XIV.

Le cose dell’assedio procedevano, sebbene a rilento, piuttosto

seconde agli assediati; quando ai primi di giugno del 1844 accadde

un fatto, che attirò su Montevideo un nuovo pericolo, e rischiò di

comprometterne le sorti. Fra gli equipaggi della piccola flottiglia,

sempre comandata da Garibaldi, s’erano infiltrati, ad insaputa sua,

due disertori dell’esercito brasiliano, onde il Governo di Rio

Janeiro ordinò al comandante la squadra imperiale nella Plata di

reclamarne l’estradizione. L’ammiraglio brasiliano però in luogo

di rivolgere la sua domanda al Governo di Montevideo, come era suo

debito, andò ad ancorarsi a un tiro di pistola dalla squadriglia

orientale, intimando minacciosamente a Garibaldi la consegna dei due

fuggitivi. Aveva trovato, come suol dirsi, il suo uomo. Garibaldi

per risposta fece chiamare un mozzo e in pretto genovese gli disse:

«Inchiodami questa bandiera alla punta dell’albero di maestra, e poi

vediamo chi ce la farà abbassare!» Ne sorse naturalmente un litigio

diplomatico, che poteva in seguito rompere in aperto conflitto. Il

ministro Pacheco, geloso dell’onore nazionale, stava per respingere la

violenta intimazione e ribattere, occorrendo, la forza colla forza; gli

altri suoi colleghi del Governo, timorosi di aggravare con una nuova

inimicizia la situazione già tanto critica della patria, inclinavano

alla sommissione, e deliberavano collegialmente di acconsentire alla

domanda. Al Pacheco pertanto fu mestieri piegare il capo e dar egli

stesso l’ordine della estradizione dei due disertori, ma nello stesso

tempo rassegnò il suo ufficio di ministro della guerra e si ritrasse a

Rio Janeiro.

Nessuno però vorrà credere che soltanto il dissidio per l’affare

brasiliano sia stato la cagione della sua rinuncia. Quello ne fu

tutt’al più l’occasione; le cause vere risalivano più in alto e

più lontane. Il Ribera non aveva mai saputo rassegnarsi a fare in

quella guerra, quasi combattuta per cagion sua, la seconda parte,

e copertamente per mezzo di molti aderenti che gli restavano in

Montevideo, minava il Governo in cui vedeva quasi un usurpatore de’

suoi diritti, e specialmente il generale Pacheco, rivale tanto più

invidiato, quanto più glorioso. E come dal canto suo il Pacheco colla

severità del suo carattere e il rigore del suo governo aveva offesi non

pochi, quali nella vanità, quali nell’interesse, ed ingrossato perciò

di rancori volgari lo stuolo degli odii politici; così in capo a due

anni di gloriosi servigi resi alla patria dovette avvedersi che il

solo modo di giovarle ancora era di risparmiarle la guerra civile e di

allontanarsi.

Colla sua partenza l’anima stessa della difesa di Montevideo venne

meno. Il nemico non fece alcun notabile progresso; ma la cronaca

delle brillanti sortite si chiuse, l’entusiasmo popolare raffreddò,

la discordia dei partiti rinacque ed il Governo si chiarì impotente a

contenerla.

Garibaldi, Vol. 1 (of 2) · 第 55 / 168 题