Ogni giorno dava una mentita all'utopia monarchico-costituzionale dei
_moderati_. La repubblica, non desiderata, impossibile, dicevano, nelle
presenti condizioni d'Europa, sorgeva in Francia e vinceva. I principi
che dovevano, in Italia, rifarci l'età dell'oro, indietreggiavano. Le
leghe annunziate come imminenti dai politici d'anticamera non si
stringevano. Il papa rigeneratore del mondo non s'attentava di
rigenerare la curia di Roma, s'irritava delle esigenze modestissime de'
suoi lodatori, dichiarava di non voler detrarre un menomo che
dall'autorità irresponsabile degli antecessori, lasciava che corresse
nella Svizzera sangue di cittadini per mano di cittadini anzichè
proferire il richiamo de' gesuiti. La questione di libertà si scioglieva
in Sicilia coll'armi; e poi che rappresentanza italiana non esisteva nè
poteva esistere dove i monarchi erano dichiarati tutti intangibili,
l'isola si separava dal regno. La Toscana e il Piemonte inoltravano
sulla via; ma a balzi, per virtù di sommosse, per moto popolare dal
basso all'alto. E la questione lombarda sorgeva ogni giorno più
minacciosa, più urgente a chiedere soluzione non di parole, ma d'armi.
Armi regie o di popolo? I _moderati_, da pochi in fuori che antivedevano
e predicavano--anche coll'Austria!--l'_opposizione legale_, sentirono
che a salvare la causa del progresso _regio_ in Italia, era
indispensabile che la monarchia si facesse iniziatrice d'emancipazione
nazionale, e decretarono Carlo Alberto _spada d'Italia_ e liberatore
magnanimo del Lombardo-Veneto. I capi dell'aristocrazia lombarda vecchia
e nuova s'unirono co' faccendieri di Piemonte, perchè s'avverasse il
decreto, da un lato a impedire che il fremito della gente lombarda non
prorompesse in azione, dall'altro a spingere con messi, segretari
intimi, offerte e promesse, il re all'invasione. A vederli, a udirli in
que' tempi e pensare che agenti e raggiri siffatti provvedevano, nella
mente dei più, a fare che una ITALIA LIBERA fosse, correva il pensiero a
uno sciame d'insetti brulicanti fra' velli della criniera del leone.