»Volano gli anni rapidi
»Del caro viver mio»
_Parini._
Gli scrittori di racconti godono d'un privilegio, che fa la condizion
loro migliore d'assai sopra quella degli autori drammatici, quello cioè
di non essere soggetti alle unità di tempo e di luogo, e di potere,
giusta l'uopo, condurre i lor personaggi ad Atene o a Tebe, e di
ricondurneli ancora se le circostanze lo chiedono. — Finora il tempo è
trascorso d'egual passo col nostro eroe, poichè dal giorno della
rassegna, alla quale vedemmo per la prima volta far mostra di se il
giovane di Milnwood sino alla partenza di lui per l'Olanda, non è
passato un intervallo più lungo di sei settimane. Ma è giunto l'istante
di fargli prendere il galoppo e superare d'un salto il corso di cinque
anni. Non quindi ne sarà d'uopo cambiare il luogo della scena, che
continuerà tuttavia ad essere nella Scozia. Ma prima di tornare a far
parola del nostro eroe, gioverà presentare al leggitore alcuni cenni
sugli avvenimenti che quivi accaddero in questo intervallo.
Scorsi appena tre mesi dopo l'arrivo di Morton in Olanda, la morte di
Carlo II chiamò il secondo Giacomo al trono dell'Inghilterra. Ne'
quattro anni che questo monarca regnò, le dissensioni civili e religiose
continuarono a dilacerare la Scozia, e s'ella cominciò finalmente a
respirare, il dovette alla prudente tolleranza del re Guglielmo. Gli
abitanti di questa contrada, pagarono bensì il primo tributo a quella
violenta impressione cui non manca di generare negli animi un mutamento
di dinastia; ognun sa che questo, o poco o assai, è origine di politiche
rivoluzioni, alle quali nella presente circostanza si unirono le
religiose; ma finalmente i cittadini alla cura de' pubblici affari
sostituirono quelle de' lor privati interessi.
I soli che resistessero al nuovo ordine di cose introdotto erano i
montanari del nort della Scozia, i quali ricusavano ostinatamente
sottomettersi all'autorità di Guglielmo, e brandian l'armi per la causa
dell'esule Giacomo II, avendo per loro duce il visconte di Dundee, che i
nostri leggitori hanno fin qui conosciuto sotto il nome di Graham di
Claverhouse, e che dopo una vittoria riportata sotto le mura di Dundee
ottenne questo titolo d'onore dalla gratitudine di Giacomo II.
Dal poco sol che abbiam detto s'accorgeranno i leggitori che un grande
cambiamento esser dovea accaduto nelle cose interne della Scozia. I
_wigh_, nemici nati della dinastia degli Stuardi s'erano tostamente
manifestati propensi al nuovo re Guglielmo, ed avendone ottenuto la
restaurazione del presbiterianismo, con altrettanto zelo parteggiarono
per la causa de' Reali, quanto furore posero nel combatterla finchè la
causa della monarchia era pur quella di Carlo II o del successore di
lui. Quegli in vece che aveano guerreggiato per questi due principi
venivano a propria volta qualificati siccome ribelli, e costretti
ripararsi alle foreste e alle montagne nella stessa guisa onde poco
prima vi cercarono asilo i loro avversarj. Gli uni aveano acquistato il
nome di traditori; gli altri riceveano da questi il titolo di
persecutori.
Trovavasi pure in Iscozia una terza fazione formata dai Puritani
fanatici, che non sapean andar d'accordo con nessuna delle altre due. Un
governo repubblicano e teocratico era il fantasma cui sempre viveano
affezionati; laonde muniti sempre di testi scritturali, riprovavano qual
delitto la savia tolleranza del re Guglielmo, che permetteva ne' propri
stati la libera pratica di tutte le religioni. Ma questa fazione perdea
vigore ogni giorno perchè il governo contentavasi di vigilare gli
andamenti, ma colle armi sol dello sprezzo la combattea.
Tal si era lo stato degli affari della Scozia sei mesi dopo
l'avvenimento di Guglielmo al trono della Gran-Brettagna.
E fu sotto il regno di questo monarca, che in bella estiva sera, uno
straniero, che aveva aspetto di militare distinto per grado fermò il
superbo suo corridore alle falde di fertilissima collina, d'onde
scorgeansi le rovine tuttavia maestose del castello di Bothwell, e le
acque del Clyde che serpeggiano attraversando quelle montagne, e i
boschetti che ad ogn'istante ne interrompono il corso, e il ponte di
Bothwell, in cui si termina la pianura da quel castello denominata;
pianura che pochi anni prima era stata sanguinoso teatro di desolazione
e di stragi, e che respirava di nuovo la pace e la tranquillità. Il
lieve sussurro del venticel della sera faceasi appena udire fra le
piante e le macchie che verdeggiavano lungo le rive del Clyde, e le
acque della riviera pareva attenuassero il lor mormorio per discordar
meno dal grato silenzio che regnava su quelle sponde felici.
