Mi scrivete per l'ultime vostre, che portate grande invidia alla S.
Tirinthia per haver piu belle gioie, & piu belle vesti di voi. di che
non posso io fare che non vi riprenda facendovi sapere che si come non
è alcuno miglior marinaio (ò nocchiero che vogliamo dire) per haver
piu bella & meglio armata nave: cosi non è miglior donna alcuna per
haver piu ricche gioie ò piu vaghi monili; non è la fortuna splendida
quella che ci fa risguardevoli al mondo; ma l'è la virtù et l'honestà
non finta et simulata, ma sincera & pura: laquale suol lungamente
durare, la onde le cose false stano picciolo tempo in un medesimo
stato: soviemmi di haver già letto qualmente una molto savia & prudente
Donna tacitamente schernì una femina Campana superba per molti pretiosi
ornamenti mostrandoli alcuni suoi figliuoletti virtuosi & ben creati
& dicendoli; questi, Donna, sono le mie gioie & li miei piu belli
adobamenti. Habbiate invidia a chi piu di voi si mostra & in effetti,
& in parole, amica dell'honore, & della verace gloria: bisogna stimar
la persona non da quello ch'ella possiede, ma da quel che è veramente
suo: le ricchezze non sono propiamente nostre, ma sono della fortuna,
& per questo le veggiamo sovente volte esposte alle predatrici mani
hor de vincitori soldati, & hor de rapacissimi Tiranni. Questo è pur
troppo publico errore cercare con infinito studio, & con infinita
sollicitudine gli ornamenti esterni, & delli interni non curarsi punto.
ben hà gli occhi di ferro chi non piange tanta nostra cecità. Hor per
conchiudervela in poche parole, scacciatevi dal petto questi vani &
fanciulleschi desiderij, & aspirate hormai di buon cuore all'eterna
gloria, caminate contra la generale opinione delli Idioti & fate come
veggiamo far le stelle, le quali vanno per un viaggio contrario al
mondo, & questo vi basti per una semplice ammonitione: Dio da mal vi
guardi et vi consoli di quanto honestamente desiderar si puote. Da
Chiavena de Grisoni alli XXV. d'Agosto.