Cosa avvenisse nel vicolo del Bargello.
L’istessa notte se qualcuno fosse passato dal viottolo del Gallo
Nero, si saria domandato cosa potesse far là da tanto tempo una
carrozza tutta chiusa. Il cocchiere pareva ubbriaco, e sonnecchiava
sulla serpa... s’era passato nel braccio le redini del cavallo...
aveva lasciato cadere la sua testa sulla spalla e pareva non si desse
altra cura che di dormire come meglio avesse potuto; forse aspettava
qualche avventore che s’era recato a bere alla taverna e s’era lasciato
prendere dal sonno... Nella taverna del Gallo Nero non ardeva alcun
lume atto a far dubitare che là dentro, come in tutte le pacifiche
case dei dintorni non si dormisse tranquillamente, tutt’intorno era
silenzio... la notte scendeva tacita ed avvolgeva Mantova col suo
mantello di nebbia... le ore scorrevano, suonò la mezzanotte, poi
un’ora, eran vicine le tre; il cocchiere addormentato si scosse, dalla
porticina della taverna del Gallo Nero, uscì fuori una testa a guardare
nel bujo del viottolo non illuminato da alcun fanale... Era tanto bujo
che non si saria scorta neppur la carrozza che si confondeva colle
tenebre... se v’era un delitto da compiersi, certo mai quella marrana
di sorte che non domanda mai le fedi di costume a chi vuol favorire
od a chi vuol colpire, non poteva meglio darvi mano. Qualche lampione
che ardeva nelle strade centrali della città, avvolto da quel denso
manto di nebbia, pareva alla distanza di dieci passi, lontano a perdita
d’occhio ed appena appena se ne vedeva un languido bagliore atto ad
accennarlo. L’uomo che aveva messo fuori il capo dalla porticina della
taverna non guardò; ascoltò, gli parve aver inteso... Un gemito... poi
un rumore di passi che frettolosi s’avviassero verso quella volta... Il
cocchiere aveva lasciato la sua attitudine, e stava spiando inquieto
ogni alitar di vento che gli portasse un suono... si fe’ silenzio
ancora... poi si sentì un rumore certo, definito, marcato di passi...
due uomini entrarono nel viottolo della taverna...
— Presto, disse l’un d’essi... scendi, Andrea, e dacci mano... che il
diavolo ti porti se non ti sbrighi, pezzo di poltrone!..
— Son qua, son qua... rispose tosto il cocchiere scendendo dal suo
posto di riserva.
Quei due uomini si portavan dietro uno strano carico imballato in un
nero involto fatto a forma di sacco; l’avevan deposto rasente al muro
del viottolo, e fattivisi presso di bel nuovo ajutati dal cocchiere
se lo caricaron sulle braccia. L’uomo che pareva spiasse avidamente
il loro operato, quando vide che furon presso alla carrozza di cui
era chiuso ancora lo sportello, si fe’ fuori d’un tratto e corse ad
aprirlo...
— Chi va là!... gli gridò piano all’orecchio una voce minacciosa,
mentre un braccio erculeo lo afferrava al petto in poco gentil
maniera...
— Non mi conosci, per Dio!.. fe’ egli guardando in faccia il gigante
che gli aveva usato quel poco garbato complimento.
— Siete voi, eccellenza?... mormorò questi mentre dava alla sua voce
da toro quel tuono più umile che potè; per bacco... s’avvisano i
galantuomini quando sono occupati alle loro faccende e non hanno tempo
da perdere.
Il nero carico fu spinto dentro alla carrozza.
— Come andò l’affare? chiese l’uomo del mantello nero, il quale vestiva
come allora che il lettore lo vide sulla riva del lago mentre aspettava
la barca del gigante.
— Come lo vedete... rispose il gigante contraffacendo colle grosse sue
labbra un sinistro sorriso, e segnò la carrozza entro cui saliva il
compagno invitandolo.
— Va bene... ed ora al lago... e scegliete bene il luogo.
— Lasciate fare, eccellenza... il gigante si curvò per passare dentro
alla carrozza, l’uomo dal mantello nero ne chiuse lo sportello. Il
cocchiere diè una strappata alle redini, il cavallo partì... Dal
viottolo del Gallo Nero a Sant’Andrea... non v’era da traversare che la
piazza del Bargello; il nostro uomo la percorse, ne spiò collo sguardo
il terreno, e come chi si trova soddisfatto d’un esame a cui sia unito
il più notevole interesse sorrise d’un sorriso da demone, si ravvolse
nel suo ferrajuolo si cacciò a passo rapido per le vie della città e
sparve nelle tenebre come perduto in un abisso!..