CAPITOLO XV.

»Cercò per dirle il doloroso vale

»Gli accenti invano, e fisso in lei lo sguardo

»Invan tenea. Di morte il gel ferale

»Gli fe' muta la lingua e 'l veder tardo.

»Sol dell'amata donna e in un fatale,

»Che in sen gl'infisse l'amoroso dardo,

»Ei può stringer la man, che alfin la trova,

»E fu del viver suo l'estrema prova.

_D'un Anonimo._

L'infermità sopraggiunta ad Editta la obbligò al letto in tutto il

restante di quella giornata, che l'apparizione istantanea di Morton le

rendè si tempestosa; pure alla domane trovossi riavuta sì, che lord

Evandale potè ritornare nei divisamenti di viaggio interrotti. Era

mezzogiorno, allorquando lady Emilia entrò nell'appartamento di Editta,

e dopo averle fatti, e averne ricevuti i soliti convenevoli, le diede a

conoscere in tuon serio, e che assai sapea del rimprovero; come fosse

venuto già tale istante che amarissimo per una sorella di Evandale, era

propizio a miss Bellenden, in procinto, al dir della lady, di vedersi da

un gravissimo peso alleviata; »oggi, conchiuse, mio fratello ci

abbandona.»

»Ci abbandona? Editta richiese esclamando. Spero sarà coll'intenzione di

tornarsene alla propria casa.»

»Io non penso come voi. Credo si prepari ad un lungo viaggio. Qual cosa

di fatto può trattenerlo in questo paese?»

»Gran Dio! Editta proruppe. Sono io dunque condannata a vedere

l'esterminio delle persone più nobili, più generose che sian sulla

terra? Che potrebbe egli farsi per impedirgli di correre alla sua

rovina? Fate presto, lady Emilia, ve ne supplico, pregatelo a nome mio a

non partire prima d'avermi veduta. Io scendo sull'istante le scale.»

»Volentieri, miss Bellenden, ma prevedo che tutto omai sarà inutile.»

Lady Emilia uscì della stanza serbando quel tuono di gravità ch'ebbe in

entrandovi, e si condusse ad avvisare il fratello che la salute di miss

Bellenden era rimessa quanto bastava ad inspirarle l'idea di far le

scale e vedere, prima ch'egli partisse, Milord.

»Credo, soggiunse ella con acerbità, che la speranza di trovarsi

tantosto sciolta della nostra compagnia l'abbia guarita dalle sue

affezioni ipocondriache.»

»Quest'è un'ingiustizia, sorella mia, se pure non vi fa parlare

l'invidia.»

»Ingiustizia! può darsi. Invidia poi! (soggiunse ella dando un'occhiata

allo specchio) non avrei mai creduto poterne essere sospettata, quando

non ho motivi d'averne. Ma andiamo a raggiugnere la vecchia Milady. Ella

ci ha preparata una colezione, che sarebbe assai per tutto il vostro

reggimento, se ne aveste uno.»

Lord Evandale la seguì nella sala del banchetto, nè le rispose cosa

alcuna, sapendo per prova quanto fosse difficile impresa il calmar

questa donna, se trafitta credeasi nell'amor proprio. La copiosa

imbandigione della mensa attestava le molte brighe che a tal uopo

assunta erasi lady Bellenden.

»Avete tanta bontà, Milord, diss'ella a lord Evandale, che vi

contenterete di una colezione parca e tal quale mi permette il mio stato

attuale offerirvela. Non mi piace vedere che i giovani si mettano in

cammino a stomaco vuoto, ed è quanto esternai a sua maestà, allorchè mi

onorò d'essere mio convitato a Tillietudlem nell'anno di grazia 1651, e

la ridetta maestà sua ebbe la bontà di rispondermi intanto che votava un

bicchiere di vin del Reno. — Lady Margherita, voi parlate come

un'oracolo — Proprie parole di quel sovrano! Milord quindi non mi darà

torto se insisto perchè si faccia colezione prima d'imprendere un

viaggio.»