Il nostro viaggiatore tenne una via ombreggiata da pomi carichi di
frutta d'onde perveniasi ad una casa situata sul declivio d'una vicina
montagna. Appartenea questa ad un fondo rustico, ed aveva l'apparenza
d'essere ad un tempo il soggiorno di qualche proprietario mediocremente
agiato.
All'ingresso d'un viale che guidava alla fabbrica principale, scorgeasi
una casetta assai decente, e che avrebbe potuto giudicarsi l'abitazione
del custode, se l'edifizio che venia dopo si fosse meglio rassomigliato
ad un castello. Ciò nullameno non prestava esso quell'aspetto di
trascuratezza, o di scadimento che sogliono contraddistinguere le
abitazioni de' contadini scozzesi. Osservavasi a sinistra della medesima
un piccolo giardino ben fornito di legumi e di alberi da frutto. Una
giovenca e una capra pasceano il vicino verziere. Quivi parimente era un
recinto chiuso da viva siepe, ove alcune chiocce governavano la lor
famigliuola; un mucchio di rami secchi, e un monticello assai rilevato
di torba davano a divedere, che gli abitanti s'erano muniti contra i
rigori del prossimo verno. Finalmente i vortici di fumo che uscendo fuor
della canna del cammino s'aggiravano attorno alle cime de' vicini
alberi, indicavano che la famiglia quivi stanziata stava pensando agli
apparecchi della cena. Per dar l'ultima mano a questa pittura della
campestre beatitudine, una fanciullina di circa quattro anni empieva una
brocca all'acqua limpida d'una fontana non oltre a venti passi distante
di lì.
A questa meta fermatosi il cavaliere chiese alla picciola ninfa la
strada d'onde si va a Fairy-Grove. Allora la fanciullina mise a terra la
brocca, e colle sue tenere dita, disgiunse i bei capelli biondi che le
cadean sulla fronte; indi fissando sopra lui due occhi maravigliati gli
chiese: »Che cosa mi dite o Signore?» Solita interrogazione che i
contadini della Scozia rimandano a chi gli interroga sopra qual si sia
cosa.
»Desidero sapere la strada di Fairy-Grove.»
»Mamma, mamma! sclamò la fanciulla correndo alla porta della casetta.
Venite a parlar voi con questo signore.»
Comparve la madre, giovane ed avvenente donna, i cui lineamenti la
diceano stata scaltra e smaliziata anzichè no, comunque la matrimoniale
condizione le avesse inspirato quel contegno di gravità e decenza, che è
caratteristico quasi sempre delle contadine di Scozia. Ella portava fra
le braccia un bambino, ed altro fanciullino, di due anni e mezzo a un
dipresso, le veniva a fianco tenendosi ad una falda del grembiule
materno. La figlia maggiore, colla quale abbiamo di già fatta conoscenza
lanciava occhiate frequenti e alla sfuggita sul forestiere.
»Che bramate, o signore?» gli domandò la contadina, d'un tuono
rispettoso sì, ma ben lontano dal manifestare quella zotichezza e
quell'aria d'imbarazzo, solito nelle sue pari quando, non avvezze a
conversare con persone di un grado distinto, casualmente in queste
s'incontrano.
Il viaggiatore dopo averla fissata in volto parve turbarsi un istante,
ma riavutosi immantinente. »Vorrei, rispose trasferirmi a Fairy-Grove.»
»Ci siete signore, nè questa casa si chiama altrimenti.»
»Mi occorrerebbe parlare a Cutberto Headrigg, soprannominato Cuddy. Sarà
qui dunque ov'egli dimora?»
»Per l'appunto, o signore, egli è mio marito. Oggi è andato alla città,
ma dee tornarne in questa sera medesima. Se la signoria vostra vuole
discendere, nè sdegna entrare nel povero nostro tugurio, Cuddy non
tarderà senza dubbio ad essere qui.»
Il forestiere avendo accettata l'offerta, la contadina lo fece entrare
in una stanza che era ad un tempo cucina, tinello e sala di ricevimento;
indi dopo aver messo il cavallo entro la scuderia, gli esibì lardo,
uova, butirro, e birra della quale gli vantò la squisitezza.
Lo straniere acconsentì a prendere qualche cibo, anche per non dare
disgusto alla persona che glielo offeriva, e durante la mensa, così il
loro dialogo s'intavolò.
»Sarei troppo ardita, o signore, col chiedervi quale affare avete con
mio marito?»
