Era Anita Garibaldi. Ma perchè sepolta a quel modo? Perchè quel cerchio
livido intorno al collo? D’onde il deturpamento e il nuovo strazio di
quel misero corpo?
Il medico delegato dal Governo pontificio all’autopsia del cadavere
vide in quei segni altrettante prove di strangolamento,[161] onde
la voce che Anita Garibaldi fosse stata strozzata dalle mani stesse
che l’avevano sepolta, alimentata con infami artificii dalla polizia
pretesca, si diffuse e s’accreditò siffattamente nei popoli delle
Romagne, che il povero Ravaglia fu segnato a dito, per molti anni, come
l’unico autore del sacrilego assassinio, e poco mancò che il famigerato
Passatore, eroe teatrale del masnadierume romagnolo, erettosi
esecutore della vendetta popolare, non gli facesse scontare colla vita
l’immaginario delitto.[162] Era un errore: se pure non gli va dato un
più triste nome; e lo stesso Bonnet si studia, nelle sue _Memorie_, di
chiarirne le origini ed i motivi.
«Il fattore Ravaglia (egli dice), anzichè tener nascosto il cadavere
d’Anita e sparger la voce che non era morta, onde poterla trasportare
nella notte in luogo sicuro, spinto dal timore d’essere scoperto,
aveva creduto unico spediente di seppellirla come che fosse. Io non
approvai il fatto, e studiandomi d’acquietar la sua paura gli dissi,
che nella sera bisognava disotterrare il cadavere d’Anita e con un
biroccino portarlo nella Pineta, e colà in luogo nascosto e remoto
darle sepoltura, che a suo tempo poi sarebbe stata portata in tomba più
adatta e conveniente. Lo ammonii inoltre esser quella una funzione da
fare soli e senza alcun testimonio; che se non si sentiva capace me lo
dicesse francamente, che sarei rimasto io stesso per aiutarlo all’opera
pietosa. Il fattore promise, ma, a quanto pare, non potè mantenere; in
conseguenza di che essendo la morta malamente sepolta venne trovata,
e la Curia appena ne fu consapevole fece fare l’accertamento da
distinti professori che errarono nel giudizio e dissero che Anita era
stata strangolata per derubarla. Questa voce ben presto si propagò
nelle Romagne senza che nessuno pensasse che Anita morta in istato di
gravidanza poteva essere stata soffocata da un riflusso di sangue; onde
tutti quei segni di strangolamento che trassero in inganno il primo
medico visitatore. E si corresse bensì il giudizio, ma assai tardi;
e per molto tempo ne restò infamato il nome e minacciata la vita del
misero fattore, che aveva, come si vede, esposta a rischio la sua per
salvarla.»