_Dette e_ FANIA.
FANIA (_entrando_) Oh sorellina!... Crìside!...
AGL. (_cortesemente canzonatoria_) Oh fratellino!... Che miracolo!...
Dopo un mese! Qualche buon genio m'ha fatto uno sternuto!...[109]
FAN. Cara Aglae... perdona... sai... tanti affari...
AGL. (_guardando maliziosamente Crìside_) Sappiamo!... sappiamo!...
CRÌS. Fania!...
FAN. (_ad Aglae_) Come stai? Come sta Mènecle?
AGL. Grazie. Benissimo.
FAN. (_a Crìside_) E tu... così... sei scappata via... senza dirmi
niente... brava!...
CRÌS. Non la finivi mai...
AGL. Via... non rimproverarla...
FAN. Oh no, ma... (_a Crìside, serio_) Ma ero ben buono io
d'accompagnarti...
CRÌS. Già... per il gran viaggio da porta Ceràmica a venir qui...
FAN. (_con paternale serio-amorevole_) Non è per questo... ma una
moglie giovane non istà bene uscir per Atene in visite senza il
marito...[110] n'è vero, Aglae?
CRÌS. (_con civetteria, parlando ad Aglae_) E il marito correr dietro a
tutti i passi della moglie come un can segugio di Laconia dietro l'orma
della lepre... n'è vero, Aglae, che non istà bene neppur questo?
AGL. (_con serietà comica_) A meno che la lepre sia contenta...
CRÌS. (_brusca, con civetteria_) Oh questo poi!...
FAN. Crìside!...
CRÌS. Zitto là!... per Aglàuro! Siam le nipoti di Teseo...[111] e non
siam le schiave dei mariti... noi...
FAN. (_sorridente_) Lo si vede! Però Solone, veramente ha disposto che
la brava moglie ateniese dovrebbe star sotto al marito...
CRÌS. (_rifacendogli la voce_) E Temistocle, ateniese, stava sotto alla
moglie,[112] eppure sconfisse i Persiani... ed era quel Temistocle che
era...
AGL. (_a parte, li guarda sospirando_) Eh! almeno loro si divertono!...
CRÌS. ... e mio marito Fania, se fossero verità tutte quelle bugie che
mi dice, dovrebbe imparare dal vincitore di Salamina...
AGL. Come si sconfiggono i Persiani?
CRÌS. No... come si trattano le mogli. Essere forti contro gli
uomini... bel merito!... Essere deboli con noi... quello è il bello!
AGL. (_a Crìside_) Veramente, sai, mi pare che un po' di Temistocle
abbia già imparato...
CRÌS. (_con civetteria stizzosa_) Oh, non abbastanza!... E poi un
bravo marito dovrebbe essere anche un bravo fratello... (_abbraccia
affettuosamente Aglae_) e io non voglio, sai, che egli ti trascuri...
povera Aglae!... E s'egli ti trascura ancora, io trascurerò lui!...
Guardala, Fania, che ciera triste!... (_tenendola abbracciata_) Oh tuo
padre... vostro padre... sia pace alla sua ombra... ma ha avuto un gran
torto verso te...
AGL. (_con voce di rimprovero_) Crìside!
(Fania, alle parole di Crìside, si tira pensieroso e serio in
disparte).
CRÌS. Oh, le due dee mi guardino dal dir ingiuria alla sua memoria...
Epònimo fu prode e virtuoso, ma sbaglia tante volte su nell'Olimpo
Giove, sbagliano anche sulla terra i virtuosi... ed Epònimo (_si guarda
intorno_) — Mènecle non c'è — non fu previdente pel tuo destino... Se
egli che ti amava tanto, tornasse dagli Elisi...
AGL. Se tornasse dagli Elisi, vedrebbe che Aglae non chiede e non
ha alla sua memoria verun conto da chiedere. (_con voce incisiva, a
Fania_) N'è vero, Fania? (_Fania non risponde, e rimane in disparte,
pensieroso, a testa china_) Mio padre mi affidava, morendo, all'uomo
che gli salvò in campo la vita, lo riscattò dalla prigionia di
guerra, lo soccorse nella povertà, raccolse il suo ultimo sospiro. Se
affidandomi a Mènecle ha consultato il suo cuore, mio padre ha compiuto
il debito suo...
CRÌS. (_seria, fissando Fania_) E allora gli altri non han compiuto il
loro...
AGL. E perchè? Mènecle, oltre amico, era il solo lontano congiunto che
la legge chiamasse a sposar l'orfana... o farle la dote.[113] S'egli
non trovò altri degni di me, osservando la legge, Mènecle ha compiuto
l'ufficio suo... Non ho ragione, Fania?
CRÌS. Già, la legge!... È bello osservar la legge, per iscaldarsi le
mani fredde al sole di sedici primavere!...
FAN. No, no, Crìside, ha ragione Aglae. Sono io forse, che il mio
ufficio di fratello, nel dar l'assenso, non l'ho compiuto...[114]
CRÌS. (_a Fan._) Già... lo sapevo... brutto egoista!... Per te però ci
hai ben pensato.
FAN. Oh Crìside, ti giuro...
CRÌS. (_dandogli sulla voce_) Zitto là! ne discorreremo. (_ad Aglae,
con voce affettuosa_) Ma dimmi un po'... almeno Mènecle...
AGL. Oh... Mènecle... non ho niente a ridire. Fa quello che è in lui...
CRÌS. Quello ch'è in lui!... Non è molto!...
AGL. Ci vediamo del resto, da qualche tempo in qua, così poco... Adesso
poi, tra gli affari della Eliea e quei di Tebe, ancora meno...
CRÌS. Per cui... sempre sola?...
AGL. Sola.
CRÌS. E il tuo cuore?
AGL. È tranquillo.
CRÌS. La tua mente?
AGL. Riposa.
CRÌS. I sensi?
AGL. (_vivissima, nervosa_) Dormono.
CRÌS. (_alzandosi_) Ebbene... alla tua età... con queste belle
giornate... con questo sole... io non dormirei...
AGL. Perchè Fania ti sveglia... me l'hai detto.
CRÌS. (_a Fania, sottovoce_) Meriteresti, per l'aurea Venere, che
invece di me, ti avessero dato in moglie la vecchia Mìrtala! Provar un
po' anche tu... che gusto!...
FAN. Zitta!... (_si sente di dentro la voce di Cròbilo_) È qui suo
marito...