Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno sospittione
che voi non habbiate quel fior d'intelletto che m'ho sempre creduto da
che prima vi conobbi, ma perche vi querelate voi della bassa conditione
nella qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? Si
come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser da Voragine
assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; cosi l'humil fortuna
non è sottoposta ad alcun male. Ricordomi altre fiate havervi detto
di simili ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate
tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu vi essorto,
& a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar lo splendore della
fortuna (essendo questo reputato cosa virtuosissima) tanto piu vi
raffreddate nelle virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con
pessimo essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente sovenire
di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua si accende, &
con l'oglio si spegne si di contraria natura paretemi composta, &
tanto renitente vi veggo a quello che di spontanea volonta dovereste
procacciare. L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri
cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore che non è veggendo
noi che la pietra detta per proprio nome Siniphio, di sua natura molle,
con l'olio caldo, non si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora
congruo non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi
con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, se l'accetterete con
quell'animo che le mie ammonittioni vi porgo, ne voi riporterete danno,
ne io perdero il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu
potete, & amatime.