CATHERINA ANG. MARCHESA GONZAGA A .M. LIVIA FRANCA.

Mi è rifferito che vi siete fortemente adirata con vostro marito,

ne volete con esso lui pace, per havervi negato alcuni ornamenti

havendone molti di soverchio: & che havete voi finalmente deliberato

di fare? di mandar vostro marito all'ospedale. oh bello honore che

vi farete: il pover huomo hà fatto piu di quel che doveva, & poteva

(se ben esamino le sue forze) & voi non vi contentate mai di cosa che

v'habbiate. Havete vesti da comparar a quella di Antistene Sibarita,

la quale si soleva ogni anno sospendere per miracolo nel tempio di

Giunone Licinia: havete veste di non minor pregio di quella c'hebbe

Lollia Paulina, laquale fu stimata quattro cento Sestertij: egli v'hà

fatto sottanne, da star al paragone di quella veste: nella quale

Triumphò Tarquinio Prisco, & di quelli che donò Silofonte a Dario

figliuolo di Histapo; & tutta via n'andate importunamente chiedendo

dell'altre? Deh vergognative di questa vostra importunità & di questa

vostra intollerabil arroganza. non l'havete voi hormai posto al fondo

con tanti zibelini, con tanti martori, & con tanti lupi cervieri? non

l'havete voi quasi che destrutto con tante, carrete, cavalli, ricami,

& paviglioni? che potreste far piu se recato li havessi l'imperio di

Roma in dote? cieche nel vero siamo, adornando con tanto studio questa

nostra carnaccia: ch'altro però non è che fango, & polvere & cosi

coprendo questo nostro Capo di si pretiosi coprimenti, non capendovi

dentro salvo che pensieri vani, sogni, & folle de romanzi: Io vorrei

sorella mia, c'hoggimai si ravedessimo & pensassimo che non siamo piu

fanciulle; i capei di fino oro tosto incominciaranno a farsi d'argento,

& n'anderemo tosto in luogo, dove non si renderà conto del vestir

leggiadro, ne di legar i crini con piu grata maniera, ma renderemo

ragione della fede, della charità, & del tempo mal speso in frascherie:

voi havete intelletto, adoperatelo, adunque riconciliatevi col vostro

consorte, honoratelo, contentative di ciò ch'egli vuole, fateli vezzi,

come faccio io al mio signor Luigi.

Di castel Giuffrè alli XXV. di Febraio.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 23 / 268 题