L'è vero che io mi rallegro molto quando alli amici miei succedono
le cose secondo il voto loro: non posso però fare che alle volte io
non tema, che si come la smoderata fecondità amazza et soffoca molte
fiate gli alberi & le viti, che cosi la troppo lieta fortuna non ci
distrugga, & sciocchi non ci faccia del tutto divenire: sempre piu
nocque la prosperità che l'adversità. Si come il vetro quanto piu
risplende tanto piu dimostra la sua fragilità, cosi la fortuna quanto
piu l'è splendida, tanto è men durabile & maggior rovina ci minaccia:
di questo v'hò io voluto avvisare; perche non v'insuperbiate, & non
facciate come molti fanno, liquali dalla smoderata felicità si lasciano
talmente accecare che par loro d'esser fatti eterni, ne piu conoscono i
vecchi amici, ne credeno che mai piu lor habbi da mancar cosa veruna.
oh Dio quanto sono questi fuori del buon senno: quanto dimostrano
d'haver poca cognitione della instabilità delle cose humane, oh quanto
mal considerano questi tali, le sue instabili & volubili attioni non
per altro fu dalli antichi pittori dipinta la fortuna sopra d'una
rotonda pietra che per dimostrarci quanto la sia volubile: ne per altro
disse quel Terentiano O FORTUNA UT UNQUAM ES PERPETUO BONA? che per
farci diffidenti & per non lasciarci riposar in lei, ma in sol Iddio,
ilquale non si muta mai; ma stabilissimo rimane: non altro. Iddio vi
guardi. Di Cremona alli X. d'Aprile.