Non vi hò piu per tempo scritto per il gran cordoglio c'ho sentito
nella morte del mio pappagallo, dal quale, ero piu amata, che non
fu mai Hermia dal suo caro delphino, piu che Argis dall'oca, piu che
Glauce Citarista dal suo montone, piu che Amphiloco dall'amantissimo
gallo. Se io fussi morta prima di lui, credo fermamente, ch'egli
sarebbe di dolor morto, si come fece quella gratissima aquila poi
ch'ella vide abrusciar il corpo della Virginella che allevata l'haveva:
hora che il mio dolore è alquanto sminuito, io scrivo a parte a parte
della vostra che mi fu gratissima: & per la prima cosa pregovi a
confermare, et stabilire l'animo vostro con la ragione & non con false
opinioni: i buoni marinari quando preveggono la tempesta, fermano la
nave con le anchore non compiacete punto all'ira poi che ella suole
per la smoderata indulgentia sempre piu esasperarsi. Si come per
il parer d'Hippocrate quel morbo suol esser pericoloso molto che fa
sovente cangiar volto all'infermo: cosi fra tutti i mali che sogliono
infestar li animi nostri non ci è il piu dannoso dell'ira; facendone
di maniera mutar viso, voce, & andatura che paremo in tutto diversi
da quel che da prima solevano essere. Se le nodrici sogliono dire a
piangenti fanciulli non piangere & haverai quanto desideri, perche non
diciamo parimente noi all'animo commosso & alterato non gridare, non ti
affrettare & con maggior commodità conseguirai quanto desideri. vorrei
che volentieri comportassi che la ragione togliesse di mano all'ira la
vendetta. Quanto al desiderio che voi havresti di punire chi vi offende
si attrocemente, io vi ricordo che li castighi dar si deveno quando
l'animo è ben quieto, accioche poi sforzati non siamo di punir altrui,
quando l'animo habbiamo alterato & mal disposto: ne altro mi occorre a
dirvi. Di Milano.