Egli è da supporsi che Milord perdesse qualche tratto del discorso

tenutogli dalla buona signora, poichè la maggiore attenzione di lui era

volta alla parte della scala per udire i passi di miss Bellenden quando

ne fosse scesa: distrazione sì possente in lui da non accorgersi nemmeno

d'un incidente che stiamo ora per partecipare ai nostri leggitori, e che

gli fu di poi fatalissimo nelle sue conseguenze.

Mentre lady Margherita facea i cerimoniali del banchetto, cosa della

quale grandemente dilettavasi, e nella quale a maraviglia riusciva, la

interruppe John Gudyil annunziandole che »sta di fuori un uomo che brama

parlare a Milady.» Era questo il solito formolario da lui adoperato per

far comprendere alla padrona che la persona annunziata apparteneva alla

classe volgare.

»Un uomo, Gudyil? disse lady Bellenden facendosi ritta ritta. E qual

uomo? non ha nessun nome quest'uomo? Si direbbe ch'io tengo bottega e

che basta a chi mi vuole il chiamarmi.»

»Egli ha un nome certamente, o milady, rispose Gudyil, ma un nome che

non sona troppo bene all'orecchio della mia padrona.»

»E qual è questo nome, imbecille?»

»Ebbene, milady! è Gibby. (E nel dire ciò diede qualche segno di mal

umore il nostro ex-cantiniere, al quale l'epiteto di _imbecille_ non

garbava gran che, stimandosi, come servo antico della famiglia e

segnalatosi in oltre per prove non interrotte di disinteresse e

d'affetto, meritevole di qualche maggiore riguardo.) È Gibby, poichè

milady lo vuol sapere, Gibby or mandriano di bovi a Kitty-Hensaw, altra

volta custode del pollaio a Tillietudlem, e che cinque anni fa nel

giorno della rassegna.....»

»Tacete subito, Gudyil. L'è una bella impertinenza la vostra,

immaginarvi ch'io voglia parlare con tal razza di gente! Chiedetegli che

cosa vorrebbe dirmi.»

»Egli è quanto io aveva già fatto, o milady; ma mi rispose che il suo

commettente gli ordinò di non parlare ad altri fuorchè a voi medesima.

Per dire la verità, a quanto mi sembra, non ha bevuto male a quest'ora,

e ha l'aria stupida, come poi l'ha avuta in ogni occasione.»

»Mandatelo via, e ditegli di tornar domani a digiuno. Sicuramente, verrà

a domandare qualche soccorso, come antico servo di casa!»

»Anche questo, milady, è probabile. Il povero tapino ha le vesti che gli

cascano di dosso.»

Gudyil nel far noto a Gibby che non eragli permesso allora il

presentarsi a milady, operò nuovi tentativi per sapere qual cosa egli

desiderasse dalla padrona; ma tutto indarno. Gibby si rimise in tasca un

biglietto, e troppo fedele nell'eseguire letteralmente le cose

raccomandategli rifiutò passarlo in altre mani e conchiuse che sarebbe

tornato nel dì successivo.

Pur era cosa rilevantissima, che quel biglietto venisse consegnato

all'istante. Fu Morton che essendosi, presso al ponte di Bothwell,

scontrato in Gibby, scrisse affrettatamente, e coll'amatita, pochi versi

intesi ad avvertire lord Evandale delle trame ordite da Basilio Olifant,

ed a consigliargli una istantanea fuga, se non gli fosse piaciuto meglio

il trasferirsi a Glascow, ove lo assicurava che avrebbe trovato

protezione. Il soprascritto del biglietto era a _lord Evandale, presso

lady Bellenden — Fairy-Grove_; e Morton nell'affidarlo a Gibby, gli

raccomandò la prontezza _e la consegna in proprie mani_, unendo il dono

di due dollari per eccitare lo zelo, e raddoppiare la sollecitudine di

questo messo.

