APOLLONIA ROVELLA A M. LEONORA DA VERTEMA.

Alli di passati, io vi scrissi due mie, d'un medesimo tenore,

pregandovi, volessi transferirvi a Vinegia, dove havevamo un

predicatore, dotato di tutte quelle eccellentie che desiderar si

possono in huomo di tal professione: interpreta & spiana le scritture

si santamente quanto Chrisostomo, si acutamente quanto faccia Origene,

si dottamente quanto Basilio, & con tanta devotione quanto faccia

il devoto Bernardo: non hà nel suo parlare quelle affettate delitie

che in molti moderni si vegono, & è di piu lingue ornato, che non fu

mai Mitridate, per la qual cosa, egli ci da da veri & propri fonti,

tutto quel che noi desideriamo di sapere: l'è mirabile nell'insegnare,

gratioso nel persuadere, & potentissimo nell'esortare. Non credo

si trovasse mai, da che nacque Christo, il piu fedel dispensatore

de divini misteri: la voce sua è simile a quella di un Cigno; &

l'eloquentia varia secondo, che la materia richiede, alle volte l'è

piu severa che non è quella di Gregorio Nazianzieno, & alle volte

ancho parmi dolce & temperata al par di Cipriano: egli non storce le

scritture, non interpreta malignamente, ne con passione alcuna, ma

con gran candore et purità si come conviensi alla pietà christiana

che nella sua venerabil fronte a tutte l'hore si scorge: non è gonfio,

non è pettoruto, non sputa parole sesquipedali, non si vendica spirito

di profetia, usa parcamente le allegorie conoscendo per il lor mezo,

non potersi efficacemente insegnar i dogmi della fede, la qual cosa

principalmente intende di voler fare; ne in quelle, è violento, come

da alcuni si nota S. Girolamo: ma nelle allusioni è quasi al pare di

Ambrosio: l'è stupendo nelle amplificationi, salendo sempre dalle cose

inferiori, alle superiori: li essordij suoi, ò vero i themi son sempre

tolti dal centro della scrittura, & non dalli altrui sogni & strane

chimere, & li pronuncia con decoro gesto & con si grata maniera move

le pallide labra, che mi par di veder quell'antico Roscio da M. Tullio

si valorosamente difeso, si che venite, & venite tosto, se volete udir

un'huomo che insegna che diletta, & insieme commove maravigliosamente

li affetti nostri. vi prometto, se verrete, oltre l'utilità grande,

che dal predicatore potrete riportare, darvi di piu la conversatione

della moglie dell'Ambasciator di Mantova, & di quella dell'Ambasciator

d'Urbino, l'una è tenuta l'honor di Pesaro, & l'altra, la gloria di

Modona: non restate adunque di venire (se mi amate) che non mi potreste

far cosa piu grata, non sol a me, ma anche al mio carissimo consorte.

Di Vinegia alli III. di Febraio.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 58 / 268 题