VII.

Oggimai, a chi guarda all'Europa, i governi _monarchico-costituzionali_

appajono forma spenta, senza vita, senza elementi di vita, senz'armonia

coll'andamento della civiltà. Costituivano una forma di transizione tra

il servaggio assoluto e la libertà, un genere di reggimento che

somministrava, a tutti quanti gli elementi che s'agitano nelle società,

un campo per esperimentare le loro forze, esercitarsi a fare,

svilupparsi in una guerra ordinata, sotto tutti gli aspetti possibili,

finchè s'intravedesse a qual d'essi spetta il dominio sugli altri. I

governi misti valgono nella scala del progresso come una educazione

politica, una prova all'intelletto d'un popolo, perch'ei salga

maturamente e non di balzo all'ordinamento _sociale_, una transazione

dell'elemento _popolare_ debole ancora cogli elementi che lo circondano,

ma provvisoria, a tempo, e non omogenea. L'Inghilterra pose in favore la

teorica _costituzionale_; e ad essa ragioni di fatto e positive

prescrissero quella forma di reggimento. L'aristocrazia signorile,

risultato della conquista normanna, proprietaria delle terre, ed accetta

alla nazione per la magna Carta strappata a Giovanni, era elemento

predominante. Gran parte della lotta rivoluzionaria si consumava tra

essa, e il potere del re; e poich'ebbe ottenuta vittoria, il patriziato

rimase dominatore. Ma poichè due elementi non possono in un governo

trovarsi a fronte soli senza che l'urto duri perenne, il re si rimase

potere fra i due elementi aristocratico e popolare, termine intermedio,

vincolo d'accordo se l'uno cozzasse coll'altro.--Seguì la Francia;

ma gli uomini nel secolo XVIII quando posero mano alla grand'opera della

rigenerazione sociale, si diedero, noi lo dicemmo, a distruggere

quanto pareva avverso all'intento. Era la loro missione, ed era così

gigantesca, il terreno era così ingombro di pregiudizî, di superstizioni,

di codici barbari, e d'altro, che una generazione bastava appena a

purgarlo. Ridussero il loro simbolo alla negazione, e trasandarono

la parte organica positiva. E non pertanto urgeva affacciare qualche

forma che potesse sostituirsi alle vecchie: urgeva, più ch'altro,

vincere il presente; e poichè i popoli procedono più facilmente per

termini di comparazione ed opposizione, fu forza trascegliere. I

filosofi, non avendo il tempo di creare un sistema governativo, ne

andarono in traccia nella vecchia Europa, e stimarono averlo trovato

nell'Inghilterra. L'Inghilterra, nella quale l'elemento popolare non

s'era peranco sviluppato, presentava un'apparenza di riposo, di

tranquillità, d'equilibrio che innamorò la scuola _filosofica_. Il

suo governo fu scelto a modello, in opposizione alla Francia di

Luigi XIV e XV. Montesquieu, così mal giudicato finora, Montesquieu

che i molti s'ostinano a intendere legislatore, mentr'egli non fu

che narratore filosofo di ciò ch'ei vedeva, e degli elementi che gli

era dato scoprire nell'antichità e nei tempi moderni, incominciò ad

accreditar quella forma. Pure, egli tradiva tutto il segreto

dell'esistenza di quel governo, quando deduceva che _monarchia non

poteva concepirsi senza le classi privilegiate_. Voltaire, genio

d'azione, di distruzione, creato per la guerra, non per

l'ordinamento che segue la vittoria, estremamente superficiale nel

contemplare le cose, ma facile ad appassionarsi, e ingegnoso

abbastanza per puntellare ogni suo paradosso, si diede non a

studiare quella forma, ma a predicarla per ispirito di contrasto,

parendogli singolare di combattere il sistema francese con armi d'un

vecchio nemico; e ingigantì la perfezione di quell'edificio

sociale, come a combattere la religione di Cristo, afferrò Confucio,

e intese a far dei Cinesi un popolo di filosofi. Pure le massime di

Voltaire trascinavano all'eguaglianza.--L'autorità di quei nomi

prevalse intanto e prevale tuttavia in molti a farsi ammiratori

fanatici d'un governo, che il tarlo popolare ha minato per ogni

dove.

In oggi, la prova è fatta. La lotta s'è guerreggiata in tutte le guise

possibili. L'Europa ha tentato le forme, quante erano, della monarchia,

senza potersi riposare in alcuna: monarchia assoluta, per diritto

divino, monarchia per diritto di forza, monarchia per diritto, come

dicono, di popolo. Luigi XVI ha conchiusa la prima, e Carlo X, che volle

risuscitare il cadavere, non ebbe la testa mozza sul palco, perchè i

costumi erano fatti più miti e la nazione più sicura della propria

potenza. Napoleone chiuse la seconda, e certo dopo lui, nessun mortale

oserà ritentarla. La terza sta ora chiudendosi e rapidamente. E se

l'ultima prova, e il risultato morale riescì fatale alla forma

monarchico-costituzionale, impotente a inoltrare o retrocedere in

Francia, essa è assalita al core nell'Inghilterra, dacchè l'elemento

_popolare_ s'è mostrato nel dramma politico.

Napoleone ha riassunto l'epoca, allorquando pronunciò: che _l'Europa

nello spazio di quaranta anni sarebbe stata cosacca o repubblicana_.

L'Europa sarà repubblicana--Napoleone era la forza, nè poteva rinunciare

a porre un certo equilibrio tra quella e il diritto. Il mondo per lui

era un oggetto di guerra e di conquista per due genî di natura opposti,

come i due principî persiani. Ma ciò ch'egli vide fu l'impossibilità

d'un sistema permanente di transizione, fu che la guerra tra due

principî incominciava disperata, decisiva, finale! O innanzi--o

addietro: la umanità era impaziente d'affacciarsi a un'epoca positiva ed

organica. Questo egli vide, e gli anni avverano la predizione.

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. I · 第 67 / 125 题