A. I.

Il pretore d'Introbbio era obbligato dagli statuti della valle, a

venirvi una volta alla settimana a render ragione. Qui nacque Pier

Paolo Ormanico antiquario di Casa d'Austria ed autore di alcune opere

storiche. Visiterai la bella fucina dei signori Maroni ed il vicino

ponte della _Rossiga_. Cortenuova fornisce pietra ollare, sasso

refrattario e marmi. Il lunedì successivo all'ultima domenica d'aprile

si fa una fiera di merci e bestiami.

Se da Cortenuova vuoi recarti a _Margno_ ed a _Premana_ convien tener

la dritta e passar vicino a _Bindo_, che pagava le decime alla mensa

vescovile di Milano ed ove vuolsi che anticamente villeggiasse un

arcivescovo.

A _Taceno_ risiedeva il commissario politico prima che fosse trasferito

ad Introbbio nel 1821. Qui pure due volte alla settimana doveva aprir

giudizio il podestà della valle. Se vuoi godere di una veduta degna

del pennello di Salvator Rosa, non t'incresca deviare per un quarto

d'ora e recarti al ponte sulla Pioverna, ove il fiume s'incanala

in profondissimi valloni a viva forza aperti dal continuo rodimento

dell'acqua, per entro i quali mugghiando si aggira, finchè parte giunge

a Bellano e parte si mesce al Lario per sotterranei anfratti. A Taceno,

come anche a Parlasco, Vendrogno e Perledo, vi sono cave di arena

cristallina.

Sopra Taceno sta fra le selve pittorescamente ascoso il casale di

_Vegno_ e più in su è _Crandola_, con una chiesa del XV. secolo

adornata di alcuni discreti affreschi. Fra Crandola e Margno si

rinvengono buone coti da rasoj.

Sulla strada di Taceno e Margno incontri _Bagnala_ già villaggio di

qualche considerazione ed ora, non si sa per qual disastro, è ridotto

in un mucchio di case smurate e scoperte e cinge le mura intorno alta

l'ortica.

_Margno_ con una chiesa del secolo XI. sta in amena situazione e

da lontano fa bella mostra di sè. Ma deh! lo guardi il cielo dal

_Bandito_, montagna che gli sorge alle spalle e minaccia ad ogni

istante di piombargli addosso. È patria di Marco Aurelio Grattarola

autore di operette spirituali, principal promotore della canonizzazione

di San Carlo e direttore della fabbrica del sacro monte di Arona. Qui

comincia a farsi meno mite la temperatura in modo che non vi matura il

melgone.

Entrasi nella valle Casarga, che congiunge la valle di Pioverna con

quella di Varrone e riceve il nome dal villaggio di _Casargo_. Belle

donne avrai già vedute quasi in ogni paese della valle, ma sopra

tutte bellissime sono quelle di Casargo, Margno, Crandola e Vegno.

Biondi capelli ed occhi cilestri come le Olandesi; rubicondo volto e

tondeggiante petto, dono dell'aria sottile; vivacità e cortesia negli

atti, privilegio delle Italiane, sono i caratteri del bel sesso di

questi luoghi. Lungo la strada porrai mente ad alcune piante castanili

di smisurata grossezza.

Disceso nella valle di Varrone e passato il ponte gettat sopra un

profondo abisso si sale per asprissimo sentieruolo all'alpestre

_Premana_, rinomato per la grossezza e squisitezza delle sue rane.

Nella chiesa di San Dionigi ricca di molte argenterie è un Sant'Ilario

di Lattanzio Querena. Vi nacquero Giovanni Bellati e frate Girolamo

Cotica, l'uno e l'altro buoni pittori. I pochi campi essendo molto

acclivi, sono continuamente dilavati dalle pioggie ed è necessario

ogni anno riportar la terra dal basso all'alto. Singolare è il

dialetto premanese, singolare la foggia di vestire nelle donne.

Portano esse un largo cappello di feltro, calze e calzoni rossi, veste

rossa di mezzalana che giunge fino al ginocchio e da un lato tengono

appeso un coltello. Un terzo degli abitanti è a Venezia a lavorar di

ferrajo. Sotto i dirupi su cui è fondato il paese fra immensi macigni

precipitoso il fiume Varrone discorre ed ivi sono i forni di fusione di

ferro, dei quali solamente quello del signor Innocenzo Fondra è ora in

attività. Nel letto di questa valle, la quale sbocca a Dervio, vi sono

miniere di ferro, di rame, di piombo, marmo bindellino e cipollino,

ardesia tegolare, e massi di granito di molta varietà.

Seguendo la correntia del fiume si va a _Pagnona_, ove finisce

l'attuale Valsassina. Gli avanzi di una fortezza, che qui s'ergeva ti

rammenterà il feudalismo non meno che le irate contese tra i Guelfi

e i Ghibellini, di che fanno prova le armi e le ossa recentemente

dissotterrate. Da Pagnona in sette ore agevolmente puoi salire sulla

vetta del _Legnone_.

Superbo padre di cristalli azzurri

E pietre peregrine il capo alzando

Denudato alle nubi e sull'antico

Fianco di faggi educator primeggia

Sugli Italici monti, e dall'altera

Sublimissima cima i sottoposti

Ai pascoli montani ed al pendente

Gregge piani ineguali ei signoreggia

Di Valtellina, ed i beati clivi

Al generoso tralcio ed alla spica

Di Brianza gradite e le nevose

Balze d'Elvezia e i Longobardi campi[27].

Guida pei monti della Brianza e per le terre circonvicine · 第 73 / 80 题