E v'è una parola che il popolo intende dovunque, e più in Italia che
altrove, una parola che suona alle moltitudini una definizione dei loro
diritti, una scienza politica intera in compendio, un programma di
libere istituzioni. Il popolo ha fede in essa, perchè egli in quella
parola intravvede un pegno di miglioramento e d'influenza--perchè il
suono stesso della parola parla di lui, perchè egli rammenta
confusamente che s'ebbe mai potenza e prosperità, le dovette a quella
parola scritta sulla bandiera che lo guidava. I secoli hanno potuto
rapirgli la coscienza delle sue forze, il sentimento de' suoi dritti,
tutto; non l'affetto a quella parola, unica forse che possa trarlo dal
fango d'inerzia ov'ei giace per sollevarlo a prodigi d'azione.