Accettò quindi, e quando prese il comando della _Costitucion_ trovò la
situazione militare della Repubblica a questi termini.
L’Uruguay aveva in campo due corpi d’esercito forti, tutt’al più, di
undici o dodicimila combattenti: uno dei quali accampato intorno a San
Josè di Canelones sorvegliava insieme la riva sinistra della Plata e
gli approcci della capitale; mentre l’altro, il più forte, campeggiava
nel Corrientes sotto gli ordini del Ribera, occupato, non sapremmo dire
se a contemplare od a fronteggiare i corpi dell’Urquiza e dell’Echague
che gli manovravano dattorno e lo tenevano a bada.
Nel campo degl’invasori invece, l’Oribe occupava già i dintorni
di Boyada, e stava per operare la sua congiunzione coll’Echague e
l’Urquiza, mentre la squadra del Brown padroneggiava la Plata dalla
foce a Martin Garcia e teneva pressochè bloccata tutta la riva
orientale. Ora, quale delle parti belligeranti fosse in peggiori
condizioni, ognuno lo vede. Mentre l’esercito orientale era spezzato
in due tronchi, separati tra di loro da uno spazio di circa trecento
leghe, e inetti così a difendersi da sè soli come a soccorrersi;
l’esercito del Rosas, appoggiato alla base del Paranà, poteva quando
che sia marciar unito e compatto al suo obbiettivo, e manovrando a suo
agio nel largo intervallo che divideva i due corpi inimici, assalirli
ad uno ad uno e schiacciarli a sua posta.
E tuttavia un tale stato di cose, per sè stesso già pericolosissimo,
fu da un nuovo sproposito del Ministro della guerra reso irreparabile.
Anzichè provvedere, come insegnava la più volgare esperienza militare,
al pronto concentramento delle forze, il generale Vidal pensa a
disperderle anche più, ordinando a Garibaldi di lasciare colla sua
squadra la Plata, e rimontando il Paranà andare a suscitare e rianimare
quella insurrezione di Corrientes, che si annunciava sempre e non si
vedeva mai.
Siffatto ordine parve così insensato a Garibaldi stesso, che vi
sospettò sotto poco meno che un tradimento. Per eseguirlo doveva fare
seicento miglia d’ardua e pericolosa navigazione, per mezzo ad ostacoli
e nemici d’ogni sorta; aprirsi una via nell’Estuario sotto il fuoco
incrociato della squadra argentina, doppia della sua, e quello delle
batterie di Martin Garcia, isola che guarda il confluente dell’Uruguay
e del Paranà nella Plata; risalire quindi il Paranà, le cui rive erano
in mano dei nemici, prive di scali, d’approdi e di punti di riposo; e
finalmente, quando tutto questo gli fosse riuscito, gettarsi con pochi
uomini allo sbaraglio in una provincia lontana, che non gli poteva
prestare soccorso alcuno.
Ma follía o tradimento che fosse, era un ordine, e Garibaldi volle
provare che sapeva tanto ubbidire, quanto combattere, e che non v’era
per lui cimento periglioso, da cui non sapesse almeno salvare l’onore.