Non attenderò piu con quella diligentia che già soleva per sterpare
dall'animo vostro quell'abhbominevol vitio qual in voi ogn'uno biasma
& vitupera: & pur niuno lo sa correggere & emendare, conosco veramente
che sì come alle percosse dell'aspide, non ci è altro rimedio che di
resecar le parti, che dall'aspro morso tocche furono: cosi esserci
alcuni vitij liquali sol con la morte risanare & toglier si possono: ne
credo io d'altronde contratto habbiate questo vostro insanabil morbo
che dall'assidua conversatione di vostro cognato, alla cui malvagità
se vi si accompagnasse forza d'ingegno, ò peso di qualche auttorità
operarebbe tanto male che le furie infernali si crederebbono essere
men dannose: sarebbe l'aspide un inevitabil male se la natura non gli
havesse dato gli occhi deboli & infermi: cosi sarebbe vostro cognato
piu di qualunque fera nocivo & pestilente se le forze unite fussero al
scelerato animo in molti homicidij & maleficij esercitato. & di questo
altro non dico: sol prego Iddio vi converta a se & facciavi partecipe
di quella infinita bontà per la quale tutte le cose rie doventano
buone. Vengo hora a rispondere a quanto m'ha detto da parte vostra
M. Lucillo, ilquale alli di passati pregomi mi volessi consigliare
se giudicava ben fatto che ponessi vostro figliuolo alli servigi di
qualche gran Prencipe. non vi ho risposto piu per tempo per non haver
havuto commodità di fedel messo: hora vi rispondo, & dicovi che si
come è pericoloso l'invocar i Demoni, percioche in tal cosa se punto si
abbaglia l'è con gran pericolo dell'invocatore, si come avenne a Tullo
Hostilio che fu dalla saetta percosso per haver errato dall'ordine
scritto ne libri di Numa nell'invocar Giove: cosi vi dico esser cosa
piena di pericolo l'haver comercio con i Prencipi co' quali conversando
difficilmente schivar si puote che in qualche cosa non si erri. ecco il
mio consiglio. beato lui se lo saperà porre in essecutione. state sana
& lieta. Da Urbino alli XXV. di Marzo.