SCENA XI.

AGLAE, MÌRTALA, CRÒBILO, _un momento_ TRATTA.

AGL. (_rientra discorrendo con Mìrtala_). Oh, trattienla quanto vuoi!...

MÌRT. (_con un involto in mano_). Grazie!..

AGL. (_a Cròb._). È già uscito Mènecle?

CRÒB. Or ora... (_senza por mente a Mìrtala che sta raggiustando il suo

involto, contempla di sottecchi Aglae e parla fra sè_). (Quel nasino

grazioso che guarda in su!).

AGL. Niente lasciò detto?

CRÒB. No... Parea cercar delle carte... (_continuando a sbirciar

Aglae_). Che bei capelli biondi!... Con quella acconciatura oggi par

fin più bella del solito!... Sicuro!... è più bella del solito!... Che

boccone per quello a cui tocca!...

(Nel volgersi, mentre è immerso in queste riflessioni, si trova

faccia a faccia con Mìrtala, che gli pon su le braccia l'involto da

portare).

MÌRT. Mi fai piacere di tenermelo...

CRÒB. (_con una smorfia e un lungo sospiro_). E a me ecco che cosa

tocca!...

MÌRT. Bada a non la sciupare...

CRÒB. No, no... (_annasando l'involto_) Hu!hu! che profumo!... Ma di'

un po', Mìrtala, la ti andrà poi bene?

MÌRT. (_accennandogli Aglae_). E non vedi, orbo, che abbiam la stessa

taglia?

CRÒB. Ah sì!... (orbo, quando t'ho preso!) Hu! hu! che odor

d'ambrosia!... Che profanazione!...

AGL. (_passata presso il tavolo a cui Mènecle era seduto sul

cominciar dell'atto, e visto un rotolo caduto per terra, lo raccoglie

sorridente_). To'!... nel grande accalorarsi per la mia felicità, ha

dimenticato fin le sue carte!... Che mi dicevi Cròbilo? che Mènecle

cercava delle carte?...

CRÒB. Appunto... frugava...

AGL. E allora saran queste che gli son cadute o ha dimenticato qui. Sai

dove andava?...

CRÒB. Alla cancelleria dell'arconte.

AGL. Le darò a Blèpo che glie le porti...

(Fa per chiamare).

MÌRT. È inutile. Dà qui. Passiamo ora di là noi.

AGL. Grazie allora...

(Le passa il rotolo con indifferenza).

MÌRT. Così gli dirò anche, a quel rusticone, che non è questo il modo

di andarsene...

AGL. Non gli dire nulla. È il suo carattere.

MÌRT. Bel carattere!... Anche gli Sciti lo hanno così:[148] ma non

isposano donne d'Atene. Se fosse mio marito... vedrebbe! Già, tu

sei troppo buona... Vorrei veder io che Cròbilo stesse su la notte a

consumarmi l'olio della lucerna, senza neanche saper quel che scrive...

E tu ti fidi?...

AGL. Completamente.

MÌRT. (_scrollando il capo_). Basta!... contenta tu!... (_a Cròbilo,

maliziosa, mostrandogli il rotolo_). Neh, Cròbiluccio, che avessimo

senza saperlo, a far la parte... tu di Mercurio... e io di Iride?...

CRÒB. (O Dei! che vaga Iride!) Peuh! Mercurio portator di fagotti...

MÌRT. Vieni dunque. Addio Aglae.

AGL. Addio.

CRÒB. (_sbirciando sempre Aglae_). (Che cara creatura! Eh, se

sapesse!...)

MÌRT. (_a Cròbilo_). Vieni?... (_nell'avviarsi ad uscire con

Cròbilo, va curiosando nell'interno del rotolo; d'un tratto si ferma

esclamando_) Oh, cara Venere!... (_si volta verso Aglae_) Ma voi altri

due fate all'amore di nascosto? e invece di parlarvi, vi scrivete?...

AGL. (_non comprendendo_). Eh?

MÌRT. Ma le carte degli affari non saran queste. Questa è per te.

AGL. (_sorpresa_). Che cosa?...

MÌRT. Ma sì!... qui nell'angolo dice: _Mia cara Aglae!_... guarda!

guarda!... (_Aglae osserva dove Mìrtala le indica_). Ma allora, poi

ch'è per te, puoi aprirla in coscienza: gli risparmi la fatica...

CRÒB. (_a parte, avendo seguìto la scena_). Volevo ben dire! Capirai

prima della luna nuova! È la lettera di partecipazione. Ora ho

capito...

AGL. (_indifferente, prende il rotolo, lo esamina un minuto

esternamente, poi senza aprire lo torna a deporre_). Leggerò poi...

(_fra sè_) (Sarà la ripetizione dei discorsi allegri di stamane!)

CRÒB. (_inquieto, a parte_). Ma se non legge... bisognerebbe...

MÌRT. (_ad Aglae maliziosamente_). Ho capito... segreti fra coniugi...

Rispettiamoli!... Vieni, Cròbilo?...

CRÒB. Vengo!... (_segue lentamente Mìrtala; mentre ella esce,

s'appressa rapido ad Aglae e le dice affrettato, sottovoce, con accento

drammatico_). So tutto. Coraggio. Sei giovane, sei bella. Venere ti

proteggerà... (_allontanandosi, la torna a guardare_) (Che nasino! È

più bella del solito!)

MÌRT. (_mentre Cròbilo, già avviato ad uscire, si indugia di

soppiatto nella contemplazione di Aglae, Mìrtala sulla soglia si volge

amorosamente al marito, e ad un tratto lo abbraccia scoccandogli un

sonoro bacio e ripetendo con caricatura amorosa il verso di Crìside_).

«_T'amo!..... È la nova parola ch'io so_».

(Cròbilo, strappato improvvisamente alla sua contemplazione dal

bacio di Mìrtala, con una smorfia comica lo subisce, e mandando un

sospiro di rassegnazione disperata, si lascia da Mìrtala trascinar

via).

La sposa di Mènecle: Comedia in un prologo e tre atti, con note · 第 35 / 112 题