Vi dolete meco per lettere, che i vostri figliuoli sieno ritornati
a casa senza dottrina et senza alcuno bel costume, di che anch'io
per l'amor che vi porto, assai, & non poco me ne doglio: l'è vero
che non me ne maraviglio imperoche non vidi mai (al mio vivente)
alcuno albero che facilmente non divenisse sterile, & si facesse
tortuoso, mancandogli la debita cultura, non v'è alcuno si felice, &
si sollevato ingegno che facile non sia al degenerare; mancandovi la
buona & santa educatione. Niuno generoso cavallo obedisce volentieri al
cavalcatore, s'egli prima non è con perfetta arte domato, noi habbiamo
tutti naturalmente l'ingegno assai feroce se con saggi precetti &
con virtuosa creanza non sia adomestichito & fatto mansueto: quanto
la terra è di sua natura migliore, tanto più agevolmente si corrompe
& guastasi, se nel coltivarla vi si usi alcuna negligentia; i buoni
& felici ingegni se non sono ben disciplinati, scorrono ne vitij con
maggior prestezza che non fanno gli altri. & che volevate voi ch'essi
apprendessero di buono, ò di bello, stando alla villa del continuo
sotto l'imperio del lor zio, di cui non nacque, ne nascerà mai il piu
rozzo, piu ignorante, & il piu inhospital villano, sono i fanciulli
come anche sono le materie molli, dove tosto s'imprime il sigillo.
se qualche buona dottrina, & se qualche bel costume lor fusse stato
insegnato, l'havrebbono appresso, ma non essendogli mostrato salvo che
cattivi essempij come potevate voi sperar che riuscissero altri di quel
che riusciti sono. Di Prolezza alli XIII. d'Aprile.