M. CAMILLA P.

Hò favellato con quella buona femina che m'havete inviato per i miei

servigi: certamente non vi siete punto ingannata dell'ingegno & della

prudentia sua: di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella

mi dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle per una

sola linea non havendo mai piu veduto la faccia sua, & io scopersi

subitamente l'altezza del suo ingegno per una accorta parola ch'ella

mi disse. Ve ne ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di

trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & non serva. hormai

ho imparato con mio danno a governare altrui. So che ad alcuni si

richieggono dolci ammonitioni, & ad alcune acerbe riprensioni, a

quella guisa appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere se non

sono macerate nell'aceto & altre bollite col mele farsi piu belle

& piu lucenti: ho similmente avertito che si come piu facilmente

s'insculpisce nelle gemme ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è

caldo & fervente che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare

qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore odia quel che essa con

la lingua vitupera. Io fui sempre di questo pensiero & animo, di far

piu tosto con arte & con ragione che per viva forza, ma per non mi

diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi conchiudo

che me n'havete fatto singolar piacere. Domani manderò per essa et

darolli quella impresa, che m'hò disegnato nell'animo di volergli dare,

& di quello che ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede non

mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. Di Napoli alli X.

d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 142 / 268 题