CAPITOLO IX.

»Di vita fin sull'albeggiar ne danna

»Alle angosce Natura. Oh quante volte

»Pria di perir periamo. È a noi pur morte

»Il morir degli amici: e della fera

»Mietitrice degli anni incontro al têlo

»Nè son d'amor le care grazie usbergo.»

_Logan._

Spuntava appena il nuovo giorno allora quando due signore a cavallo,

seguite da due servi arrivarono a Fairy-Grove, e Jenny non senza

crucciarsene grandemente si avvide che queste erano miss Bellenden e la

sorella di lord Evandale.

»Se voleste qui sedervi un istante, lor disse Jenny sopraffatta da tale

improvvisa apparizione, avrei campo di andare a mettere in ordine

l'appartamento.»

»Gli è inutile, rispose Editta, non ne occorre che la chiave comune.

Gudyil aprirà le finestre del nostro gabinetto.»

»Non è possibile aprirne la porta, perchè ha guasta la serratura» si

fece a dire Jenny ricordandosi che la chiave del gabinetto delle signore

serviva anche a schiudere la stanza ove trovavasi Morton.

»Ebbene! andremo nella camera rossa» ripigliò lady Bellenden e togliendo

le chiavi di mano a Jenny si avviò alla volta della casa.

»Tutto sta per iscoprirsi, pensò Jenny fra se stessa, ammeno che non mi

riesca di farlo uscire segretamente. Forse era meglio dire con

naturalezza a queste signore che un forestiere ha alloggiato qui. — Ma

no. L'avrebbero forse invitato a far colezione con loro.»

Immersa in tali meditazioni faceva il giro della casa per entrarvi dalla

parte del giardino, e veder pure se le fosse possibile procurare di

soppiatto l'uscita al suo ospite. »Proviamo, diss'ella giugnendovi. Oh!

ecco là Gudyil. Mio Dio! Dio mio! come or regolarmi? Oh! come andrà mai

a finire questa faccenda?»

In tale stato di perplessità s'avvicinò all'ex-cantiniere, al quale, e

ad una cuciniera soltanto, ridotto erasi tutto il servile corteggio di

Margherita. Ella adoperò bene tutta la sua destrezza per trar fuori del

giardino il personaggio che la incomodava. Ma per mala sorte di lei,

John Gudyil dopo la sua residenza a Fairy-Grove, avea presa passione per

la botanica pratica, e Jenny lo trovò attaccato a quel luogo quanto gli

arbuscelli che vi avevano fatta radice. Innaffiava, vangava, mettea

sostegni alle giovani piante, si perdea in dissertazioni sulle virtù di

ciascuna d'esse, e la povera Jenny agitata da spavento, da inquietudine,

da impazienza, disperava del buon esito dei suoi disegni.

Ma il destino in questa fatale mattina avea risoluto contrariarla

compiutamente. Portò il caso che miss Bellenden si collocasse appunto

nell'appartamento d'onde sarebbe stata più bramosa di allontanarla

Jenny, in quella grande sala cioè che un sol tramezzo di legno

disgiugneva dalla stanza di Morton, separazione di sì lieve conto, che

non si potea profferire parola o mover passo in una delle due stanze

senza renderne inteso chi si trovava nell'altra.

Sedutasi miss Editta colla sua amica, così incominciarono i lor

discorsi. »Come può essere, disse la prima, ch'ei non sia ancora

arrivato? E perchè poi chiamarne in questo luogo allo schiarire del

giorno, quando potea raggiugnerci in casa vostra a Castle-Dinan, ove

doveva pure ricondurre mia madre?»

»Evandale non opera mai per capriccio, lady Emilia rispose. Egli ci darà

buone ragioni dell'essersi contenuto in tal guisa, e se non le troveremo

tali v'aiuterò a sgridarlo io medesima.»

»S'io m'agito egli è soprattutto per timore ch'ei si trovi avventurato

in alcuna delle brigate di fazione tanto frequenti nei tempi sfortunati

a' quali viviamo. Mi è pur troppo noto che col cuore è sempre unito a

Claverhouse, e l'avrebbe, cred'io, raggiunto da lungo tempo se non

accadea la morte di mio zio che gli è stata cagione di assumersi a favor

nostro tanti fastidi. È però cosa da trasecolare, che un uomo sì

ragionevole, sì perfettamente istrutto degli abbagli e delle

inconsideratezze, che han fatto perdere il trono alla casa degli

Stuardi, sia pronto ad ogni sagrifizio per richiamarla su questo trono

medesimo!»

