Quando intesi che la virtuosissima vostra figlia era da questa vita
alla celeste trappassata, subito pensai che tal partenza in cosi
giovenil età vi fusse stata cagione d'insoportabil noia, & ad un
medesimo tempo conobbi ch'era mio debito il consolarvi di si gran
perdita, senza haver altro risguardo alla singolar vostra prudentia.
ma non fece cosi subitamente, quel che dovea fare, perche piacquemi
d'imitar i medici, li quali non porgono i lor rimedij quando
l'infermità incrudisce & è in aumento, ma sol quando l'incomincia
a declinare. io non volli porgervi alcuna consolatione a quelli
primi movimenti pieni d'ira & di dolore, ma ho voluto aspettare
che si fussero alquanto rimessi: hor finalmente pregovi dolcissima
.S. à temperar il duolo, che tanto vi cuoce, & si v'afflige: anzi
a prepararvi di gir dove ella dimora contemplando a tutte l'hore la
faccia del nostro padre eterno: ella è veramente nel Paradiso, & voi
piangete? ella giubila con gli Agnoli & festeggia insieme con le sante
anime: & voi per lei vi tribolate? quasi che vi rincresca che lasciato
qua giù il corporal velame, salita se ne sia à superni chiostri?
quasi che vi dispiaccia, ch'ella si sia vestita di immortalità? Deh
consolative signora, & non vogliate sminuire con le vostre amare
lagrime, la sua eterna gioia: ma pregatela piu tosto che preghi per
le nostre miserie, & supplichi il grande Iddio, che ne faccia hoggimai
cittadini della celeste Gierusalemme. Di Pavia alli XV. d'Aprile.