_Noi vorremmo; ma i nostri governi non vogliono._ In nome di Dio sorgete
e rovesciate i governi. Non avete oggimai esaurito ogni via per indurli?
Non vi siete voi trascinati per essi, con sommessione e inudita
credulità, d'illusione in illusione, di sogno in sogno? Non avete bevuto
il calice d'umiliazione sino alla feccia? Il governo che rifiuta oggi
far guerra all'invasore straniero è governo straniero. Trattatelo come
tale. Intendo che tolleriate, se non vi sentite maturi per darvi leggi,
un governo tirannico; non uno che sia tirannico e vile. Voi potete
sagrificare per alcuni anni la libertà, la vittoria d'un'idea; ma non
per un giorno l'onore. Un popolo non deve, non può rassegnarsi ad esser
creduto dagli stranieri millantatore e codardo.
Ma se la forza delle abitudini è tanta in voi che, anche sprezzandoli,
voi non sapete rovesciare i governi che vi disonorano:--se la funesta
addormentatrice parola escita dall'aristocrazia liberale dei vostri
maestri, la _causa della libertà doversi disgiungere da quella
dell'indipendenza_, ha solcato l'anima vostra di solco così profondo che
tre anni di tradimenti e sciagure non bastino a cancellarlo: lasciate da
banda i governi e fate da voi. Redimete, perdio, la vostra bandiera.
Riunitevi, associatevi, operate. Traducete in fatti il pensiero. Fate
della penisola un arsenale, una cassa, un campo di militi per la
crociata. Fondate in ognuna delle vostre città una Giunta
d'insurrezione. In ognuna delle vostre città, in ognuna delle località
importanti che ne dipendono, aprite un registro che accolga i nomi di
quanti opinano per la liberazione della terra ove nacquero dallo
straniero che la contrista; e ad ognuno di quei nomi corrisponda una
offerta mensile, una promessa di danaro e di sangue; se il nome è di
donna, un numero di coccarde e cartucce; le donne sono gli angioli di
questa terra e il tocco delle loro mani le benedirà. Dovunque molti fra
voi si raccolgono a mensa d'amici, sia promossa una colletta per la
CASSA DELLA NAZIONE. Ogni viaggio, impreso per diporto o per altro,
diventi una missione d'apostolato per la santa causa. Movete da tutti i
punti a ricordare alle vostre milizie come siano schernite, inerti e
ingloriose ne' paesi stranieri, a ricordare alle milizie lombarde di
qual gemito geme la loro contrada, e qual debito d'iniziativa spetti ai
loro drappelli. Chiedete a voi stessi--lasciate ch'io vi ripeta la
parola che or mesi sono vi dissi--chiedete a voi stessi ogni giorno al
sorgere: _Che farò oggi io per la mia patria?_ ogni notte apprestandovi
al sonno: _Che ho io fatto oggi per la mia patria?_ E sia per voi
giornata perduta, notte inquieta di rimorsi e nuove promesse d'attività
quella in che voi non troverete da segnare un servizio anche menomo reso
al paese. L'insistenza è il genio d'un popolo: abbiatela e siate grandi.
Il vostro servaggio dura da più di tre secoli: insistete in vita operosa
per tre mesi e sarete grandi.