AGLAE _sola_.
AGL. (_Ha accolto con un movimento di dispetto e di fierezza le
ultime parole di Cròbilo_). Che ha inteso dire?... Ah, già!... qui
tutti han preso il vezzo di compiangermi!... Perfin le vecchie! Una
vera gara di pietà! Grazie! non so che farne!... (_torna lentamente,
pensierosa, al suo lavoro e riprende in mano la corona_). Qui metteremo
i narcisi di Elèo... Povero Elèo!... Fino a Colòno... là sulla rupe...
me li è andati a prendere... Dunque la piccola Aglae non è del tutto
dimenticata... E voleva fingere! Serbarmi rancore!... Perchè fingere
con Aglae?... Che colpa ne ho io?... Ah Mènecle, Mènecle, co' tuoi
benefici ti sei preso tutto, è tua la mia vita... ma la memoria del
cuore... di questa neppur gli Dei mi possono chiedere conto. Quanto
alla mia felicità, di cui Mènecle si prende scrupolo e mi parla e mi
scrive... (_prende in mano il rotolo e lo svolge macchinalmente_) glie
ne domando conto forse io?... (_spiega e legge_) È diretta proprio a
me. (_la scorre dapprima sbadatamente e indifferente, poi si fa più
attenta_) Che cos'è questo?... (_legge:_) «Di casa, la notte al nove
della luna calante di Ecatombèo, anno IV della 99ª Olimpiade.» L'ha
proprio scritta stanotte! «Mia cara Aglae!... Il giorno che leggerai
questa mia, i tuoi rapporti meco saran mutati da quelli dell'ora in
cui la scrivo...» (_fra sè, interrompendosi_) Eh... peggio di quel
che sono!... «e forse in quel giorno non ti dorrà il poter dare della
condotta di Mènecle giudizio meno amaro di quello che oggi parla
segretamente in cuor tuo». Che ne sa? «Il cancelliere ti darà questo
scritto, dopo la sentenza dell'arconte che avrà disciolto le nostre
nozze... per domanda tua!...» (_esclamazion di stupore_) Che!... mia
domanda?... io domandarlo?... «Depositato da ora presso lui, ti sarà
allora documento della verità delle mie parole...» (_s'arresta sempre
più stupita_) Che vuol dir ciò?... (_scorre rapidissimamente il resto
della lettera, con segni di crescente sorpresa e commozione: terminato,
rimane assorta, la testa fra le mani, asciugandosi una lagrima_).
Povero vecchio!... povero vecchio!... (_si alza vivamente e passeggia
concitata_). Così... io avevo l'orgoglio di credermi generosa verso
Mènecle... ed è lui che mi soverchia in generosità!... Tutti, tutti, mi
umiliano! Soverchiare Aglae!... Ah! la vedremo!...
(Rinchiude, e va per riporre al posto di prima il rotolo, ma in
quel punto si affaccia Tratta).