Domani (sel vi pare) anderemo a confessarci; cosi restamo alli giorni
passati in conclusione (se ben vi ramentate) & vi faccio sapere,
che hò fatto elettione d'un confessore, che ne saperà ottimamente
pascer l'animo del pane evangelico: egli non è di quelli piu curiosi
a investigar l'altrui vita, che diligenti in ammendar la loro: non
è di quelli, che vi rendono la conscientia scrupolosa & perturbata:
l'è di tanta autorita della chiesa ornato, quanta bastar puote senza
haver ricorso ne a Vescovo, ne a Legato: l'è tanto taciturno che non
si havrà da temere, ch'ei vada rivelando i fatti nostri, l'è tanto
commodo & adagiato de beni temporali, chel non accaderà temere, che
tutto'l giorno ti mandi a chieder delle torte, ne che ci vuoti con
ingordi fiaschi le cantine nostre. l'è tanto accostumato che non si
haverà da dubitare che con suoi ragionamenti contamini, & ammorbi
le semplici fanciulle: l'è si vago della sollicitudine, che non cel
vedremo con nostro rossore, tutto'l giorno davanti a gli occhi: l'è si
discreto, chel non ci porrà in disperatione: l'è si compassionevole
alla fragilita humana: ch'egli havrà pietà de nostri falli: l'è
tanto esperto nelle sacre dottrine, che meglio di ogni altro saperà
discernere tra lepra et lepra: l'è si devoto & verso d'Iddio fedele,
che facilmente ci potrà impetrar la remission de peccati. resta sol
che talmente preparate vi andiamo, che una sol volta ci basti, senza
piu ritornar da capo: confessiamoci adunque senza hippocrisia & con
fermo pensiero, che la confessione che si fa a Dio, purghi i peccati;
& quella che si fa a gli huomini, n'insegni in qual maniera si purghino
& scancelar si possino fra tanto state contrita & dolente, insieme con
esso meco, del tempo, da noi si malamente dispensato: & della poca
carità che n'habbiamo al prossimo nostro. Di Piacenza alli XXV. di
Marzo.