»No certo, mia buona ospite. Abbisogno d'alcune notizie, che a quanto mi
viene assicurato, egli potrà procurarmi.»
»Se queste riguardano persone nostre vicine, forse io potrò appagarvi al
pari di lui. Non v'è ignoto, o signore, che nell'essere curiose le donne
non la cedono sì facilmente a chicchessia; laonde posso accertarmivi
informata delle cose che accadono dieci miglia all'intorno meglio di
quanto lo sia lo stesso Cuddy.»
»È molto tempo che ho abbandonato questo paese, ripigliò sospirando quel
forestiere. Altra volta l'ho assai conosciuto. Or sembra che finalmente
vi sia tornata la calma.»
»Non però in tutti i punti, e abbiamo ancora molti guai dalla parte di
tramontana! Lord Dundee, che in addietro era conosciuto per Claverhouse,
si è posto a capo de' montanari, e sta fermo per il re Giacomo. Onde si
battaglia in quelle rupi, come si battagliava qui, sono cinqu'anni. Ah!
se aveste veduto questo spianato dopo un combattimento che si decise
sovr'esso! Mio marito m'assicura che fu uno spettacolo orrendo.»
»Vostro marito dunque vi si trovava? — E ditemi! da qual banda s'era
egli posto?»
»Mio signore! — Questa è una interrogazione alla quale lascerò ch'egli
risponda.»
»Lodo la vostra prudenza, ma non è necessaria con me, perchè mi è noto
ch'egli serviva Enrico Morton, uno fra i capi dei Presbiteriani.»
»Lo sapete, sì? Ebbene saprete ancora che Cuddy lo amava grandemente, e
che ne ha pianta per lungo tempo la morte.»
»Ah! dunque morì Enrico Morton?»
»Senza dubbio. Egli avea preso imbarco per l'Olanda. Tutti gl'imbarcati
perirono e del sig. Morton non si è avuta contezza mai più.»
»Avete inteso parlare d'un certo altro capo, di nome Burley? Sapete se
viva tutt'ora?»
»In verità è tal cosa alla quale non penso nè poco nè assai. E non v'è
nemmeno chi possa dir con certezza quel che ne sia divenuto. Alcuni
pretendono che egli sia passato in paese straniero, ma che essendo stato
riconosciuto per uno degli assassini dell'arcivescovo di Sant'Andrea,
non abbia trovato chi voglia nè manco vederlo, nè capo d'esercito che
acconsenta impiegarlo. Altri aggiungono che è tornato fra noi e che vive
in mezzo ai boschi, alimentato dai soccorsi di qualche fanatico della
sua specie.»
»E (aggiunse lo straniero dopo aver esitato un istante) potete voi darmi
contezze di lord Evandale?»
»Se posso darvene! E chi meglio di me? Non sarà egli a momenti il marito
della mia giovine padrona, di miss Editta Bellenden?»
»Bellenden! Intendo. — Dunque le nozze non sono ancora seguite?»
»Quasi come seguite. Son già promessi, e Cuddy ed io, qualche mese fa,
siamo stati presenti alla promessa. Le nozze veramente vanno tardando, e
il perchè lo so io.»
Lo straniero col capo appoggiato sulle proprie mani sembrava assorto in
penose meditazioni, nè dava più ascolto alla sua ospite, che in tutta la
durata di tale colloquio sembrava commossa da una segreta molestia, ed
essendosi posta a sedere vicino alla finestra, volgeva ad ogn'istante
l'occhio da quella parte, come per curare l'istante dell'arrivo di suo
marito.
Uscendo al fine della sua estasi il viaggiatore chiese, e si vide che
tale domanda gli costava un penoso sforzo al suo animo, se lady
Margherita viveva ancora.
»Sì, ma i tempi sono ben cambiati per essa. Oh che disgrazia avere
perduto il castello di Tillietudlem, la baronia, i fondi che il povero
Cuddy ha lavorati sì lungamente, e tutto ciò per mancanza d'alcuni pezzi
di pergamena che non si sono più rinvenuti dopo che ella rientrò nel
castello!»
»Io avea udito dir qualche cosa di tutto ciò, disse con voce affogata il
forestiere, e prendo molta parte agli affari di questa famiglia. Oh come
volentieri le sarei utile! Qual felicità per me se il potessi! — Ma, e
dove dimorano presentemente queste signore?»
»Qui, in quella casa che vedete in fondo a quel corto viale; e questo
picciolo fondo è la sola proprietà che lor sia rimasta.»
»Vi si trovano ora?»
»No signore. Sono andate a visitare la sorella di lord Evandale, e
intanto custodisco io le chiavi della casa. Non è poca ventura per esse
l'avere fatta l'eredità del vecchio maggiore Bellenden.»
