LUCRETIA MASIPPA A M. CANGENUA F. N.

Io mi trovai l'altro giorno in un drappello di savie donne, dove

molto si ragionò della schiettezza et della lealtà che alle persone

d'honore come voi siete si conviene, & anche ragionossi della duplicità

de cuori, & biasmossi con acerbissime parole quella simulatione &

hippocrisia (per dirla con voce Greca) che in molte femine dell'età

nostra non senza gran giattura a tutte l'hore si scorge & di voi

diffusamente si parlò & gran colpa di ciò vi si dette da ciascuna.

Iddio sa quanto mi dispiacque che si leggiadra donna qual sempre foste,

si credesse macchiata di si lorda & di si brutta pece: ma perche vi

siete voi cara sorella cosi lasciata ammorbare & avelenare? non vi

pare assai che nel corpo celato si stia l'animo, senza che nell'animo

si celi anchora & coprasi la verità? ò quanto è lodato Pomponio Attico

del non haver mai (al suo vivente) favellato simulatamente, quanto

dall'altro canto è biasmato presso di Aristophane quel Phrimonda per

esser stato sempre natural nemico di quella schietezza laquale io

come qualità veramente divina et celeste amo & adoro: & per qual altra

cosa biasmasi presso di Homero Sisipho salvo che per non esser stato

leale, & nella sua lingua verace? Io per me, non so come conversar si

possa mai con tal sorte di persone, che altro ha nel cuore & altro

nella bocca gli risuona sono pur questi tali dalla santa scrittura

giustamente condennati: sono pur divinamente rassimigliati alli astuti

Draconi. O Dio perche non ve la scacciate voi tosto dall'animo? non

vi accorgete forse quanto ella si disdica alle altre vostre buone &

illustri qualità? sufficiente giudico io questo difetto per mandarvi

in bocca di Lucifero (se la divina misericordia non vi aiuta &

non vi difende) l'è sufficiente questa mala parte a farvi odiosa &

abhominevole alla miglior parte del mondo, imperoche qualunque non

è schietto è di necessità ch'egli sia nella vita sua tutto vario &

inequale, hor bugiardo, hor verace, hor aspero & hor dolce & piacevole;

la onde non senza giusta causa Plutarco li rassimiglia a quel lago che

si trova presso delli Trogloditi c'hora è salso, hor è dolce, & sovente

volte si trova amaro, ma sapete voi madonna mia quel che ci inganna

& l'intelletto nostro abbarbaglia? ingannaci il credere che questa

sia una vera & lodevole virtu & quelli mali difficilmente sempre si

schivano, liquali sotto protesto di bene familiarmente ci lusingano;

quante n'ho io vedute che per saper ben simulare, & alloro arbitrio

dissimulare, et rade volte dir il vero, uccellando & schernendo quelle

persone, lequali forsi erano tenute di cuore amare, & riverire,

credevano d'esser ben ingegnose & di alto intelletto, grossolane

tenendo quelle che portano il cuor in bocca, & quelle medesime voci li

risonano nel cuore che nella voce si sentono. Voi vi potreste forsi

dolere & con esso meco iscusare, con dir che se siete simulatrice,

ciò vi aviene per esser sin da fanciulla avezza con persone di tal

professione instrutte: accetto io in ogni modo questa vostra poco

probabil scusa; perche ottimamente conosco di qual pelo sieno state

per il passato sempre le conversationi vostre: ma quanto però maggior

loda ne riportereste voi facendo come fa il pesce che nasce in mare

& pur non ritiene pur una dramma del sale marino: di quanto maggior

pregio sareste voi tenuta, se faceste come hò veduto far molti & nati

& nodriti fra Barbari che pur da ogni Barbarie remotissimi sono. & qui

faccio al mio scriver fine. Di Vinegia alli X. d'Agosto.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 143 / 268 题