Compiuto pertanto questo provvido concentramento, il comando supremo
dell’esercito sardo reputò ormai superflua la presenza della brigata
Alpi sul Po, e ordinava al generale Garibaldi che levasse pel dì
seguente, 1º maggio, il campo, e per Chivasso, Ivrea, Biella spiccasse
la marcia verso il Lago Maggiore, campo assegnatogli fin dall’aprire
della campagna. E Garibaldi s’apprestava ad ubbidire; quando un
secondo ordine del generale Cialdini, scritto nella notte stessa dal
30 aprile al 1º maggio, veniva a revocare il primo, ingiungendogli
di trasportare nel giorno stesso la sua brigata a Ponte Stura; mentre
egli, il Cialdini, si sarebbe messo in marcia da Chivasso alla volta di
Casale. Nè il cambiamento d’ordine era privo di ragione. Gli Austriaci
si fortificavano a Vercelli, stormeggiavano intorno alla sinistra del
Po, e molti indizi facevano dubitare che essi, abbandonata l’ubbía di
correre su Torino, pensassero a sforzare il passaggio del gran fiume
tra Casale e Valenza; onde nessuna forza era superflua a frustrarne
il tentativo. Ed ecco come la brigata dei Cacciatori delle Alpi sostò
ancora diciassette giorni sulle rive del Po, e potè prendere parte
non piccola e non infeconda a tutta quella serie d’operazioni che la
sinistra dell’esercito sardo, ora per contrastare il passaggio del Po,
ora per tentare quello della Sesia, fece dal 1º al 18 maggio tra Casale
e Vercelli.
E poichè questa parte fu circostanziatamente descritta dal capo dello
Stato Maggiore dello stesso Garibaldi, noi vi sorvoleremo, bastandoci
di registrarne compendiosamente per sola memoria le azioni principali
e le date. Il 4 maggio i Cacciatori delle Alpi stanno a custodia
di Ponte Stura; il 5, richiamati da una lettera del Cialdini,[186]
marciano sotto un diluvio a Casale. Il 6, ordinata una sortita generale
da Casale per riconoscere il nemico, e incettare vena e paglia,
Garibaldi ha il comando della sinistra e alla testa di undici compagnie
di Cacciatori, di un battaglione del diciassettesimo di linea, di
una sezione d’artiglieria, si spinge sino a Bolzola e Rive; l’8 gli
Austriaci vengono essi in ricognizione fino alla testa di Ponte di
Casale, e i Cacciatori delle Alpi, specialmente la terza compagnia del
capitano De Cristoforis gareggia di valore coi Bersaglieri e ributta
alla baionetta il nemico. Nel giorno stesso Garibaldi parte per il
Quartiere generale principale di San Salvatore, e ne riporta questa
lettera autografa del Re, della quale, a dir vero, era più facile e
doveroso ammirare le intenzioni che eseguire le prescrizioni:
«San Salvatore, 8 maggio 1859.
»Il signor generale Garibaldi partirà nella doppia mèta di cercare
d’impedire al nemico di marciare sopra Torino, e di recarsi
a Biella per Ivrea, onde agire sulla destra austriaca al Lago
Maggiore nel modo che meglio crederà. — Io ordino pertanto a
tutte le Autorità civili e militari, a tutte le Amministrazioni
comunali di prestare ogni sorta di facilitazioni al predetto signor
generale Garibaldi, onde egli possa fare sussistere la sua truppa e
ripararla dalle intemperie. — Il generale Garibaldi è autorizzato
a riunire sotto li suoi ordini tutti i volontari che già siano
riuniti a Savigliano, Acqui ed altrove, come ad arruolare volontari
ovunque si presenteranno a lui, sempre quando egli creda poterli
accettare.[187]»