SCENA XII.

AGLAE _sola_.

AGL. (_Ha accolto con un movimento di dispetto e di fierezza le

ultime parole di Cròbilo_). Che ha inteso dire?... Ah, già!... qui

tutti han preso il vezzo di compiangermi!... Perfin le vecchie! Una

vera gara di pietà! Grazie! non so che farne!... (_torna lentamente,

pensierosa, al suo lavoro e riprende in mano la corona_). Qui metteremo

i narcisi di Elèo... Povero Elèo!... Fino a Colòno... là sulla rupe...

me li è andati a prendere... Dunque la piccola Aglae non è del tutto

dimenticata... E voleva fingere! Serbarmi rancore!... Perchè fingere

con Aglae?... Che colpa ne ho io?... Ah Mènecle, Mènecle, co' tuoi

benefici ti sei preso tutto, è tua la mia vita... ma la memoria del

cuore... di questa neppur gli Dei mi possono chiedere conto. Quanto

alla mia felicità, di cui Mènecle si prende scrupolo e mi parla e mi

scrive... (_prende in mano il rotolo e lo svolge macchinalmente_) glie

ne domando conto forse io?... (_spiega e legge_) È diretta proprio a

me. (_la scorre dapprima sbadatamente e indifferente, poi si fa più

attenta_) Che cos'è questo?... (_legge:_) «Di casa, la notte al nove

della luna calante di Ecatombèo, anno IV della 99ª Olimpiade.» L'ha

proprio scritta stanotte! «Mia cara Aglae!... Il giorno che leggerai

questa mia, i tuoi rapporti meco saran mutati da quelli dell'ora in

cui la scrivo...» (_fra sè, interrompendosi_) Eh... peggio di quel

che sono!... «e forse in quel giorno non ti dorrà il poter dare della

condotta di Mènecle giudizio meno amaro di quello che oggi parla

segretamente in cuor tuo». Che ne sa? «Il cancelliere ti darà questo

scritto, dopo la sentenza dell'arconte che avrà disciolto le nostre

nozze... per domanda tua!...» (_esclamazion di stupore_) Che!... mia

domanda?... io domandarlo?... «Depositato da ora presso lui, ti sarà

allora documento della verità delle mie parole...» (_s'arresta sempre

più stupita_) Che vuol dir ciò?... (_scorre rapidissimamente il resto

della lettera, con segni di crescente sorpresa e commozione: terminato,

rimane assorta, la testa fra le mani, asciugandosi una lagrima_).

Povero vecchio!... povero vecchio!... (_si alza vivamente e passeggia

concitata_). Così... io avevo l'orgoglio di credermi generosa verso

Mènecle... ed è lui che mi soverchia in generosità!... Tutti, tutti, mi

umiliano! Soverchiare Aglae!... Ah! la vedremo!...

(Rinchiude, e va per riporre al posto di prima il rotolo, ma in

quel punto si affaccia Tratta).

La sposa di Mènecle: Comedia in un prologo e tre atti, con note · 第 36 / 112 题