MÈNECLE _e_ CRÒBILO.
CRÒB. (_comicamente, a parte_) (Che tenerezze!) (A MÈNECLE) Non si può
dire che tra marito e moglie sprechiate eccessivamente il fiato... Vi
parlate sempre così?
MÈN. Quasi sempre.
CRÒB. Non vi anderà giù la voce. E, dimmi, il giorno che l'hai
sposata, l'hai almeno avvertita delle tue abitudini di... eloquenza
domestica?...
MÈN. Non ci ho pensato.
CRÒB. Eppure, scusa sai, ma mi sembra... era forse il caso di
pensarci... essendo tu quel galantuomo che sei... che tutta Atene
conosce...
MÈN. (_vivissimo_) E chi, chi ti dice ch'io non lo sia?...
CRÒB. Lo sei! lo sei! per Ercole! l'han fino scritto col carbone sui
pilastri del Ceràmico...[145] Appunto...
MÈN. Appunto... se si è galantuomini e si è fatta una minchioneria, non
si seguita a sospirarne tutto l'anno e ingrassarci sopra... (_parlando,
fissa l'occhio su Cròbilo_)... Si fa di meglio... Ci si ripara...
CRÒB. Eh?
MÈN. (_energicamente incalzando_) Altrimenti sui pilastri del Ceràmico
potrebbero scrivere... di me... o di te... anche questo: Mènecle...
o Cròbilo, il tal giorno è stato un imbecille... e adesso ci trova il
_tornaconto_ a rimanerlo... E questo, per mio conto, non voglio che lo
si dica... _non voglio_... intendi...
CRÒB. Intendo un bel niente.
MÈN. Intenderai con comodo.
CRÒB. Quando?
MÈN. Prima della luna nuova.
Dette queste parole appoggiandovi sopra con accento vibrato,
s'avvia ad uscire.
CRÒB. (Che diamine sta mulinando?) Te ne vai?...
MÈN. Ho da fare... alla cancelleria dell'Arconte. (_si fruga indosso
cercando qualcosa che non trova_) (Dove l'ho messa?) (_torna verso
Cròbilo_) Però ti avverto di una cosa. Sai che Aglae per via di
madre vien dalla famiglia dei Brìtidi;[146] io per via di padre dagli
Almeònidi...
CRÒB. Lo so...
MÈN. Il padre suo poi era cugino di Cimone, la madre mia cugina di
Pericle: il suo proavo paterno combattè insiem col mio a Salamìna... le
linee laterali si estinsero...
CRÒB. (_lo guarda stupìto, senza comprendere_) Eh?...
MÈN. Era solo per dirti che le nostre genealogie rispettive sono
perfettamente in chiaro: e non c'è pericolo che ci spuntino intorno
cugini nuovi, come i funghi sui fusti delle piante...
CRÒB. E così?
MÈN. E così... io non sono il vecchio Fràstore che fece giudizio senza
suo merito: io sono Mènecle, che so far giudizio da me — e il merito
sarà mio — _tutto mio:_ — e non occorreranno cugini in ritardo (_lo
fissa in volto_) che abbiano bisogno di sbarazzarsi di qualche moglie
avanzata dal diluvio di Deucalione. E se i vecchi stanno male con le
giovani, i giovani che han le vecchie... se le tengano!... (_lo saluta
e se ne va: durante l'ultima parlata, Mènecle ha continuato a frugarsi
in dosso: nell'andarsene, fruga sempre e borbotta fra sè_) (Dove l'ho
messa, per Ercole!... Ah... che l'abbia lasciata là...) (_s'avvia, poi
torna bruscamente verso Cròbilo e gli ripete battendogli sulla spalla_)
I giovani che han le vecchie... se le tengano!... (_borbottando sempre
esce_).