»Che posso io dirvi su ciò? A tal proposito opera molto il puntiglio di

onore sopra Evandale. La nostra famiglia si è sempre contraddistinta per

lealtà. Mio fratello ha servito lungo tempo, il sapete, nel reggimento

guardie del quale il visconte di Dundee fu colonnello. Molti fra' nostri

parenti vedono di mal'occhio la sua inazione, e l'attribuiscono a poco

vigor di carattere. Nè potete ignorare, mia cara Editta, che alcune

ragioni di famiglia, o alcuni vincoli d'amicizia, spesse volte possono

più d'ogni miglior ragionamento sull'animo umano. Spero non pertanto che

potrà continuare nel sottrarsi alle funeste dissensioni della nostra

patria, e a dirvi la verità, credo che voi sola possiate agevolargliene

i modi.»

»Io! e come devo poter io simile cosa?»

»Col somministrargli il pretesto che l'Evangelio commemora: _Ho presa

moglie, e non posso venire di brigata._»

»Egli ha già avuta la mia promessa, rispose con voce debole Editta; ma

quanto al dì delle nozze spero non verrà tolta a me la libertà

d'indicarlo.»

»Quest'è un articolo sul quale lascio la cura di discutere vosco a

Evandale, poichè lo vedo venire a noi.»

»Rimanete, lady Emilia, ve ne supplico, rimanete!» sclamò Editta

sforzandosi a trattenere l'amica.

»No davvero! questa rispose. In certe tai quali occasioni un terzo fa

sovente cattiva figura. Vado a passeggiare nella prateria lungo al

ruscello; mi farete avvertire quando sarà ora di colezione.»

Ella usciva della sala nell'atto stesso che vi entrava Evandale. »Buon

giorno, fratello, sorridendo gli disse, e buon giorno fino al momento

della colezione! Spero che darete a miss Bellenden qualche buona ragione

sul motivo d'averla obbligata ad alzarsi così di buon'ora.» E sì

parlandogli, sparì senza aspettarne risposta.

Miss Editta stava per ripetere la stessa inchiesta a milord, quando

fissando il guardo sopra di lui, vide su tutti i lineamenti del medesimo

l'espressione d'un'agitazione tanto visibile e straordinaria che non

potè ristarsi dall'esclamare: »Mio Dio! milord; che avete voi dunque?

Che cosa abbiamo di nuovo?»

»I fedeli sudditi di sua maestà, Giacomo II, rispose Evandale, hanno

riportata presso Athol una vittoria segnalata, e, a quanto pare,

decisiva, ma il mio sfortunato amico, il prode visconte di Dundee...»

»È egli morto?» gridò miss Editta, indovinando sull'istante questa

fatale notizia.

»Egli è vero, mia cara miss! Egli è morto in mezzo al trionfo, come fu

sempre l'ardente suo desiderio; e le ultime parole di lui sono state per

additarmi ai propri ufiziali come l'uomo ch'ei giudicava il più capace a

venirgli dopo. Anzi ieri per parte di questi ho ricevuta una

sollecitazione di trasferirmi al campo ed assumervi il comando

dell'esercito. Voi ben comprendete, miss Bellenden, che non mi è lecito

esitare. Ho ordinata la leva de' miei vassalli, e mi è d'uopo congedarmi

da voi questa sera.»

»E potete pensare a questo, o Milord? nè sapete come la vostra vita è

preziosa ai vostri amici? Deh! non l'avventurate in una impresa sì

temeraria. E credete dunque i vostri vassalli e i montanari essere una

forza bastante ad opporsi agli eserciti uniti della Scozia e della

Inghilterra?»

»Ascoltatemi, Editta: la mia impresa non è temeraria quanto

l'immaginate; ed ho motivi d'altissima importanza alla risoluzione che

mi vedete abbracciare. Il reggimento guardie, che m'ebbe due anni per

colonnello (qui abbassò la voce qual uom pauroso che fin le mura di

quella sala acquistassero orecchie per ascoltarlo) questo reggimento

conserva un segreto affetto alla causa del suo sovrano legittimo. Son

certo che due altri reggimenti di cavalleria nudrono l'egual

propensione; non aspettavano per manifestarsi che l'arrivo del visconte

di Dundee nel mezzodì della Scozia. Morto esso, qual evvi altro

uficiale, in cui si fidassero abbastanza per risolversi a tale impresa?

Se lasciam cadere questo favorevole istante, si raffredderà il loro

zelo, e la vittoria riportata dai nostri amici non sarà stata che uno

spargimento di sangue versato senza alcun frutto. Che i soldati sappiano

dunque essere io il condottiero dell'esercito di Giacomo II!

abbandoneranno tosto la causa dell'usurpatore; gareggeranno nel venirmi

a raggiugnere.»

