XV.

Noi scrivevamo in Milano, nel programma dell'_Italia del Popolo_: «Dov'è

l'assemblea costituente, sola legittima interprete del pensiero di un

popolo?»

E il 27 dello stesso mese: «Se chi proferì primo in questa Italia

sconvolta la parola di _dieta italiana_ avesse detto ASSEMBLEA NAZIONALE

COSTITUENTE ITALIANA, la questione che affatica in oggi per vie diverse

le menti, sarebbe stata posta sulla vera e unica via che può condurre a

scioglimento pacifico, legale, solenne, il nodo de' nostri futuri

destini. Volete tutti che un'Italia sia? Dica l'Italia _come_ vuol

essere e sotto quali forme la vita nazionale che Dio le comanda deve

emergere rappresentata a tutti i suoi figli e ai popoli dell'Europa....

Sorga e s'accolga in Roma non una dieta, ma l'ASSEMBLEA NAZIONALE

COSTITUENTE ITALIANA, eletta, non per divisioni di Stati esistenti, ma

con eguaglianza di circoscrizioni, e con una sola legge elettorale,

dall'università dei cittadini d'Italia. Preparino gl'ingegni a questa le

vie. S'interroghi il paese sui proprî fati. Fino a quel giorno, voi

rimarrete, checchè concertiate, nel _provvisorio_.»

E il 12 giugno: «Non v'è nè può esservi che una sola metropoli, ROMA.

Non v'è nè può esservi che una sola costituente: L'ASSEMBLEA NAZIONALE

COSTITUENTE ITALIANA.»

Ed io cito queste linee a provare come i repubblicani, rimproverati

continuamente d'intolleranza da chi non ricusa combattere coll'arme

sleale della calunnia, curvassero primi la fronte, anche quand'altri

violava sfrontatamente le sue promesse, davanti la maestà popolare. Ma

chi fu giusto mai coi repubblicani? Non affermava il conte Balbo nel suo

libro delle _Speranze d'Italia_ che gli unitarî della _Giovine Italia_

volevano le repubblichette del medio evo?

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. I · 第 114 / 125 题