SESTILIA A PERONELLA.

Non viene alcuno de vostri vicini in queste nostre parti che non vi dia

colpa di crudele, poi che vi è si poco grato l'amore che M. Pamphilo vi

porta: & perche lo ricusate voi per amante? non hà egli sempre servito

a voi sola con somma fede conoscendo esser l'amore cosa indivisibile;

non hà egli lungamente perseverato? non sprezza egli ogni cosa per

voi? Il poverino, calamitoso sopra tutti li huomini si reputa quando

accade che ò dal caso, ò dalla fortuna egli sia costretto di pensar

ad altro che a voi. Quante volte m'hà sopra della sua fede giurato

sol allhora felicissimo reputarsi quando lieta vi vede ò che almeno

l'estreme parti delle vesti vi tocca brama d'havere tutte quelle cose

che a voi appartengono, desidera l'honor vostro, non pò sofferir con

pace di sentire parola alcuna che ad infamia resultar vi possa: sempre

vi loda, & hà il suo volere al vostro conforme. Hor se questi espressi

& evidenti segni non vi moveno a credere che di perfetto cuore vi ami;

movavi almeno il vederlo per soverchio amore nel letto miserabilmente

languire: ma mi potreste forse dire se egli è amalato n'è colpa

l'intemperanza del mangiare ò le molte fatiche ch'egli sostiene nel

cacciare, ò nell'uccellare: & io del certo vi affermo, che sol amore

n'è potissima cagione, poi che tutta la scuola de medici Arabeschi

confessa che chiunque per troppo amare inferma, ha gli occhi secchi &

profondi, move frequentemente le palpebre & hà l'anelito interrotto:

havete pur veduto tutti questi segni nella passata & nella presente

infirmità, et anchora non lo credete? Ah crudel fera & per quanto

tempo credete che amore potrà comportare questa vostra tanta arroganza?

certo non passerà guari che vi pentirete, resterete un giorno dolente

di questa vostra crudel natura, & farà che voi amarete quando altri

vi haverà in odio, accenderansi in voi tutte le volte che lo vedrete,

fiamme maggiori che non uscirno mai ne di Etna, ne di Mongibello: la

faccia vostra diverrà rubiconda, terrete in lui gli occhi fissi, ne

pareravi di veder faccia humana, ma divina: arderete per lui d'amore,

abbruggiarete d'un calore che non fa strepito: & da gli occhi parerà

che vi esca il fuoco. o come mi riderò io di voi, quando per amore vi

sentirò trapassare tutte le notti & tutti i giorni che vi restano in

acerbe querele: non poter patir voi medesima, ne prender alcun pensiero

della vostra salute. oh come mi smascellarò io per le risa quando vedro

che per amare non sia in voi piu alcun vigore, non esservi piu quel

color di sangue che vi tingeva la bella faccia: que begli occhi che

si rassimigliavano al Sole, non esser piu si chiari come solevano, &

vederò bagnarvi del continuo le guancie non altrimenti che quando la

neve si distrugge: l'ardore che si sentì al cuore Medea per Iasone ò

Dido per Enea, fu nulla rispetto a quello che per lui sentirete (se

lo spirito profetico d'Amor confortato in me non vaneggia) cosi sono

trattate dall'Amore le ingrate & arroganti come voi siete, & di questo

siavi detto a bastanza. considerate voi quel che vi si convenga fare,

per non sentir d'Amore si crudeli stratij che v'hò dipinti. Fra tanto

state sana, & me, che sempre vi fui fedelissima consigliera, & piu

che me stessa v'hò amata, se potete riamatime. Di Palermo alli XXV.

d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 106 / 268 题