»Ed è sulla fede di mercenarj, pronti ad ogn'istante a passar sotto

nuove bandiere, che vi cimentate ad un passo così periglioso, ad un

passo che produrrà conseguenze, non si può dir quanto gravi?»

»Non posso a meno; lo debbo, l'onore e la lealtà me ne impongono

l'obbligazione.»

»E tutto ciò per un principe sul contegno del quale voi trovavate a

ridire quand'era sul trono!»

»Nol nego. Io non potea vedere senza disgusto le innovazioni ch'egli

introducea nel governo e nella chiesa; ma ora egli giace nell'avversità,

e ne sosterrò i diritti come si aspetta ad un suddito fedele. Lascio che

gli adulatori e i cortigiani adorino il potere, abbandonino

l'infortunio; la condotta di costoro non sarà mai esempio alla mia.»

»Ma risoluto come vi trovo, o milord, ad una impresa, che il mio debole

discernimento mi dimostra per inconsiderata, perchè poi in tal momento

avete desiderato vedermi?»

»Nè mi basterebbe egli il rispondervi (disse animato della massima

tenerezza Evandale) che non seppi risolvermi a raggiugnere l'esercito

senza prima rivedere la persona, alla quale m'è sì glorioso aver

obbligata la mano di sposo? Chiedermi la cagione d'un tal mio desiderio,

gli è dubitare dell'ardore de' miei sentimenti, gli è fornirmi, Editta,

d'una prova della tiepidezza de' vostri.»

»Ma perchè, se non altro, scegliere questo luogo al nostro vederci?

perchè dargli una apparenza tal di mistero?»

»Perchè devo, miss Bellenden, farvi una inchiesta; inchiesta che non oso

spiegarvi finchè (e ciò dicendo le presentava un biglietto) non abbiate

lette le cose che questo foglio contiene.»

Editta che volse per prima cosa gli occhi al soprascritto della lettera,

vi riconobbe i caratteri della propria ava e lesse quanto segue.

_Mia cara nipote._

_Il mio reumatismo che mi confina nella mia seggiola a bracciuoli non mi

è stato mai sì molesto come nell'atto di scrivervi questa lettera, e

vorrei essere in persona laddove essa giugnerà ben tosto, vale a dire a

Fairy-Grove presso la figlia unica del mio povero William. Ma la volontà

di Dio è che in questo momento io mi trovi lontana da lei, com'è

parimente sua volontà, che il mio reumatismo non ceda nè alle decozioni

di camamilla nè ai cataplasmi di senape, i quali rimedi tante volte

m'hanno giovato a portare agli altri salute._

_Conviene pertanto ch'io vi dica per iscritto, in vece d'annunziarvelo a

voce, com'erane il mio desiderio, che lord Evandale chiamato dal dovere

e dall'onore all'esercito, mi ha fatte istanze le più vive per unirsi a

voi ne' santi vincoli del matrimonio prima che accada la sua partenza.

Non ho avuto nulla da obbiettare a sì fatta domanda, tanto più che siete

già l'uno all'altro promessi, e non è questo che il compimento d'una

unione già stretta fra entrambi. Spero pertanto, che voi, statami sempre

rispettosa e obbedientissima figlia, non opporrete dal canto vostro

alcuna difficoltà, poichè non ve ne sarebbero di ragionevoli._

_Egli è ben vero che nella nostra famiglia si son sempre celebrate le

nozze d'una maniera più convenevole al nostro grado, nè è mai accaduto

che seguono in segreto, o alla presenza di pochi testimonj, quasi si

trattasse in somma di cose da vergognarsene; ma tale è la volontà del

cielo, come è stata quella degli uomini che governano questo paese il

privar noi delle nostre sostanze e il nostro re del suo trono. Confido

nondimeno in Dio; rimetterà l'erede legittimo nel possedimento de' suoi

diritti, e lo convertirà alla fede protestante[3]. Perchè ad onta della

mia vecchiezza non può restarmi ancor la lusinga di vedere un

avvenimento tanto felice? Questi occhi miei non hanno contemplato sua

maestà il re Carlo II di gloriosa memoria che trionfò de' ribelli

collegati contr'esso poco prima si degnasse di accettare una

colezione?..._

[3] Quelli che ne' regni d'Inghilterra e di Scozia non erano, nè

Presbiteriani moderati, nè in senso stretto Puritani,

professavano per la maggior parte la religione riformata, onde

al cospetto della nazione una fra le maggiori colpe di Giacomo

II si fu l'essersi fatto ascrivere all'ordine de' Gesuiti,

l'avere inviata al Papa un'ambasceria d'_obbedienza_, l'avere

per ultimo infranti i privilegi della Chiesa anglicana. — _N.

del T._

Non abuseremo già della pazienza de' nostri leggitori col metter loro

dinanzi agli occhi il rimanente della lettera di lady Margherita, e ne

basterà il dire che questa terminava con un solenne comando alla

pronipote di prestarsi immediatamente alla celebrazione delle sue nozze

con lord Evandale.

