LAURA MELIA PICCINARDA ALLA S. SILVIA LOTERINGA.

L'è pur grande il dispiacere ch'io sento d'intendere che viviate in

tanta maninconia & habbiate cambiato quel vostro benigno Giove nel

maligno Saturno: non ridendo mai, non mai pigliando alcun solazzo ne

divisando con gli amici delle cose che cottidianamente accascano, ma se

pur vi piace d'imitar Pithagora nel serbar del silentio, perche non vi

piace similmente di serbar quel suo divin precetto COR NE EDITO. Ilche

altro dir non voleva salvo che macerar non si dovevamo, ne affligerci

cotanto il spirito, dalla cui afflittione ne nasce la consuntione

delle ossa, si come la sacra scrittura canta: desiderarei pur da voi

sapere, qual profitto trar possiate dal starvene si dolente come a

tutte l'hore fate. non sogliono gia star cosi quelle anime che sperano

nell'immortalità, quelle anime (dico c'hanno Christo con esso loro)

lequali anchora che col corpo sieno in terra, l'animo però loro sempre

alberga et stassi in cielo d'onde ancho ne trasse l'origine sua: state,

state, lieta, & lasciateci godere della vostra dolce conversatione, la

quale apre il Paradiso a chi n'è fatto da voi degno. Di Cremona alli

XX. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 123 / 268 题