»O tu che adduce all'are dell'imene
»Brama di rinvenir chi le spinose
»Calli di vita aspergati di rose
»Nella compagna di tuoi gaudj e pene;
»Paventa di ritrarne al pie' catene
»In fra i mirteti lusinghieri ascose,
»Catene dure sì che non le impose
»Neron più dure in sulle lazie arene.»
_D'un anonimo._
Certamente il lettore ha riconosciuto negl'interlocutori del capitolo
precedente Enrico Morton e Jenny Dennison, un dì scaltrita cameriera di
miss Bellenden, or degna metà di Cuddy, il quale, mercè la protezione di
lord Evandale l'avea sposata, ed era rientrato al servigio di lady
Margherita fin d'allora che l'amante di Editta veleggiò alle spiagge
olandesi.
Giugneva ella nella sua picciola casa, quando Cuddy vi rientrò.
»Oh che maledetto tempo, Jenny! Tutto il rovescio dell'acqua m'è venuto
addosso, e m'è penetrato, credo, fino nell'ossa. Presto dammi di che
mutarmi.»
E inteso a questa faccenda non dimenticava suggiugnere:
»Jenny, non m'hai dunque preparato nulla da cena? Mi sento morir dalla
fame.»
»Un poco di pazienza! Egli è a quanto ho pensato finora: sai che la
minestra non ti piace, se non è ben calda.»
»Via, via! sei sempre lì colle tue frascherie!... Ma che cosa hai Jenny?
Tu pensi a qualche cosa.»
»E non è senza perchè. Se sapessi che cosa accade! Oh povero il mio
Cuddy! Ho paura che siam rovinati.»
»Come sarebbe a dire? le chiedeva imperturbato Cuddy, non solito a
sgomentire per poco. Spiegati. — Ma prima di tutto la mia cena.»
Jenny dopo avere coperto un canto della tavola colla salvietta, pose
dinanzi a Cuddy una grande scodella di minestra, e intanto ch'ei
contentava l'appetito, gli narrò senza omettere veruna particolarità
l'accaduto arrivo d'un forestiere, e la natura del colloquio che avea
avuto con esso.
»Ebbene! disse Cuddy, io non vedo nulla da spaventarsene in tutto ciò
che m'hai raccontato. Nessuno saprà che hai fatto dormire uno straniere
in casa dei padroni; e quand'anche venisse a sapersi, miss Bellenden
presterebbe servigio all'universo, purchè il potesse; e quanto alla
vecchia padrona non ha mai negato ricetto ad un uom di riguardo, come a
quel che sembra, è questo nostr'ospite. Di che cosa dunque t'inquieti?»
»Tu dunque, o Cuddy, non indovini chi sia questo forestiere?»
»Come diavolo vuoi tu che lo indovini? Son forse diventato, senza
accorgermene, uno stregone?»
»Quest'è un uomo in somma che farà andare a sconquasso le nozze di miss
Editta con lord Evandale, e ne sarà conseguenza, che la prima non
diverrà mai più ricca, e noi rimarremo due poveri pitocchi in eterno.»
»Diammine! Come ha da fare il tuo forestiere ad operare questo miracolo?
Il matrimonio non è egli bello e concluso e poco meno che consumato?»
»Sei bene una gran testa dura! Nè intendi ancora che questo forestiere è
l'antico spasimato di miss Editta, in una parola il tuo antico padrone?»
»Il sig. Enrico Morton!» sclamò Cuddy alzandosi in piè con tal impeto
che rovesciò la minestra e la tavola.
»Egli stesso (rispose Jenny mentre riparava gli sconci derivati
dell'entusiasmo di suo marito) nè per questo era d'uopo rompermi la mia
scodella.»
»Ma sei matta, Jenny? Ella è cosa troppo sicura che il sig. Morton sta
sotterra o sott'acqua da lungo tempo.»
»Dunque mi credi cieca? Ti dico che l'ho ravvisato come ravviso te?»
»Come hai fatto a ravvisarlo?»
»Oh bella! credi tu che il corso di cinque anni basti a cambiare un uomo
dell'età del sig. Morton in modo da non riconoscerlo più? Poi avrebbe
bastato ad accertarmi che era desso, il dolore da cui fu preso nell'udir
parlare delle nozze di miss Editta. Mi ha ricordato il giorno che costò
tante lagrime a questa povera giovane quando egli e tu, pessima lana,
prendeste le armi a favor de' ribelli. — Oh! indovina a che cosa sta
pensando ora costui!»
»A che cosa penso? (rispose Cuddy che avea cenato in camiciuola, ed
imbracciava in quel punto il giustacore). Penso a correre subito ad
abbracciare il mio povero padrone.»
»Voi non ci andrete, Cuddy.» Soggiunse freddamente ma con fermezza
Jenny.
»Non ci andrò? Ma costei ha il diavolo in corpo! Ti credi forse ch'io
voglia per tutto il tempo della mia vita lasciarmi menar per naso dalle
donne?»