»Non avrei mai creduto sino a questo momento, disse Editta, che lord

Evandale potesse mancare di generosità.»

»Mancare di generosità! sclamò il lord. E potete voi, miss Editta,

contemplare sotto simile aspetto la brama ch'io provo di potervi

nominare mia sposa, prima di abbandonarvi, e di abbandonarvi forse per

sempre?»

»Lord Evandale avrebbe dovuto ricordarsi, riprese a dire miss Bellenden,

che sin quando la sua costanza, e devo aggiungere la stima da lui

ispiratami, e la gratitudine per le obbligazioni da noi professategli,

mi indussero a promettergli la mia mano, misi una condizione a questa

promessa, e fu che egli mi dispenserebbe dal ricevere sollecitazioni

circa all'istante di mantenerla; ed ora ei si giova della prevalenza

acquistatasi sopra l'unica parente che mi rimanga per costringermi ad un

passo di tanta importanza, senza neanco darmi luogo a meditare un

istante! Milord, mi spiace il dirvelo; trovo più amor proprio che

generosità in questo vostro contegno.»

Tal rimprovero dovea non poco trafiggere l'animo di lord Evandale,

com'egli stesso il diede a divedere. Prima di rispondere alcuna cosa

fece due o tre giri lungo la sala; finalmente avvicinatosi di nuovo a

miss Editta: »Voi m'avreste risparmiato, le disse, una incolpazione

cotanto disgustosa, se più ardito io, vi avessi svelato il principale

motivo che or m'incoraggiava a simile inchiesta. Voi stessa mi sforzate

a manifestarvelo, e son certo che sarà di molto peso sull'animo vostro,

non sotto aspetto di quanto vi riguarda personalmente, ma atteso l'amore

che portate alla rispettabile vostra ava lady Margherita. — La rendita

di questo fondo non basta al solo sostentamento della medesima, nè

arriva ad un terzo di quello che v'immaginate. Io corro al campo, ove

forse mi aspetta il destino dell'amico mio, il visconte di Dundee. Se

ciò accadesse, i miei beni passerebbero ad un mio parente, lontano sì,

pure il più prossimo erede che io mi abbia nella mia linea di

discendenza maschile, nè, nubile, mi sarebbe lecito impedirlo o in tutto

od in parte con un testamento. Potrebbe anche la sorte dell'armi,

risparmiando i miei giorni, divenire contraria alla causa che imprendo a

sostenere, e il governo usurpatore non si starebbe forse dal confiscare,

apponendomi colpa di tradimento, le mie sostanze. In entrambi i casi la

mia rispettabile amica, lady Margherita, la diletta sposa promessami,

miss Bellenden, rimarrebbero prive così d'averi come di protezione. Ma

la stessa miss Bellenden, divenuta lady Evandale, troverebbe ne' diritti

che le deriverebbero da questa nuova condizione di vita, i modi onde

assicurare alla sua degna parente una tranquilla vecchiezza, ed in tal

certezza troppo piacevole ad un'anima come la sua troverebbe anche il

compenso di avere conceduta la mano ad un uomo, che sott'altro riguardo

non osa sperarsene degno.»

Questo argomento, cui Editta non erasi preparata, era tale da non

ammettere risposta; onde la giovine si vide costretta al confessare, che

la condotta di lord Evandale era mossa da animo dilicato e generoso ad

un tempo.

»Non vi celai alcuno de' miei sentimenti, milord, (ella però non si

stette dal dirgli) e nemmeno in tal punto dissimulerò innanzi a voi,

come il mio cuore torni continuamente all'idea d'un oggetto che più non

è. Non vi farà quindi maraviglia se dura in me una tal qual renitenza a

strignere sì tostamente un nodo, tanto rispettabile per sua natura.»

»Pur sapete, mia cara Editta, che tutte le nostre sollecitudini, tutte

le indagini da noi praticate, non sortirono miglior effetto del

convincimento comune ch'esse erano inutili.»

»Egli è pur troppo vero!» soggiunse Editta sospirando profondamente.

In quel medesimo istante udì nella stanza vicina ripetersi il sospiro da

lei mandato. Ogni fibra d'essa tremò, e valse appena a calmarla lord

Evandale col farle osservare, che quanto le sembrava d'avere udito non

poteva essere se non se l'eco della voce di lei medesima.

