Non ho mai potuto risaper c'habbi mosso M. Antonio Ruffino a rifiutar
sua moglie parendo essa a ciascuno donna di gran valore, et di gran
bontà ornata, anzi dimandandonegli io famigliarmente e sol per farvi
piacere, mi disse, che si come niuno sapeva mai da qual parte la scarpa
li strignesse il piede, eccetto colui che se la calzava cosi niuno
saper meglio i difetti della moglie che il marito. Certamente in questo
parmi ch'el habbi ragione da vendere: molte cose nel vero occorrono
fra marito & moglie che altri che essi non le ponno sapere. sarebbe
per tanto da sospendere i nostri precipitosi giudicij, & similmente
sarebbe d'avertire & di pigliar cura sin delle minime cose, perche
le hanno possanza di perturbar spesse volte le matrimonial dolcezze.
Soleva dir Chrisippo antichissimo Philosopho: che si come erano piu da
temere quelle febri, che nascevano a poco a poco, & da cause occulte,
che non erano quelle che si generano da manifeste & gravi cagioni, cosi
le celate & cottidiane offese, quantunque picciole essere piu atte a
separare & a disunire la benivoglienza de maritati. Tocca veramente
a noi (per divino volere) ad esser soggette a mariti, & cosi facendo
maggior loda ne meritiamo, che non facciamo sforzandoci di signoreggiar
loro con inganni & con sottili & diabolici artificij: la piu sicura via
che ritrovar si possi per impatronirsi & delli animi, & delle facultà,
si è la vita pudica, & gli honesti costumi. parlo dell'impatronirsi
di quelli che veramente sono huomini, & non bestie: perche alcuni se
ne trovano di tanta arroganza & di tanta bestialità che trattano le
mogli come se lor fussero uscite dalle scarpette, non degnandosi ne di
mangiare, ne di scherzare, ne di dormir con esse. & che altro fanno
hora questi tali salvo, che insegnarli a proveder d'altronde di quel
che fa lor bisogno? & di questo piu non favello. state sana. Di Brescia
alli XII. di Gennaio.