Marta!...
Il giovane ristette attonito; s’era messo sulle traccie d’un fatto
avvolto dal mistero il più impenetrabile, su cui la superstizione
dell’epoca gettava il suo mantello quasi egida inviolabile, e che che
ei si fosse questo mistero, stava per esser suo... L’ignoto.... questo
spettro del pensiero si dissipava innanzi a lui per lasciarvi succedere
il reale: cosa sarebbe poi questa realtà? Per lui che galoppava sì
rapidamente sul giovane destriero delle illusioni v’era di che aver
paura di sè stesso.
Frattanto che egli lottava colle sue riflessioni, e si abbandonava alle
mille emozioni che andavano svolgendosi nella sua anima agitata, intese
uno strano rumore dal sotterraneo innanzi alla cui soglia era restato
immobile e trepidante; udì lo scricchiolare come di una scala di legno
sotto la pressione d’un passo, intese una voce, Adolfo fremè in tutte
le fibre del suo corpo... e si portò la mano alle tempia come volesse
rattenerne i battiti convulsi... Angela!... mormorò egli pallido come
un cadavere.. è ben la voce d’Angela!.. nell’attimo istesso un’ombra
si agitò sotto l’oscura vôlta... una forma umana passò la soglia della
porticina... Adolfo tese la mano contratta, l’ombra non gli svanì
d’innanzi come un sogno... egli sentì un corpo che si dibatteva, intese
un grido, una massa inerte gli cadeva ai piedi tramortita; a quel
grido un altro vi rispose dall’interno dei sotterraneo, fioco come un
lamento, supplice come una preghiera... Adolfo s’era lanciato oltre
alla soglia innanzi a cui esanime era caduta una vecchia ravvolta in un
grigio scialle da farla parere un fantasma.... Egli aveva indovinato in
quel grido la voce di Angela la quale chiamava con accento supplice e
che aveva l’espressione del terrore: Marta!... Marta!...