Allora s'adoperò nuovamente a trarla nelle proprie risoluzioni, che

comunque avessero apparenza di troppo affrettate, erano le sole in

quell'istante d'onde potessero sperare uno schermo contra i contingibili

disastri avvenire sì l'ava che la nipote. Nè mancò di porle innanzi agli

occhi il diritto che a sollecitar queste nozze gli davano e l'ottenuta

promessa e le brame dell'ava e la necessità di assicurare uno stato

indipendente a sì ragguardevol matrona e la diuturnità del proprio

amore. Sol s'astenne dal mettere in mostra i servigi renduti, ad Editta;

ma meno ei gli sfoggiava, più fortemente ricorreano alla mente della

donzella la quale non avendo finalmente altra obbiezione fuor d'una

repugnanza sfornita di ragioni valevoli, ed arrossendo fin di

confessarla nell'atto che il generoso amante le offeriva una prova

novella di nobiltà d'animo, si limitò ad allegargli l'impossibilità di

celebrare in sì breve tempo le nozze.

Ma tutte le cose lord Evandale avea prevedute. S'affrettò quindi a

narrarle come fosse venuto lì in compagnia del vecchio cappellano del

suo reggimento, e d'un fedele servo, antico dragone che avea militato

sotto di lui, il quale, e Cuddy, e la moglie di Cuddy, e la stessa lady

Emilia sarebbero stati presenti e testimonj alle nozze. Aggiunse di

avere scelta per celebrarle la piccola casa di Fairy-Grove per

assicurarne meglio la segretezza, troppo necessaria a non rendere

sospetta al governo l'istantanea partenza ch'ei dovea far succedere alle

sue nozze. Di fatto non si sarebbe potuto spiegare, senza dedurlo da

possentissimi motivi, il contegno d'un uomo, che abbandonava una diletta

sposa poche ore dopo il seguìto matrimonio.

Avendo in tal guisa risposto vittoriosamente all'ultima difficoltà posta

in campo da Editta, nè altre dovendo ragionevolmente aspettarne, corse

tosto ad avvertire la propria sorella affinchè andasse a tenere

compagnia all'amica, mentr'egli avrebbe riunite le persone necessarie

colle loro presenze alla nuziale cerimonia.

Lady Emilia al suo giungere trovò Editta che piagneva a cald'occhi, ma

si affaticava indarno a rilevarne il motivo. Era la ridetta lady nel

numero di quelle signore, che non sanno trovare nulla di terribile o di

spaventoso nel matrimonio, soprattutto quando il futuro sposo possiede

le prerogative che s'adunavano in lord Evandale. Quindi per ritoglierla

allo smarrimento in che la vedeva, pose in opera que' triti modi, soliti

ad usarsi per infondere coraggio in quelle giovinette che fingono

atterrirsi all'aspetto d'un giogo, cui sospirano in realtà soggiacere.

Ma poichè li trovò inoperosi a sedare i pianti, che continuavano a

rigare le scolorate guance di miss Editta, poichè la trovò sorda ai

conforti, nè commossa dalle carezze, poichè stringendole la mano

s'accorse che questa rimanea fredda e priva di moto, tutto ciò le parve

offesa al proprio orgoglio, e l'amorevolezza cedè luogo al dispetto.

»Mi è forza, miss Bellenden, il confessare che non comprendo nulla in

questo vostro contegno. Vi obbligaste a sposare mio fratello sin

d'allora che acconsentiste di venirgli promessa. Or non si tratta che di

compiere cose già pattuite da voi medesima, e vi affannate come se

doveste mantenere una condizione gravosa, e persino disonorante! credo

poter guarentire per lord Evandale, ch'egli non vorrà mai conseguire la

mano di una donna persuasa di sagrificarsi nel porgerla a lui; e benchè

sua sorella, posso aggiungnere non mi sembrare egli di tal umore da

sopportare il disprezzo di chicchessia. Perdonatemi, miss Bellenden; ma

i pianti ne' quali vi struggete mi sembrano un tristo presagio per la

futura felicità del fratel mio, nè posso tacervi come la presente vostra

afflizione sia un cattivo compenso a tante prove d'amore ch'egli vi ha

dimostrate.»

»Lady Emilia, voi avete ragione (rispose Editta rasciugandosi gli occhi

e facendo forza a se stessa per calmare l'affanno che la straziava)

avete ragione. Non dovrei corrispondere in sì fatta guisa all'onore che

lord Evandale mi comparte scegliendomi per sua sposa. Mi conforta però

in tal momento il pensare che non gli è ignota l'origine dei miei

pianti, perchè nulla ho di nascoso per lui. — Ma ad ogni modo avete

ragione. Merito biasimo per abbandonarmi in tale guisa a dolorose

ricordanze, ad inutili sospiri; sarà stata questa l'ultima volta. Il mio

destino è per essere indissolubilmente congiunto a quello di lord

Evandale: oso sperare ch'egli non avrà mai motivo, nè di lagnarsi di me,

nè di pentirsi d'avermi fatta sua moglie. Impedirò a me stessa che vane

immagini vengano a rammentarmi il passato....»