Ma parea ne' destini di Gibby che l'intervento di lui, o come armigero,

o come ambasciatore, non fruttasse nulla di buono alla casa di

Tillietudlem. Costui per accertarsi se il denaro del suo commettente

fosse di buona lega, entrò in una osteria, e vi fece sì lunga pausa, che

l'acquavite e la birra lo aiutarono a perdere il criterio, se pur

qualche grano ne possedea. Giunto a Fairy-Grove, avea già dimenticato il

nome di lord Evandale, si ricordava dell'altro di lady Margherita, più a

lui famigliare, e sfortunatamente si ricordava ancora della raccomandata

_consegna in mani proprie_, che a suo sentire diveniva _in mani proprie

di lady Margherita_; la qual cosa non avendo egli potuto eseguire a

motivo della narrata ritrosia di milady, anzichè fidare la lettera ad

altra persona, preferì l'espediente d'andarsene.

Gudyil partiva dal luogo del banchetto quando miss Editta vi entrò. Un

tal quale imbarazzo si fe' scorgere così in essa come in lord Evandale;

e ben se n'avvide lady Margherita; ma ignorando ella le cose accadute il

dì innanzi, e sapendo solamente che si era differita la celebrazione

delle nozze per l'incomodo di salute sopraggiunto alla nipote, non

attribuì a cagioni straordinarie un tal imbarazzo, e s'avvisò toglierlo

di mezzo imprendendo con lady Emilia discorsi i più indifferenti.

Allora Editta, coperta il volto di mortale pallore, disse, o piuttosto

fece comprendere a lord Evandale la propria brama, di aver con esso un

particolare colloquio. Offertole questi il braccio, la guidò in uno

stanzino contiguo a quel tinello, e soccorsala ad adagiarsi sopra una

seggiola a bracciuoli, altra ne prese per sederle vicino.

»Mi trovo all'eccesso della disperazione, o milord, gli diss'ella con

tuono semispento di voce, e quasi non potendo articolar le parole. So

appena quel ch'io voglia dirvi; nè trovo accenti ad esprimermi.»

»Purchè sia in mio potere l'alleviare le vostre pene, mia cara Editta,

credete che a tal fine nulla parrammi gravoso.»

»Voi siete adunque, o milord, fermamente risoluto d'unirvi a coloro che

corrono ad inevitabil rovina? Nè vagliono a distogliervi da tal disegno

o il vostro senno che dee mostrarvela tale, o le preghiere de' vostri

amici, o il precipizio che vi vedete aperto dinanzi?»

»Perdonatemi, miss Bellenden; ma nemmeno la stessa premura che vi

compiacete dimostrare sul mio destino può rattenermi, quando l'onore mi

prescrive ch'io parta. Quelli che mi devono seguire stan già raccolti in

mia casa: il segno della sommossa verrà dato all'istante del mio

giugnere all'assemblea di Kilsythe. La fedeltà che io serbo al mio re

non mi permette nè l'esitare nè il differire più lungamente. Fosse anche

l'ultima mia ora che mi chiamasse, non cercherò d'evitarla. Sarà un

conforto per me l'aver meritata nel mio morire la compassione della

donna, la cui tenerezza non ho potuto ottenere vivendo.»

»Rimanete, milord, esclamò Editta con un tuono che penetrò le viscere di

lord Evandale, rimanete per esserne ancora di soccorso e d'appoggio:

sperate tutto dal tempo. Questo diluciderà, non ne dubito, lo strano

avvicendamento d'eventi che turbò ieri il mio spirito, e gli restituirà

la smarrita sua calma.»

»Editta, è già troppo tardi, e mancherei di generosità sol che

accarezzassi un istante l'idea di trar partito da sentimenti esternati

da una giovane in simil circostanza. L'amarmi non dipende più da voi, e

la vostra amicizia è quanto or solamente mi resta a pretendere. Ma se

anche fossero altrimenti le cose, il dado è tratto; non mi è più

lecito....»

Cuddy allora entrò precipitandosi in quella stanza, col terrore pinto

sul volto.

»Nascondetevi, o milord, nascondetevi. Arrivano, circondan la casa.»

»E di chi parlate voi?» sclamò lord Evandale.

»D'una banda d'uomini a cavallo condotti da Basilio Olifant» rispose

Cuddy.

»Ah milord! ripetè con tuono enfatico Editta, per l'amor di me! per

l'amor di Dio! nascondetevi.»

»Nascondermi! sclamò il lord. No, giuro al cielo! E con quale diritto

questo sciagurato si arrogherebbe arrestarmi, o attraversarmi la via?

