MENABREA.

Al telegramma del 1.º agosto, Crispi rispose il giorno seguente:

Siccome dopo il colloquio del 31 luglio Ella dovrà rivedere

Freycinet e forse anche abboccarsi con Ribot, credo bene determinare

i concetti sostanziali di ulteriore discorso.

Primamente bisognerà persuadere cotesti signori che noi non potremo

permettere alcun mutamento politico nella Tunisia, e che qualora il

governo della Repubblica assumesse la piena autorità nella Reggenza,

avremmo con noi i nostri alleati. Il Protettorato fu tollerato

perchè l'Italia era isolata, ma oggi non siamo più al 1881.

La Tripolitania appartiene all'Impero ottomano, e noi per averla non

vorremo provocare una guerra europea. La Francia, qualora si

mostrasse disposta a facilitarcene il pacifico acquisto come

compenso della Tunisia, dovrebbe adoperarsi con tutti i suoi mezzi a

Costantinopoli ed a Pietroburgo, donde naturalmente verranno le

opposizioni. È bene che questo sia posto in chiaro, perchè a noi non

basta il solo consenso della Francia per occupare il suddetto

territorio.

Parigi 9 agosto.

Freycinet oggi mi ha detto avere riferito la mia precedente

conversazione con lui al signor Ribot, insistendo sulla necessità di

porre fine alla esistente irritazione fra i due paesi, procurando

all'Italia alcuna soddisfazione nei suoi interessi materiali e al

suo amor proprio.

Ribot rispose accettare perfettamente quell'ordine d'idee, che vi

aveva già pensato e che sperava che mercoledì prossimo, al suo

ritorno da una breve assenza, egli sarebbe in grado d'iniziare

qualche apertura in proposito. Aspettare intanto ritorno di Ribot.

Politica estera: memorie e documenti · 第 189 / 215 题