Ella tenea vôlto il capo verso una finestra riparata da una gelosia

chiusa a metà fin quando incominciò questa ultima frase, che interruppe

mandando altissimo grido e cadendo poscia svenuta sul pavimento. A

quella dirittura si volsero parimente gli occhi di lady Emilia, la quale

vide soltanto dileguarsi l'ombra d'un uomo che dianzi in quella finestra

pigneasi. Più atterrita dallo stato in cui scorgea Editta, che da quella

spezie d'apparizione, mise ella ancor forti grida chiamando gente in

soccorso. Arrivò tosto il fratello di lei unitamente al cappellano e a

Jenny; ma passò qualche tempo prima che potessero far tornare i sensi ad

Editta che nel riacquistarli ebbe sol forza di esprimersi con rotte

frasi.

»Non insistete di più (e si volgea intanto a lord Evandale) — È

impossibile! — Il cielo e la terra, i vivi e i morti si oppongono a ciò.

— Contentatevi di quanto posso concedere. — La tenerezza d'una sorella.

— Un'amicizia vivissima. — Non si parli più di matrimonio!»

Le forze nuovamente l'abbandonarono.

Chi potrà descrivere da quale stordimento fosse sopraffatto lord

Evandale?

»Questa, Emilia, è una delle vostre! così prese a disfogarsi contro

della sorella. Perchè mai vi ho mandato a tenerle compagnia? L'avrete

fatta impazzire con qualcuna delle stranezze a voi solite.»

»In parola d'onore, fratello mio, con questi vostri modi voi sì che

fareste impazzire quante donne vivono nella Scozia! Perchè la vostra

innamorata vuol prendersi spasso di voi, o crede così acquistar maggior

vezzo ai vostr'occhi, voi piantate una lite contro d'una sorella che

difende la vostra causa presso di lei, e nel momento che sperava averla

ridotta alla ragione. E qual è poi stata l'origine di tutta questa scena

da tragedia? La vista d'un uomo che s'è affacciato al poggiuolo di

quell'angolo della casa.»

»Qual uomo? Qual poggiuolo? Sclamò impazientito lord Evandale. Miss

Bellenden non è capace di volermi prendere a giuoco.»

»Chetatevi, milord! chetatevi! venne in campo Jenny sollecita di non

lasciare innoltrare le dilucidazioni; parlate di grazia più sotto voce.

Miss Editta comincia a riaversi.»

Quand'ella ebbe riacquistato affatto l'uso de' sensi chiese di rimanere

sola con lord Evandale. Ciascuno si ritirò, Jenny con aria di semplicità

uficiosa, lady Emilia e il cappellano dando a divedere lo scontento di

non poter meglio appagare la loro curiosità.

Usciti che questi furono della sala, Editta pregò Evandale a sedersi

presso al sofà ove l'aveano dopo il deliquio adagiata. Ne prese la mano,

la portò alle proprie labbra a malgrado della maraviglia e della

resistenza opposta dal lord; indi raccogliendo quante forze le

rimaneano, lasciò d'improvviso, gettandosegli ai piedi, il sofà.

»Perdonatemi o milord! esclamò, perdonatemi sono costretta ad esservi

ingrata, a rompere un obbligo il più solenne. — Voi possedete la mia

amicizia, la mia stima, il mio rispetto, la mia gratitudine, ma egli e

impossibile ch'io vi sposi.»

»Voi uscite d'un sogno doloroso, mia cara Editta (le disse lord Evandale

rialzandola e riponendola sul sofà); e vi lasciate ora trasportare dalla

vostra immaginazione e dalle larve che vi crea un animo facile troppo a

sentire ogni impressione.»

»V'ingannate, lord Evandale, Editta rispose. Io non ho sognato

altrimenti, nè la mia mente è in delirio. Non l'avrei creduto se

qualcuno me lo avesse raccontato. Ma l'ho visto, e debbo crederlo agli

occhi miei.»

»Visto chi?» sclamò lord Evandale sorpreso quanto confuso.

»Enrico Morton!» ripigliò Editta e pronunciò queste due parole con quel

tuono come se fossero state l'ultime che dovesse pronunciare in sua

vita.

»Miss Bellenden, disse allora lord Evandale, voi usate meco qual s'io

fossi un fanciullo o uno stupido. Se vi trovate pentita d'avermi

obbligata la vostra fede aggiunse in guisa di uom risentito, non son io

quel tale da valermi de' miei diritti per violentare le vostre

inclinazioni, ma trattatemi siccome uomo, non vi prendete giuoco di me.»

