D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. CLARA PESTA.

Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno sospittione

che voi non habbiate quel fior d'intelletto che m'ho sempre creduto da

che prima vi conobbi, ma perche vi querelate voi della bassa conditione

nella qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? Si

come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser da Voragine

assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; cosi l'humil fortuna

non è sottoposta ad alcun male. Ricordomi altre fiate havervi detto

di simili ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate

tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu vi essorto,

& a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar lo splendore della

fortuna (essendo questo reputato cosa virtuosissima) tanto piu vi

raffreddate nelle virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con

pessimo essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente sovenire

di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua si accende, &

con l'oglio si spegne si di contraria natura paretemi composta, &

tanto renitente vi veggo a quello che di spontanea volonta dovereste

procacciare. L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri

cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore che non è veggendo

noi che la pietra detta per proprio nome Siniphio, di sua natura molle,

con l'olio caldo, non si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora

congruo non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi

con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, se l'accetterete con

quell'animo che le mie ammonittioni vi porgo, ne voi riporterete danno,

ne io perdero il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu

potete, & amatime.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 120 / 268 题