Dolcissime figliuole, hora si che io conosco esser vero che per fama
innamorar si possa; poi che la modestia vostra congiunta con infinita
pudicitia fanno che di voi per tutto si sparga un soavissimo odore; &
che ogn'uno vi ami, & di voi parli honoratamente, & faccia giudicio che
le anime vostre sieno veramente del picciol numero delli eletti di Dio
sendo quelle ornate di tanta religione & di tanta pietà quanta esser
odo. Non viene mai alcuno di Vinegia, in queste nostre parti, a cui
non dimandi incontanente che fanno le fanciulle Masippe? egli vero che
sieno si affabili & si pudiche? si belle & si honeste? si giovanette
& si colme di senil prudentia? egli vero che sieno si ben create, &
piene di gratissime maniere con una dolcissima favella? & ogn'uno mi
afferma esser molto piu di quel che la fama risuona et di quel che il
grido per ogni contrada con vostra eterna gloria se ne porta. Allhora
io benedico il celeste padre che de suoi doni v'habbi si grandimenti
arrichite, & lodo voi, del non haver fatto resistenza a lo spirito
santo, d'haver aperto i seni vostri a ricevere le divine gratie,
lodo etiandio la virtuosissima vostra madre, che v'habbi nodrite &
allevate in tanta purità di cuore senza escluderne punto la leggiadria
& la vaghezza che in voi a tutte l'hore riluce & fa di santa invidia
avampare tutte le fanciulle della città vostra. O ben aventurate anime,
per la molta intelligentia che Dio vi dette & risguardevoli corpi,
per la molta proportione; misura, & ordine che in essi (per quanto
intendo) chiaramente si vede, ma quanto sareste voi però piu felici se
nella santa compagnia nostra a Dio vi piacesse voler servire & a lui
del tutto dedicarvi. oh come vi si accenderebbe il cuore del divino
zelo: oh quanto fervore vi nascerebbe nel gentil animo veggendo la
mortificatione delle vostre membra, & l'innocentia de vostri casti
petti: ma perche penso in brieve di vedervi col corpo, si come a tutte
l'hore col spirito vi veggo, non dirò piu oltre. Iddio da peccati vi
guardi insieme con la S. V. madre. Di Milano.