Questa in compendio, così nel primo come nel suo secondo periodo, la
fazione di Varese: fazione vinta prima che combattuta, e di cui la
gagliardía delle posizioni garibaldine, i sagaci provvedimenti del
Capitano, il numero di poco disuguale, la tanto disuguale prodezza
de’ combattenti, e più d’ogni altra cosa, gli spropositi del Generale
austriaco avevano anticipatamente decisa la sorte. Per dir degli
spropositi soltanto, essi furono tanti e sì madornali, che nessuna
forza e nessuna fortuna li avrebbe potuti correggere. E non parliamo
della fiacchezza dell’assalto, della semplicità quasi puerile delle
manovre, dell’incoerenza, della lentezza dei movimenti; non dell’errore
di lasciare a San Salvatore una così forte riserva; non del più grosso
sbaglio di non far appoggiare la mossa dalla colonna di Gallarate
e dal presidio di Laveno; parliamo del fallo capitale di non avere
fatto attaccare a rovescio Biumo Superiore dalla via Induno; senza di
che nessuna forza avrebbe potuto sradicar Garibaldi da quella forte
postura.[195] Ma egli lo vide, si dice, e l’ordinò; ed a quel fine
doveva operare il battaglione di Granatieri del tenente colonnello
Bioll staccato ad Olgiate per Casanova. Peggio ancora, se dopo aver
concepita l’idea, d’altronde evidente, non seppe effettuarla. E certo
se non fu effettuata, a lui solo tutta la colpa. Infatti obbligando
il colonnello Bioll a partire da quel punto lontano, lo pose nella
quasi impossibilità di eseguire il movimento aggirante, di cui era
incaricato. E basti a dimostrarlo questo solo: che da Casanova a Induno
non v’era nel 1859 strada diretta, sì che per arrivare a quel punto
era giocoforza fare un lunghissimo giro per Olgiate, o inerpicarsi
per sentieri aspri e selvosi di montagne, traverso i quali non era
possibile che un corpo pesante (Granatieri) potesse camminare ordinato
e spedito per arrivare ad un’ora fissa, a uno scopo determinato. Però
il tenente colonnello Bioll, fatte poche miglia fuori di Cazzone,
fu costretto ad arrestarsi, ed ecco perchè l’assalto a Biumo, tanto
preveduto ed atteso dal generale Garibaldi, voluto, ma non saputo
preparare dal generale Urban, non avvenne mai; e fallito il quale,
la vittoria dell’uno e la sconfitta dell’altro furono certe ed
irrevocabili.