»Ascoltami Cuddy! voglio farti intendere la ragione. Primieramente, mi
sono accorta che il sig. Enrico desidera di non essere riconosciuto: non
ti dirò per qual motivo, perchè chi può saperlo? Ma pensi tu che egli
ignorasse con chi parlava, parlando meco? Ti pare, Cuddy, ch'io sia
tanto cambiata da produr tal effetto? Abbiamo finto l'uno e l'altro di
non ci riconoscere, e ne avevamo ciascuno le nostre ragioni. Le sue
forse erano d'assicurarsi che cosa fosse divenuto di miss Editta; e
quando l'ha saputa in procinto di conchiudere un buon matrimonio, la sua
intenzione, lo vedo, è stata subito di ritirarsi per non guastarlo. Siam
noi i soli a sapere che egli è ancora tra' vivi. Ma se tal cosa
giugnesse a notizia di miss Editta, foss'anche lì dinanzi al ministro
per dar la mano di sposa a lord Evandale, direbbe no quando sarebbe il
momento a proposito di dir sì.»
»E che m'importa il _sì_ o il _no_ di miss Editta? E s'ella preferisse
l'antico amante al novello, non è forse padrona di fare quello che
vuole? — Anche voi, bella Jenny, avevate promesso a Holliday di
sposarlo, e la cosa è certa, perchè costui l'ha divulgata per tutti i
cantoni.»
»Holliday è un mentitore, e tu uno stupido se gli dai retta. Ma quanto a
miss Editta!.... oh mio Dio, mio Dio! Il sig. Morton, ne sono sicura,
non possiede altro oro fuor di quello che sta nel ricamo del suo
vestito. Di che dovrebb'egli campare con lady Margherita e con miss
Editta? Tu il sai pure che questo piccolo fondo basta appena a far
vivere le due signore... Cioè non basterebbe nemmeno, se noi secondando
lord Evandale non dessimo loro ad intendere che rende tre volte di più.»
»E dove metti Milnwood? Non è un bello e un buon possedimento? Mi
opporrai che il vecchio sir David ne lasciò morendo usufruttuaria la
vecchia Alison, perchè non sapea che cosa fosse accaduto di suo nipote.
Ma questa è una donna dabbene; e una parola che le si dice v'è panno per
accomodarli tutti.»
»Che mi va tu panneggiando? Tu non sai quel che ti dica. Credi tu che
una matrona rispettabile, del calibro di lady Margherita, voglia
ricevere una grazia dalla vecchia Alison? quella lady Margherita, alla
quale se lord Evandale vuol prestare servigi è obbligato ricorrere
all'inganno, e andar inteso con noi? No, no! — Poi se miss Editta si
facesse sposa al sig. Morton, le converrebbe seguirlo alla guerra,
poichè l'abito che gli ho veduto è un uniforme di militare.»
»E per conseguenza anche la vecchia matrona che non saprebbe separarsi
da miss Editta! A dir vero comparirebbe male fra le bagaglie d'un
esercito.»
»E chi sa da qual parte si sia posto adesso il sig. Enrico?»
»E la vecchia matrona su questo articolo è alquanto schizzinosa!»
»In fine Cuddy (aggiunse allora l'astuta Jenny che il vedea alquanto
scosso dalla sola idea di poter tornare in guerra, ed aveva serbato per
l'ultimo il più possente degli argomenti) se vanno in fumo le nozze con
lord Evandale, ci va anche il bel podere che questi ne aveva promesso.
Che accadrà allora di noi e dei tre nostri fanciulli? Potremmo noi
nemmeno vivere su questo fondo senza i sussidj che ci va passando la
generosità di milord?»
Alcune lagrime di Jenny aggiunsero forza all'eloquenza di sì fatta
arringa. Cuddy intanto colla testa bassa pareva il vero ritratto della
irresolutezza. »Ma Jenny, le diss'egli, in vece di tutto questo tuo
cicaleggio non potresti suggerirmi il partito da prendersi?»
»Lasciar andare naturalmente le cose, rispose Jenny. Non far vista di
riconoscere il sig. Morton ammeno che non voglia essere riconosciuto
egli stesso. Non parlare di lui con nessuno; non far sapere ad anima
vivente che è qui. Io non te ne avrei nemmeno parlato, senza la paura
che tu vedendolo domani mattina commettessi qualche imprudenza.
Scommetto che egli se ne andrà senza farsi conoscere, e che non ritorna
altrimenti.»
»Povero il mio padrone! Sclamò Cuddy. E sarà vero ch'io lo veda, ch'io
gli parli senza dirgli che l'ho riconosciuto? Ah questo è impossibile!
Piuttosto, Jenny, partirò innanzi giorno per andar a lavorare, e non
ritornerò che a notte avanzata.»
»Questo è quel che va fatto, Cuddy! Se lo dico io! nessuno ti pareggia
in giudizio quando discuti i tuoi affari in compagnia d'altre persone.
Ma tu non dovresti mai volere operare di tua testa.»
»Egli è vero (borbottava Cuddy mentre si spogliava per mettersi in
letto) che da quando ho l'uso della ragione, qualche femmina s'è sempre
frammessa ne' miei affari, e mi ha fatto andar a suo modo in vece di
lasciarmi seguir la strada che avrei voluto prendere. La mia vecchia
madre prima di tutte, poi lady Margherita; e il bello era che queste due
donne non andavano nemmeno d'accordo ed io era sempre come il fornaio
de' burattini che ho veduto alla fiera; tirato dal diavolo da una banda,
e dal Pulcinella dall'altra. Adesso poi che ho moglie (soggiugnea
avvoltandosi sotto la coperta) bisogna ancora che cammini com'essa la
intende.»
»E non sono io la miglior guida che t'abbi avuto in tua vita?» Così
diede fine alla conversazione Jenny prendendo luogo vicino al marito, e
ponendo lo spegnitoio sul lume.