La fama che per tutto risuona della virtù et bontà vostra, mi muove
a scrivervi & essortarvi a voler farvi Christiana, acciò che si
bell'anima non rimangi privata delle celesti consolationi, & doventi
preda & rapina del rapace Sathanasso. Dovereste pur hormai rimaner
chiarita della cecità giudaica, & che state voi più ad aspettare?
non dice il vostro propheta Rhaù che trapassato è il tempo che venir
debba il Messia? non havete voi questo piu di una fiata letto nel
libro intitolato Sanidrin? non sono compiute le settanta settimane di
Daniele? non è levato il scettro dalla casa di Giuda? Ho io pur molte
volte letto nel medesimo Sanidrin, che il Messia nacque quell'istesso
giorno che fu destrutto il Tempio: che aspettate adunque? che non
confessate Giesu Christo esser vero Signore & vero Redentore del
mondo? del quale, favellando già un nostro Hebreo per santità & per
singolar dottrina eccellente, teme di confessarlo huomo & non piu
tosto predicarlo per Iddio. deh ravedetivi, deh lavative hormai nel
sacro fonte che vi sarà scala di salir al Cielo, & di eternalmente
fruire la resplendente faccia del Padre eterno. non vi lasciate piu
ingannare da questi vostri Perfidi Rabini ignoranti delle dottrine &
humane & Divine: attendete al mio consiglio perche fedelmente, & con
perfetto zelo vi consiglio, fatevi christiana, perche se questo farete
per una madre carnale che voi lasciarete, ne troverete per amor di
Giesu Christo dieci. Vi sarà madre Madama di Mantova specchio di rara
santità: vi doventeranno Madri mia sorella, Ambedue le mie Cognate &
io con molte altre, ne gratioso marito v'è per mancare poi che Marco
Antonio Sidonio tanto vi brama che per vostro amore è stato il meschino
a rischio di perdere il capo: languisce il poverello & si distrugge
come falda di neve che habbi scoperto il Sole e da lui mi rendo sicura
che havrete ottima compagnia: & ne riporterete honore & riputatione per
essere egli grato, oltre il Reverendissimo nostro a tanti savi Principi
& a tante honorate Donne. so che scordata non vi siete dell'honore che
vi fu già fatto dal Reverendissimo, dal .S. Duca & dal .S. D. Diego di
Mendozza: voi gusterete un Consortino astuto & non frodolento, Audace
& non temerario, di una eloquentia libera & chiara; ma non importuna
& satievole: i suoi morsi con quali trafigge volentieri l'avaritia de
Preti, non sono di cane, ne di lupo, ma di mansueto Agnello: tutte le
volte che mi accade d'udire le sue facete narrationi, accompagnate da
piu ben composti gesti che non hebbe mai Roscio; temo di non morir di
riso come già morirno Philemone poeta, & il Comico Philistione: non
albergarà mai nella casa vostra alcuno humore maninconico: i saturnini
pensieri ne staranno da voi lontani, non patirete disagio di cosa
veruna, anzi vi parerà che sotto il vostro tetto habiti del continuo la
Dea Copia col suo corno: & quando tutto'l mondo vi mancasse, supplirà
sempre a vostri bisogni la liberalità del suo Reverendissimo padrone,
poi che dalle sue facetie sente infinito alleggiamento a suoi gravi
pensieri: v'assicuro di più & statene sopra della fede mia, che voi
sarete da lui piu amata che non fu Euridice da Orpheo, Aspasia da
Pericle, Orestilla da M. Plautio ò Lisidica da Antimaco Poeta. deh non
indugiate adunque a farvi di Christo amica, a far gioconda la chiesa
nostra & render lagrimosa la trista sinagoga. deh non indugiate più
la vostra santa conversione & di accrescere in Cielo il numero delli
Eletti, & finalmente di far beato il povero Marco Antonio, il quale,
già tanti anni fervidamente vi ama, & per voi hà sostenuto longamente
tante fatiche che tante non ne sostenne Hercole ne suoi tempi: ne per
hora vi dico altro delle sue qualità: pensate & essaminate bene quanto
v'hò detto: pregate Iddio che v'illumini con i vivi raggi de lo Spirito
santo, acciò facciate cosa utile, honorevole, et insieme dilettevole:
Nostro .S. vi consigli. Da Puvino alli XX. d'Ottobre.
PACIENTIA PONTREMOLA HEBREA MANTOVANA ALLA ILLUSTRE .S. LA .S. ISABELLA
GONZAGA.
Hieri hebbi le lettere che le piacque di inviarmi, lequali, m'hanno
molto travagliato la fantasia: le ragioni vostre mi parevano piene di
nerbo, & di spirito, le persuasioni fatte con si dolce modo, facevano
quasi violentia all'intelletto mio: non mi dispiacevano le offerte anzi
mi facevano arrossire conoscendomi indegna di si gentil consorte come
voi mi proponete: dall'altro canto, stommi dubbiosa di non offendere
col farmi christiana la divina Maestà: vivo in angoscia se Christo per
il vero Messia confesso, di non provocarmi contra, il sdegno di Mose et
la maledittione di tutta la Sinagoga; non so (misera me) dove mi volga
per aiuto & per consiglio: le vostre lettere m'hanno infinitamente
commossa, & se ritenuto non mi havessero alcuni duri passi ratto ita me
ne sarei all'Episcopal Chiesa & importunamente chiesto havrei il sacro
Battesimo: ma considero Signora mia le promesse della scrittura sacra
che quando verrà il Messia, l'Israel sarà riscosso, & noi poveri Hebrei
siamo pur anchora tuttavia dispersi: leggo nel libro intittolato Badra
che nella venuta sua redificarassi Gierusalemme & il tempio di pietre
preciose, il che non è però anchora avvenuto. Veggo di più che la
nostra legge fu data publicamente da Iddio per mano di Mose sul monte
Sina, con testimoni de spaventevoli tuoni & lampi: ilche voi christiani
senza alcuno contrasto confessate, la dove la vostra è data celatamente
per mano & per confessione de duodici poveri scalzi, oltre che non
mi posso contenere di non prestare intiera fede a nostri Rhabini,
li quali hanno del vostro Redentore molto diversa opinione da voi, &
affermasi nel libro intitolato Ghittin al quinto capo, ch'egli è per i
suoi gravi eccessi & enormi peccati condennato dalla divina sententia.
non vi paia per tanto istrano, se si tosto non mi arrendo & se vi
paio alquanto pertinace. Quanto al marito del quale, mi parlate credo,
anzi chiaramente conosco, esser piu che non ne dite, sò fermamente che
per la sua rara leggiadria egli meriterebbe di haver Donna piu bella
di Deiopeia, di Amarilli & della fuggitiva Galatea: Iddio mi inspiri
a far cosa che li sia d'honore & di gloria, & voi fra tanto, che lo
Spirito mi riveli ciò che hò da fare, pregate per me, & fate fare il
simile alla purissima & innocentissima Grataphilea degna creata di V.
Eccellentia: alla quale riverentemente bascio le belle & liberali mani.
Di Mantova alli XXIII. d'Ottobre.