»Uom rispettabile e degno! sclamò lo straniero. Seppi a Edimburgo che
più non vivea.»
»Ah! non ebbe più un giorno di bene dal momento che vide la vedova di
suo fratello e la sua giovine nipote cacciate dal loro castello; e sì!
ha speso di bei denari per sostenere quella lite. Ciò è stato sotto il
regno del re Giacomo. Basilio Olifant che facea causa per ottener questo
dominio diventò cattolico a fine di guadagnarsi il cuore de' giudici.
Oh! allora non gli si ricusò più cosa veruna. È poi da aggiugnersi, che
lady Bellenden non ha mai più potuto trovare quello straccio di
pergamena, che avrebbe fatti veder chiari com'erano i suoi diritti,
sicchè dopo un litigare per più interi anni, la terminò coll'avere la
sentenza sulle spalle. Fu pel maggiore un tal colpo che non se ne riebbe
da poi, e la rivoluzione fu l'ultimo; perchè, comunque non avesse gran
ragione di amare il re Giacomo che gli avea con tanta leggiadria ridotte
alla nudità le parenti, il suo amore al sangue dagli Stuardi ancor
prevalea. Insomma è morto. Già non è stato ricco in alcun tempo, perchè
quel bravissimo uomo non vedea mai persona in bisogno che non si facesse
tosto a soccorrerla. Vennero di giunta i debiti che dovette incontrar
per la lite, tantochè dopo la sua morte Charnwod è andato in mano de'
creditori, e questo piccolo fondo è tutto ciò che è rimasto della sua
eredità.»
»Se così è, soggiunse l'ospite commosso oltre ogni dire, queste due
povere signore son rimaste prive di sostanze e di appoggio.»
»Oh! non mancheranno mai di nessuna di tali cose sintantochè viva lord
Evandale. Egli non le ha abbandonate, come hanno fatto tant'altri. No
certo! anzi per valermi del parlare di Mausa, mia suocera, dai giorni
del patriarca Abramo venendo a noi, non si è mai dato uomo, che
s'affaccendi tanto per meritarsi una donna.»
»Perchè dunque, con voce tremebonda l'ospite domandò, perchè dunque un
affetto sì disinteressato non ebbe prima d'ora la sua ricompensa?»
»Ah! Ah! — Son più d'una le ragioni. Primieramente le turbolenze del
paese, poi la lite, poi la morte del maggiore, finalmente... Ma, oh Dio!
signore, voi vi sentite male.»
»Non è nulla, disse il forestiere, che le parole appena trovava.
Soggiaccio talvolta a certe palpitazioni di cuore. M'accorgo che avrei
bisogno di riposo e di solitudine. Potreste voi darmi una stanza ed un
letto? Vedrò Cuddy domani mattina. Mi trovo troppo stanco per potergli
parlare questa sera.»
»Oh sì certamente, o signore! (rispose la contadina con una premura,
mossa, a quanto parea, da cagione segreta ch'ella disvelar non volesse).
Posso darvi una stanza nella casa de' miei padroni. S'eglino vi fossero
non m'assumerei da me sola una tal libertà; ma so bene che non me ne
faranno rimprovero.»
Detto ciò, prese un lume e pregando l'ospite a seguirla, lo condusse
nella casa, della quale, come vedemmo, aveva essa le chiavi. Entrato
ch'egli vi fu, la donna si congedò da esso un istante per
apparecchiargli, soggiunse, la stanza; nella qual bisogna mise una
prestezza sì straordinaria da potere in men di cinque minuti avvisarlo
che il letto gli era allestito. Ma quando a ciò s'accignea il trovò
privo di moto e col capo appoggiato sopra la tavola presso cui si era
seduto. Temette da prima ch'egli avesse smarriti i sensi; ma avvedutasi
ch'egli era unicamente assorto nel suo dolore si ritirò senza ch'ei
l'avesse veduta, e prima di ritornare fece qualche strepito per dargli
tempo a nascondere un'interna agitazione, della quale ella non volea
darsi per accorta; e di fatto questa seconda volta il trovò in piedi che
camminava su e giù per la stanza. Indi il condusse nell'appartamento
assegnatogli, che era quello solito ad essere occupato da lord Evandale
quando a Fairy-Grove trasferivasi; e questo appartamento tutto stavasi
in una stanza da letto e in un picciolo gabinetto che metteva al
giardino, separato poi da una grande sala per un sottilissimo tramezzo
di legno. La contadina si partì da quel luogo augurando una felice notte
e miglior salute al suo ospite.
»Sia lodato Dio! disse fra se medesima nel tornar che fece alla propria
abitazione: sarò io la prima a vedere Cuddy, e ad avvertirlo di quanto
accade.»