Oggimai, a chi guarda all'Europa, i governi _monarchico-costituzionali_
appajono forma spenta, senza vita, senza elementi di vita, senz'armonia
coll'andamento della civiltà. Costituivano una forma di transizione tra
il servaggio assoluto e la libertà, un genere di reggimento che
somministrava, a tutti quanti gli elementi che s'agitano nelle società,
un campo per esperimentare le loro forze, esercitarsi a fare,
svilupparsi in una guerra ordinata, sotto tutti gli aspetti possibili,
finchè s'intravedesse a qual d'essi spetta il dominio sugli altri. I
governi misti valgono nella scala del progresso come una educazione
politica, una prova all'intelletto d'un popolo, perch'ei salga
maturamente e non di balzo all'ordinamento _sociale_, una transazione
dell'elemento _popolare_ debole ancora cogli elementi che lo circondano,
ma provvisoria, a tempo, e non omogenea. L'Inghilterra pose in favore la
teorica _costituzionale_; e ad essa ragioni di fatto e positive
prescrissero quella forma di reggimento. L'aristocrazia signorile,
risultato della conquista normanna, proprietaria delle terre, ed accetta
alla nazione per la magna Carta strappata a Giovanni, era elemento
predominante. Gran parte della lotta rivoluzionaria si consumava tra
essa, e il potere del re; e poich'ebbe ottenuta vittoria, il patriziato
rimase dominatore. Ma poichè due elementi non possono in un governo
trovarsi a fronte soli senza che l'urto duri perenne, il re si rimase
potere fra i due elementi aristocratico e popolare, termine intermedio,
vincolo d'accordo se l'uno cozzasse coll'altro.--Seguì la Francia;
ma gli uomini nel secolo XVIII quando posero mano alla grand'opera della
rigenerazione sociale, si diedero, noi lo dicemmo, a distruggere
quanto pareva avverso all'intento. Era la loro missione, ed era così
gigantesca, il terreno era così ingombro di pregiudizî, di superstizioni,
di codici barbari, e d'altro, che una generazione bastava appena a
purgarlo. Ridussero il loro simbolo alla negazione, e trasandarono
la parte organica positiva. E non pertanto urgeva affacciare qualche
forma che potesse sostituirsi alle vecchie: urgeva, più ch'altro,
vincere il presente; e poichè i popoli procedono più facilmente per
termini di comparazione ed opposizione, fu forza trascegliere. I
filosofi, non avendo il tempo di creare un sistema governativo, ne
andarono in traccia nella vecchia Europa, e stimarono averlo trovato
nell'Inghilterra. L'Inghilterra, nella quale l'elemento popolare non
s'era peranco sviluppato, presentava un'apparenza di riposo, di
tranquillità, d'equilibrio che innamorò la scuola _filosofica_. Il
suo governo fu scelto a modello, in opposizione alla Francia di
Luigi XIV e XV. Montesquieu, così mal giudicato finora, Montesquieu
che i molti s'ostinano a intendere legislatore, mentr'egli non fu
che narratore filosofo di ciò ch'ei vedeva, e degli elementi che gli
era dato scoprire nell'antichità e nei tempi moderni, incominciò ad
accreditar quella forma. Pure, egli tradiva tutto il segreto
dell'esistenza di quel governo, quando deduceva che _monarchia non
poteva concepirsi senza le classi privilegiate_. Voltaire, genio
d'azione, di distruzione, creato per la guerra, non per
l'ordinamento che segue la vittoria, estremamente superficiale nel
contemplare le cose, ma facile ad appassionarsi, e ingegnoso
abbastanza per puntellare ogni suo paradosso, si diede non a
studiare quella forma, ma a predicarla per ispirito di contrasto,
parendogli singolare di combattere il sistema francese con armi d'un
vecchio nemico; e ingigantì la perfezione di quell'edificio
sociale, come a combattere la religione di Cristo, afferrò Confucio,
e intese a far dei Cinesi un popolo di filosofi. Pure le massime di
Voltaire trascinavano all'eguaglianza.--L'autorità di quei nomi
prevalse intanto e prevale tuttavia in molti a farsi ammiratori
fanatici d'un governo, che il tarlo popolare ha minato per ogni
dove.
In oggi, la prova è fatta. La lotta s'è guerreggiata in tutte le guise
possibili. L'Europa ha tentato le forme, quante erano, della monarchia,
senza potersi riposare in alcuna: monarchia assoluta, per diritto
divino, monarchia per diritto di forza, monarchia per diritto, come
dicono, di popolo. Luigi XVI ha conchiusa la prima, e Carlo X, che volle
risuscitare il cadavere, non ebbe la testa mozza sul palco, perchè i
costumi erano fatti più miti e la nazione più sicura della propria
potenza. Napoleone chiuse la seconda, e certo dopo lui, nessun mortale
oserà ritentarla. La terza sta ora chiudendosi e rapidamente. E se
l'ultima prova, e il risultato morale riescì fatale alla forma
monarchico-costituzionale, impotente a inoltrare o retrocedere in
Francia, essa è assalita al core nell'Inghilterra, dacchè l'elemento
_popolare_ s'è mostrato nel dramma politico.
Napoleone ha riassunto l'epoca, allorquando pronunciò: che _l'Europa
nello spazio di quaranta anni sarebbe stata cosacca o repubblicana_.
L'Europa sarà repubblicana--Napoleone era la forza, nè poteva rinunciare
a porre un certo equilibrio tra quella e il diritto. Il mondo per lui
era un oggetto di guerra e di conquista per due genî di natura opposti,
come i due principî persiani. Ma ciò ch'egli vide fu l'impossibilità
d'un sistema permanente di transizione, fu che la guerra tra due
principî incominciava disperata, decisiva, finale! O innanzi--o
addietro: la umanità era impaziente d'affacciarsi a un'epoca positiva ed
organica. Questo egli vide, e gli anni avverano la predizione.