LA CONTESSA DI NOLA A M. FLAVIA BORGHESE.

Per quanto intendo, tutto'l male che è avenuto a M. Clara, è

proceduto dall'ira vostra: la colpa è adunque di voi stessa, se danno

sostenuto havete ne casi vostri veramente si come i fanciulli sovente

si feriscono mentre altri vogliono ferire, per l'inesperienza che

hanno delle arme, cosi l'ira spesse fiate nuoce a noi stessi, mentre

cerchiamo d'offender altrui. non dovevate gia voi si leggiermente

credere che M. Priamo vi havesse ingiuriato, perche si come soliti non

siamo di credere alle prime novelle che ci vengono ò liete, ò triste

ch'elle sieno: cosi non dovemo subitamente credere a quello che ne

persuade l'ira nostra: ma devesi differir la fede ch'ella desidera

per alcun giorno. Si come per la nebbia i corpi, cosi per il sdegno

le cose ci paiono sempre maggiori di quel che sono. perdonatemi se

vi dispiaccio cotai cose dicendovi: non dovevate voi mai correre si

impetuosamente alla vendetta come fatto havete. si suole da savi far

il contrario nel vendicarsi, di quel che si fa de cibi nel mangiarli.

niuno mangia salvo quando ha fame, ma la vendetta non si deve usare,

salvo quando non se n'ha voglia di farla, perche non accenda troppo.

temo io grandimenti che questa vostra strabocchevole & quasi perpetua

ira non vi travagli, & conturbi la desiata quiete a quella guisa, che

noi veggiamo l'assidua tosse conquassar il corpo. Se io circa questo

potrò in qualche cosa giovarvi, non pretermetterò cosa veruna a fare

(pur che sappia che vi risulti a utile, & a piacere) ne aspetterò

giamai che l'opera mia mi sia da veruno richiesta: state sana, &

amatime. Da Pusilipo alli XIII. di Marzo.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 49 / 268 题