Io hò procacciato per vostra figlia un marito di tanta bellezza quanta
fu già Ganimede scudier di Giove et credo che s'egli fusse stato in
que tempi, quando la Luna si innamorò del pastore Endimione molto piu
spesso ch'ella non faceva, havrebbe abbandonato il cielo per descendere
nel monte Lathmio à bacciarli le colorite labra: egli è vero che non è
molto ricco, ma questo non so io se molto vi importerà poi che si dice
per comune proverbio chi nacque bello, non nacque mai povero. avisatemi
se volete che la prattica vada avanti. Di Roma alli VI. d'Aprile.