Fosse un reggimento, me gli aprirò strada per mezzo. — Cuddy, dite ad

Holliday e ad Hunter di mettersi a cavallo — Addio, Editta a me tanto

cara.» Strettala fra le sue braccia, le diede un tenero amplesso, e

congedatosi in fretta dalla sorella e da lady Margherita, che

s'adoperavano indarno a trattenerlo, salì a cavallo, uscendo fuori di

quella casa, ove il terrore e la confusione regnavano. Le donne

mandavano grida di spavento, e correano ver le finestre, d'onde

scorgeasi una piccola banda d'uomini a cavallo scendere dalla collina

posta rimpetto all'abitazione di Cuddy. Due soli di costoro pareano

appartenere ad assoldata milizia, e tutti avanzavano lentamente e colla

cautela di chi ignora quai forze apprestinsi ad affrontare.

»Ei può salvarsi! sclamò Editta, ei può salvarsi!» E aprendo una

finestra, gridò a lord Evandale che si allontanava: »Milord, tenetevi

alla sinistra, e fuggite per traverso ai campi.»

Ma non accadde giammai che lord Evandale all'aspetto del pericolo

s'involasse. Ordinò ai propri servi il seguirlo armati delle loro

carabine, e corse incontro a Basilio Olifant, che occupava ad una

distanza circa di sessanta miglia la sola via che a Fairy-Grove

conducesse.

Il vecchio Gudyil, fatto greve dagli anni, andò in traccia delle proprie

armi. Più agile Cuddy, diede mano al suo archibuso che tenea sempre

carico per una cautela voluta dalla situazione in isola della sua casa,

e si fece a seguire a piedi lord Evandale.

Invano la moglie, non meno atterrita dell'altre persone che ivi

rimaneano, si attaccò alle vesti del marito, predicendogli che il suo

voler frammettersi negli affari degli altri lo avrebbe tratto a finire,

o appiccato o moschettato, i suoi giorni. Cuddy se ne sciolse vibrandole

un sonorissimo pugno.

»Lasciami andare, _carogna_, e taci una volta. È parlare scozzese, mi

sembra. Son questi forse affari degli altri? Credi tu che io possa,

ch'io debba vedere, senza movermi, assassinato lord Evandale?»

Potemmo accorgerci fin dai tempi dell'assedio di Tillietudlem che Cuddy

si dilettava delle strade obblique. Non vedendo comparire Gudyil,

osservò che in quel momento tutta l'infanteria stava in lui; laonde fece

un giro a sinistra entrando in un vicino verziere per operare di lì una

diversione su i fianchi dell'inimico, ogni qualvolta le circostanze

l'avessero consigliata.

All'apparire di lord Evandale, Olifant fe' tostamente ordinare i suoi in

atto di circondarlo, e, conservati tre uomini con sè, rimase più innanzi

degli altri. Due di questi uomini portavano l'uniforme del reggimento

guardie; l'altro vestiva abito di villano; ma alla sua fisonomia truce e

risoluta, ai lineamenti duri e feroci di costui, chiunque lo aveva

veduto una sola volta, ravvisava necessariamente in esso Balfour di

Burley.

»Seguitemi, disse ai suoi servi lord Evandale, e se v'è chi si attenti

disputarne il passaggio, prendete esempio da me.» Non era egli lontano

da Olifant che quindici passi, e preparavasi a chiedergli conto di tale

violenza, allorchè l'altro esclamò. »Fuoco sul traditore!» Quattro colpi

d'archibuso furono tratti nel medesimo tempo. Lord Evandale portò la

mano sopra una pistola da sella, ma ferito mortalmente, gli mancò la

forza per afferrarla. Hunter scaricò la sua arme alla ventura. Ma

Holliday più avvezzo a sì fatti scontri, e agile quanto coraggioso,

prese Inglis di mira, nè lo fallì. Intanto una palla d'archibuso sparato

da un nemico invisibile dietro la siepe vendicò anche meglio lord

Evandale colpendo Olifant sulla fronte, e stendendolo morto sul suolo.

