— I Bentivegna, e gli Interdonato hanno proseliti...
— Spiegatevi, padre; dite tutto quello che sapete...
— Mi promettano prima il segreto...
— Sul nostro onore!... sul nostro onore!... s’affrettarono a rispondere
Maniscalco e Salzano, dimenticandosi (tanta era la smania dello
scovare) che non ne avevano punto.
— Oltre al segreto, padre reverendo, vi prometto che S. M. saprà
rimunerarvi in modo degno di lui e di voi... L’eminentissimo cardinale
Antonelli non sa negare cosa alcuna al nostro sovrano. Dite, padre,
dite...
— Ebbene!... sappiate, Eccellenza, continuò il frate guardandosi
intorno e smorzando la voce; sappiate che nel convento della Gancia
stanno ammucchiate armi e munizioni... Che lassù stanno radunati i
congiurati, dipendenti da un comitato centrale istituito in Palermo...
— Maledizione! sclamò Maniscalco co’ denti stretti e serrando i pugni;
credeva di averli schiacciati tutti... e rinascono.
— Conoscete i loro nomi?
— No, Eccellenza...
— Quelli almeno dei capi...
— No...
— Ditemi il nome di uno solo... di uno solo...
— Pur troppo non sono in grado di farlo... Per quanto sia stato in
orecchi, non mi fu possibile di afferrare il nome d’un sol ribelle...
Maniscalco sospirò.
— Però conosco il loro piano...
— Ed è?...
— Il movimento insurrezionale si inizierà a Palermo, coll’assalto delle
caserme, e delle case dei commissarj di polizia.
Salzano e Maniscalco si ricambiarono un’occhiata espressiva.
— Poi?
— Poi ad un segno convenuto, i contadini de’ villaggi vicini
piglieranno le armi e si getteranno nella città...
— Miserabile canaglia! Vedremo... vedremo!... Reverendo, sapreste di
grazia nominarceli questi villaggi?
— Ho inteso parlare di tutti... Però mi ricordo benissimo che si parlò
di Ficarazzi, di Monreale, di Villabate, di Carini, di Bagheria...
— Benissimo! benissimo!... Daremo a questi villani tal lezione che se
n’avranno a ricordare per un pezzo!... Continuate, padre reverendo,
continuate....
— Palermo non dev’essere sola ad insorgere; le terranno subito dietro
le altre città dell’isola, e tra queste... Posso assicurare le vostre
Eccellenze, che i rivoltosi contano molto sui loro confratelli di
Messina....
— Città che vorrei spianata!... Vero nido di vipere rivoluzionarie...
Il frate continuava: — di Catania e di Siracusa...
— E di quei del contado avete notizia?
— Certo; que’ del contado si raduneranno in bande e combatteranno alla
spicciolata, come i... Non mi ricordo la parola...
— Come i _guerrilleros_?
— Precisamente così, Eccellenza!
— E voi dite che il convento della Gancia è pieno di questi briganti?
— Non solo, ma ribocca d’armi e di munizioni...
— E gli altri frati?
— Ahimè! Eccellenza... La carità cristiana mi vieta di scusarli...
Sono tutti traviati... Il demonio strisciò fra loro e li avvelenò
col pestifero fiato di certe idee... Possa il Signore nell’infinita
sua misericordia farli ravvedere!...» Così dicendo il dabben frate
incrocicchiava le mani sul petto, e alzava sospirando gli occhi alla
soffitta...
— Ma che! tutti dunque que’ frati tradiscono il loro re?... quel re
che tanto protesse i loro interessi, quel re che nei momenti di devoto
slancio, indossa la tonaca di frate per umiliarsi dinanzi a Dio...
— Pur troppo, eccellenza! Tutti i frati della Gancia cospirano...
tutti!... professi e novizj... avrei voluto tacerlo... ma la carità è
vinta dal dovere... Essi giurarono...
— E che giurarono? chiese sprezzantemente l’antico commilitone di Fra
Diavolo.
— Di morire o di vincere per... quello che essi dicono la libertà della
Sicilia...
Quella parola libertà, benchè buttata là timidamente, parve risonare
stranamente tra quelle pareti poliziesche, ed i due ministri borbonici
trasalirono come il diavolo al tocco dell’acqua santa.
— Io pure... io pure... ho dovuto giurare...
— Avete fatto benissimo, padre; diversamente non avreste potuto...
— Dio però, che scruta nel fondo dei cuori, e anzi tutto bada alle
intenzioni, non ne avrà preso nota.
— Certamente, padre, certamente!... Il giorno fissato è domani dunque?
— Domani, giorno quattro...
— E perchè domani?
— Perchè si vuol ricordare al popolo la tradizione storica dei Vespri.
— Facciano pure! Così tramanderanno ai loro figliuoli un’altra
tradizione d’un nuovo Vespro domestico... e, per santa Rosalia!... sarà
più sanguinoso del primo! Non avete altro a confidarci, padre?
— Ho detto alle Eccellenze vostre quanto sapeva...» Maniscalco, assunta
un’aria d’importanza, si avvicinò a fra Michele, e presagli una mano,
gliela strinse vivamente fra le sue, dicendo:
— Padre!... Voi avete reso a S. M. (D. G.) un segnalato servizio; il
nostro grazioso sovrano ne sarà tosto informato... e voi, padre, ne
avrete splendido guiderdone... Ve ne do la mia parola!
— Ed io la mia» ripetè Salzano.
— Mi basta di aver fedelmente servito il trono e la Chiesa, la cui
causa è comune... come lo fu sempre...» Poi, rialzato il cappuccio,
s’inchinò in atto di pigliar congedo.
— Rimanete, padre, rimanete!... Sono lieto di potervi offrire una
camera e un letto nel palazzo... Rientrando alla Gancia ad ora sì tarda
potreste destar sospetti... se forse non ne ha già destati la vostra
assenza.
— Nessuno mi vide uscire...
— Bene, bene! ad ogni modo è meglio restiate... Domani penseremo a
mettervi in sicuro.
— Accetto le grazie dell’Eccellenza vostra!
Maniscalco, chiamato un servo, gli impose conducesse il frate nella
camera destinatagli. Quando questo si fu partito, il direttore di
polizia disse all’impaziente Salzano: «Un momento e sono da voi
generale!» Poi chiamato un birro:
— Hai veduto quel frate? gli disse.
Il birro accennò che sì.
— Bene!... porrai una sentinella nel corritojo che mette nella camera
ov’egli passerà la notte... Nessuno entri, nessuno esca. Hai capito?
— Perfettamente, Eccellenza!» rispose il _sorcio_, e strisciato un
inchino, uscì.
— Caro Generale, ora siamo soli... Che ne dite di questa bella notizia?
— Dico che siamo stati presi alla sprovvista. Come mai, caro direttore,
non ne sapevate nulla?
— Cioè... sospettava di qualche cosa... Però confesso che non credeva
così imminente il pericolo... Ad ogni modo provvediamo, e subito... Ci
va di mezzo l’onor nostro!...
— Per me sono pronto. Facciamo il nostro piano... in modo che non ce ne
scappi un solo...
— Sono con voi, generale.
Breve fu il loro colloquio, e il piano prestamente combinato. Il
generale Salzano recossi tosto al suo palazzo a dar gli ordini
opportuni alle truppe. Maniscalco rimase nel suo circondato dai suoi
cagnotti.
Lettori! ricordatevi del frate francescano Michele da Sant’Antonino.