LUCRETIA GIGLI A M. F. R.

Letto che io hebbi le vostre dolcissime lettere, incontanente chiamai

ambidui li nipoti vostri, & si lor dissi quanto faceva di mestieri,

per dargli miglior creanza & per rimuoverli da quelli brutti studi,

ne quali del continuo occupati si stanno: ma certamente a quel che

io mi aveggo, hò gittato tutta l'opra come quelli far sogliono, che

predicano al deserto: m'è venuto per tanto voglia di rassimigliarli a

quella gemma detta Antrace, della stirpe de carbonchi, a cui è cosa

peculiare l'estinguersi nel fuoco & ardere nell'acqua. Oh quanti ne

veggio di tal natura che se li essorto divengono languidi et nell'opra

rimessi, se da qualche cosa li sconforto tutti si accendono: se

lor faccio grato servigio mi doventano nemici & se li tratto male,

molto piu mi apprezzano & fannomi vezzi. Ricordomi d'haver letto

in Plutarco ritrovarsi alcuni ingegni, simili a quella Pietra che

si chiama Draconite; la quale polir non si pò, ne artificio alcuno

suole mai admettere: a questa pietra rassimiglio io alcuni ingegni

e ispetialmente quelli de vostri nipoti, poscia che ridur non si

possono ad alcun civil costume & honorato esercitio. Io vorrei (si

come piu fiate lor hò detto) imitassero quelli che seco portano alcune

gemme, altri contro l'imbriachezza & altri contra la celeste saetta:

cosi anch'essi havessero sempre con esso loro alcuni precetti della

christiana philosophia: per rimediare con prestissimo antidoto alle

infirmità dell'animo. ne altro intorno a questo vi dico. Iddio li

aiuti. Di Lucca alli X. di Febraio.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 107 / 268 题