Profferiti i quali accenti s'accigneva ad abbandonarla, ma volgendo

sovr'essa un ultimo sguardo, s'accorse al pallor delle guance e allo

smarrimento delle pupille che troppo verace erane il turbamento, e che

qualunque fosse stata la cagione sì stranamente forte sopra lo spirito

di lei, questo era del certo posseduto da un inesplicabile

disordinamento. Cambiò all'istante di tuono, si assise un'altra volta

vicino ad essa, e prese i modi i più confacevoli a venire in chiaro su i

motivi del terrore che la opprimeva.

»L'ho veduto, ella ripetè, ho veduto Enrico Morton al poggiuolo di

quella finestra. Ei guardava entro questa sala nel momento ch'io stava

per abbiurare in eterno la sua memoria. Avea il volto pallido e scarno;

un grande manto gli copria la persona; il cappello gli veniva su gli

occhi; l'espressione della fisonomia era la stessa di quel giorno che

Claverhouse l'interrogava nel castello di Tillietudlem. Domandate a

vostra sorella, domandatele se non l'ha veduto al pari di me!»

Nel medesimo tempo aprivasi la porta della stanza che lasciò vedere

Holliday, il quale nel momento della rivoluzione aveva abbandonato il

reggimento insieme a lord Evandale, e rimase poi sempre al servigio di

questo lord. Tutto pallido in volto, parea sopraffatto da un sentimento

di tema insolito in lui.

»Che v'è di nuovo Holliday? esclamò il padrone alzandosi impetuosamente.

Sarebbesi mai scoperto?....»

Ebbe l'accorgimento di non terminare questa frase pericolosa, ed atta a

tradire i divisamenti che lo guidavano al campo.

»No, milord, rispose Holliday. Non è questo, o nulla che somigli a

questo. Ma ho veduto uno spirito.»

»Uno spirito! esclamò lord Evandale, la cui impazienza smisuratamente

crescea. Tutti oggi cospirano a farmi diventar matto! E quale spirito

hai dunque veduto o imbecille?»

»Lo spirito di Enrico Morton, del capitano de' Presbiteriani che si

battè con tanto valore al ponte di Bothwell e che si annegò presso alle

coste d'Olanda. Mi è comparso improvvisamente a fianco là nel giardino,

poi si è dileguato a guisa d'un fuoco fatuo.»

»Tu sei pazzo, sclamò lord Evandale, o qui cova qualche trama infernale.

— Jenny, abbiate cura della vostra padrona, intanto ch'io procuri trovar

la chiave di un tale mistero.»

Tutte le indagini di lord Evandale non conclusero a nulla. La sola Jenny

che, volendole, avrebbe potuto offerirgli i desiderati schiarimenti, era

la più sollecita di lasciare avvolta fra le tenebre la verità; e ciò per

viste di suo creduto interesse, perchè l'interesse avea in lei preso il

luogo della civetteria sin quando si trovò in possesso d'un marito, buon

capo di casa e ad essa affezionatissimo. Costei pertanto avea profittato

destramente de' primi istanti di confusione per fare sparire dalla

stanza vicina tutto quanto avesse potuto dare indizio di qualcuno

rimastovi a dormire la scorsa notte; cautele da lei estese fino a

spazzare l'orme di piede umano che trovavansi su quel poggiuolo, dal

quale congetturò esser stato veduto Morton da miss Editta; e lo

congetturò sembrandole cosa naturalissima che egli avesse voluto valersi

di quella opportunità per vedere un'ultima volta colei dalla quale

s'involava per sempre. Ella andò finalmente a far le sue indagini nella

scuderia, e non avendovi trovato il cavallo, ne conchiuse che Morton

fosse partito per non più ritornare, e credè quindi in sicuro il proprio

segreto.

»Poi, pensava fra se medesima; quando anche Editta e Holliday lo

avessero conosciuto in pieno giorno per Morton, non ne vien già di

conseguenza che debba averlo ravvisato io a lume di candela; se pertanto

si arrivasse anche un giorno a sapere che è stato qui, non v'è rischio

da temere per me.»

Considerazione che la tenne coraggiosissima sulla negativa, allorchè

lord Evandale si fece ad interrogarla. Quanto ad Holliday non seppe mai

ripetere altra cosa se non se che entrando in giardino gli era apparso

ai fianchi lo spirito, venuto a guisa di lampo, indi sparito prima ch'ei

si riavesse dallo stordimento concetto.