Atterriti quei del suo seguito da un esempio sì subitaneo, non pareano

gran che vogliosi di prender parte alla pugna, ma Burley, sentendosi vie

più ribollire il sangue di rabbia e di sdegno, esclamò: »Perano i

Filistei» assalendo Holliday colla sciabola. Mentre questi da valoroso

si difendeva, giugnea galoppando uno squadrone d'estrania cavalleria.

Erano dragoni olandesi, che conducea il colonnello Wittenblod, e ai

quali si faceano scorta Enrico Morton e un impiegato civile.

Wittenblod intimò a nome del re il metter giù l'armi: alla qual voce,

tutti obbedirono, tranne Burley, che spronando al galoppo il suo

cavallo, cercò il proprio scampo fuggendo. Parecchi dragoni si diedero

per ordine del lor comandante ad inseguirlo; ma fornito com'egli era

d'ottimo corridore, non riusciva sì facile tale impresa. Pur veggendosi

all'atto d'essere raggiunto da due di questi, si volse per affrontarli,

e dato successivamente di piglio a due pistole, uccise il primo,

rovesciò l'altro da cavallo. Continuando indi il cammino verso il ponte

di Bothwell, s'avvide a qualche distanza, che munito era di guardie;

laonde costeggiò il Clyde fino ad un punto ove il credea atto a guadarsi

e v'addentrò sè e il suo corsiero.

Il tempo impiegato a tal giravolta avendo dato modo di raggiugnerlo ai

cavalieri che gli correano dietro, questi trassero congiuntemente sopra

di lui, e colpito da due palle, s'accorse d'essere gravemente ferito.

Voltò immantinente la briglia al cavallo, e dato colla mano il segnale

di chi vuol rendersi, rivenne vicino alla riva da cui prima s'era

distolto. Cessò tosto il fuoco degli archibusi, e due dragoni corsero

fin entro alla riviera coll'idea di farselo prigioniero. Ma a lor mal

costo sperimentarono ch'ei non aveva avuto altro divisamento fuor quello

di vendicarsi, e vender cara una vita che più salvar non potea. Giunto

appena da presso a quei due soldati, raccolse quante forze ancora gli

rimaneano, e menò sul capo d'un di loro tal colpo di sciabola, che il

mise sott'acqua, poi con entrambe le mani strinse il collo dell'altro

avversario, risolutissimo a soffocarlo; nella qual lotta tutti e due

caddero da cavallo e trasportati vennero dalla corrente. Il sangue che

sgorgava dalle ferite di Burley contrassegnava lo spazio dai loro corpi

trascorso. Furono veduti per ben due volte comparire a galla del fiume,

il soldato sforzandosi per notare, Burley per trascinarlo seco a perire

in fondo del fiume. Non andò guari, che vennero tirati fuori dall'acque,

ma morti sì l'uno che l'altro, e le dita di Burley stavano sì fortemente

strette intorno al collo della sua vittima, che fu forza tagliarle per

distaccarnele.

Mentre periva in tal guisa questo feroce entusiasta, il generoso e prode

Evandale l'estremo fiato rendea. Non appena Morton lo scorse, si trasse

a basso da cavallo per prestare tutti i soccorsi che da lui dependeano

all'amico suo moribondo. Lo riconobbe lord Evandale, gli strinse la

mano, nè avendo più forza per favellare, manifestò co' segni il proprio

desiderio di essere trasportato a Fairy-Grove; la qual brama fu

secondata usandosi ogni cautela che allo stato del moriente addiceasi;

giunto colà, tutti gli amici in pianto gli si posero intorno. Il duolo

di lady Emilia manifestavasi alle grida ch'ella mandava; silenzioso, e

d'altrettanto più acerbo, era il dolore di Editta. In quell'istante ella

non s'accorse neanco di Morton; china sul corpo dello sventurato amico,

gli occhi di lei come l'animo non si prendeano pensier che di lui.

Finalmente lord Evandale facendo un ultimo sforzo, le strinse la mano, e

la pose in quella di Morton, poi sollevando gli occhi al cielo, come per

implorarne le benedizioni sovr'essi, in quel medesimo istante spirò.

I Puritani di Scozia, vol. 3 · 第 16 / 22 题