HONORATA PECCHI A M. GIULIA MANFREDI.

Io hò procacciato per vostra figlia un marito di tanta bellezza quanta

fu già Ganimede scudier di Giove et credo che s'egli fusse stato in

que tempi, quando la Luna si innamorò del pastore Endimione molto piu

spesso ch'ella non faceva, havrebbe abbandonato il cielo per descendere

nel monte Lathmio à bacciarli le colorite labra: egli è vero che non è

molto ricco, ma questo non so io se molto vi importerà poi che si dice

per comune proverbio chi nacque bello, non nacque mai povero. avisatemi

se volete che la prattica vada avanti. Di Roma alli VI. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 134 / 268 题