»Se l'ho riconosciuto! aggiunse. Nè io poteva ingannarmi. L'ho avuto in

custodia quand'era prigioniere, e ne notai tutti i contrassegni per

prevedere il caso che mai fosse arrivato a fuggirmi. In oltre non son

molti gli uomini formati sullo stampo del sig. Morton. — Per qual motivo

poi torni qui, gli è quanto non so capire, perchè non è morto, o

moschettato, o appiccato, o assassinato, ma di morte naturale.»

Lady Emilia protestò d'avere veduto sicuramente l'ombra dell'uomo che si

ritraeva dal poggiuolo.

John Gudyil s'era tolto dal giardino per andare a far colezione nell'ora

appunto della apparizion del fantasma. Cuddy stava nei campi a lavorare;

il servo d'Emilia in cucina aspettando gli ordini della padrona, nè

avean quindi veduto nulla. Erano questi i soli individui che si

trovavano in quella casa e che vennero inutilmente interrogati.

Non fu lieve il dispetto di lord Evandale, che vedea per tal romanzesca

avventura mandato a vuoto un disegno da lui ideato non tanto per

assicurare la propria felicità quanto per procurare ad Editta un asilo

contra ogni sciagura che potesse sovrastare. Persuaso com'era a ragione

dell'indole di miss Bellenden, non sapea crederla capace d'aver cercato

un pretesto per sottrarsi alla fede data; avrebbe però attribuito ad

effetto d'una immaginazione posta in effervescenza la visione da lei

asserita, se non fosse concorso a sostenerla per vera Holliday, da

nessuna cagione sospinto a pensare in quel momento più a Morton che a

qual si sia altra persona.

Troppo spirito e senno erano in lord Evandale, perch'egli non credesse

del certo alle apparizioni, ma altrettanto gli sembrava difficile che in

mezzo alla sciagura di mare, per cui perirono e tutti i compagni di

Morton e quanto aveano portato con se alle coste d'Olanda, Morton fosse

sopravvissuto quasi per un miracolo, e rimasto cinque anni senza far

pervenire ad alcuno contezze di se, e che si desse nel medesimo tempo

l'inutilità delle tante indagini praticate per sapere se egli vivea. E

vivo ancor supponendolo, qual cagione omai lo costrigneva a nascondersi

mentre la fazione per cui parteggiò trionfava, mentre la rivoluzione

accaduta nel governo gli era un allettamento a mostrarsi, e poichè il

primo atto di Guglielmo asceso al trono d'Inghilterra fu richiamare

tutti coloro che gli Stuardi aveano banditi.

Il cappellano, col quale lord Evandale s'intertenne sulla perplessità

impadronitosi del proprio animo, fece a questo una lunga dissertazione

intorno alle apparizioni e agli spiriti, non mancando condirla di quanto

avean pensato al proposito e Delrio e Burthoog e Delancre, e conchiuse

finalmente: »quindi porto opinione certa e immutabile che:

O l'ente apparso questa mattina fu veramente lo spirito di Morton,

avvenimento del quale, nè come teologo nè come filosofo, ho fondamenti

per ammettere o negare la possibilità;

O il detto Enrico Morton è tuttora fra i vivi, è tuttora in _rerum

natura_, e si è fatto vedere in persona propria;

O finalmente qualche cosa di somigliante a Morton (del che parimente

abbiamo gli esempi) ha fatto travedere tanto miss Bellenden quanto

Holliday.

Qual è poi di queste tre ipotesi la più probabile? Non oserei profferire

giudizio su ciò; ma ne farei mallevadore il mio capo; una d'esse è

sicuramente la vera.»

Intanto accadde cosa che attristando sommamente lord Evandale non gli

diè tempo di meditare alla forza di questo dottissimo schiarimento in

forma. Lo scotimento sofferto da miss Bellenden, la rendè fra brevi ore

ammalata serissimamente.

»Non partirò di qui, s'io non la so fuor di pericolo, pensò fra se

stesso. Qualunque sia la cagione immediata dell'infermità, io le ho data

origine colle mie malaugurate insistenze.»

Già un messo era corso ad avvertire dello stato, in cui giacea la

nipote, lady Margherita che ad onta del suo reumatismo si fece

trasportare in quello stesso giorno a Fairy-Grove. Lady Emilia non volle

scostarsi dall'inferma, e la presenza di queste due signore facea lecita

una più lunga dimora di lord Evandale, che deliberò trattenersi ivi

sintantochè la salute di miss Editta fosse rimessa in guisa da

permettergli d'entrar seco lei in una spiegazione definitiva.

»Io non comporterò giammai, dicea il giovine generoso, che l'obbligo, a

cui si è legata con me, le divenga tale catena da costrignerla ad un

maritaggio, del quale la sola idea sembra sconcertarle lo spirito e

condurla sul limitar della morte.»

I Puritani di Scozia, vol. 3 · 第 10 / 22 题