VII.

Come ognuno vede, la balía data al generale Garibaldi non poteva essere

più ampia; ma i mezzi? Comunque, ubbidiente agli ordini sovrani, il

Generale contromarcia immediatamente per Brozzolo, dove giunge la sera

del 9; dirige su Gattinara tutte le reclute, i malati e magazzini

rimasti a Savigliano; invita il colonnello Boldone, comandante i

_Cacciatori degli Appennini_ organizzati ad Acqui, di marciare subito

per Chivasso; il che però non ottiene, avendo il Ministro della guerra

cassato ad arbitrio suo l’ordine del Re, e vietato a quel reggimento di

muoversi fino a che non fosse in tutto punto per uscire alla campagna.

Quali le conseguenze di questo contr’ordine, avremo a discorrere tra

poco; intanto il nostro Generale, prescritto alla brigata di proseguire

per Chivasso, parte al mattino del 10 per Torino, dove il Cavour

l’aveva richiamato; ne riparte la sera stessa pel suo campo; ma a

Chivasso vi è raggiunto da un nuovo ordine di pugno del Cavour stesso

in cui era invitato ad avviare la sua colonna verso San Germano ed a

mettersi a disposizione del generale Sonnaz per le operazioni dirette a

scacciare i Tedeschi da Vercelli. La lettera poi soggiungeva: «Liberata

quella città, potrà proseguire a seconda delle istruzioni ricevute da

Sua Maestà.»

E naturalmente Garibaldi ubbidisce sollecito; e la brigata portata

per la ferrovia da Chivasso a San Germano, vi arrivò nella giornata

del 12 e si pose senz’altro agli ordini del vecchio Sonnaz. Il 13 la

brigata udì il grato annunzio che avrebbe partecipato in prima linea

all’attacco di Vercelli, combinato tra il generale Sonnaz che doveva

assalire dalla sinistra, e il generale Cialdini che doveva irrompere

dalla destra; e già i nostri Cacciatori erano in posizione, impazienti

di combattere, quando un’ordinanza del generale Cialdini venne ad

avvisare essere sospeso per quel giorno l’attacco, avendo il nemico

preso una posizione di fianco sulla Sesia, pericolosa per l’assalitore.

Allora il generale Sonnaz si contentò d’una ricognizione, nella quale

stimò degno di lode il contegno de’ Cacciatori, e nel pomeriggio

rimandò tutte le truppe ai loro accampamenti intorno a San Germano.

E là, battuta giorno e notte da una pioggia sottile e ostinata,

sprofondata fino al ginocchio nelle risaie, il capo sotto una doccia,

il corpo dentro un bagno perpetuo, la brigata bivaccò ancora quattro

giorni, occupata in esplorazioni e in tasteggiamenti; finchè, ormai

entrato in linea da Novi ad Alessandria tutto l’esercito francese e

dileguato il timore d’un colpo di mano su Torino e sul Po, Garibaldi

ricevette l’ordine, e quella volta fu l’ultima, di muovere per Biella

alla divisata sua incursione in Lombardia; e infatti nel mattino del 18

potè incominciare la marcia.

Garibaldi, Vol. 1 (of 2) · 第 132 / 168 题