Mi par strano, che tutto'l di non facciate altro che disordinar la
vita vostra, & poi vi maravigliate se hor v'infesta la stranguria,
hor la pneumonia, & vi maravigliate se piena siete di furunculi, di
lepra & di chiragra. duro vi pare se la tossa sempre vi annoia se il
calcolo vi crucia, se la cephalea vi tiene oppressa & se la lienteria
vi ha per assediata; credetelo a me, che l'intemperanza è stata sempre
cagione che ne corpi nostri si sieno suscitati tanti et tanti diversi
et monstruosi morbi, quale è vi prego quella parte del corpo nostro per
minuta ch'ella sia; che da qualche infirmità occupata non si vegga?
non patono gli occhi la lippitudine la lagophtalmia & le leucomate?
non pate la faccia, le lichene, non pate il naso il polipo? non sono
infestate le palpebre dalla psorotalmia? & tutto questo ne aviene pur
per l'ingordigia del mangiare & per non haver alcuna continenza: non
senza causa scrisse Seneca. PLURES INTERFICIT GULA, QUAM GLADIUS.
Quanti n'ho io conosciuti liquali erano Apoplettici, Auriginosi,
Asmatici, Alsiosi, Letargici, Tetanici, Verternosi, Verrucosi, Ptisici,
Idrocephali, Opistonici, Icterici, Frenetichi, Epiphoretichi, &
Ischiadici, liquali sol per la temperanza del vivere, si sono talmente
risanati come se mai non havessero havuto ver'un male. Siavi adunque
questa la via, non sol di risanarvi, ma anchora di preservarvi:
lasciate star gli appetiti, anzi soggiogateli alla ragione: non
mangiate salvo che cibi generativi di buon sangue, & di ottimo succo.
Lasciate tanti frutti, tanti intingoli & tante salse; lequali vi creano
nel corpo mille oppilationi. io vi prometto che se farete a mio senno,
non ve ne pentirete mai. Iddio da mal vi guardi. Di Piacenza alli III.
d'Aprile.