F. CRISPI.

Da Londra il 31 luglio, l'Incaricato d'affari, Catalani, informava l'on.

Crispi:

La lettera di V. E. ha prodotto profonda impressione su Salisbury. —

Sua Signoria risponderà per iscritto fra breve. — Per il momento mi

ha incaricato di telegrafare a V. E. «che egli è convinto che _il

giorno in cui lo_ statu-quo _nel Mediterraneo sarà menomamente

alterato è indispensabile che la Tripolitania sia occupata

dall'Italia._ Rammentò spontaneamente avermi manifestato altra volta

tale opinione, punto importante della sua politica. Soggiunse:

_L'occupazione italiana di Tripoli dovrà effettuarsi

indipendentemente dagli avvenimenti in Egitto, cioè a dire, sia che

l'Egitto resti in mani britanniche o del Sultano. Tale occupazione è

richiesta dall'interesse Europeo per impedire che il Mediterraneo

diventi un lago francese. La sola questione da esaminare è

l'opportunità del momento presente all'Impresa._ Su questo punto

Salisbury differisce da V. E. Egli crede che il momento

dell'occupazione non è ancora giunto. Quindi la preghiera che Sua

Signoria rivolge a V. E. per mezzo mio, si contiene in una sola

parola: _aspettare_. Tale parola sarebbe già stata o sarà mandata a

Roma da Berlino. Tutto porta a credere, secondo Salisbury, che

nonostante la poca fede da darsi alle smentite francesi, il Governo

francese fu sincero nell'affermare non aver concluso nuovi accordi

col Bey. All'osservazione che l'accordo potrebbe essere stato

concluso da un precedente Gabinetto, Salisbury rispose che non si

era potuto ottenere alcuna prova. «L'ostacolo principale ad una

occupazione immediata di Tripoli, si troverebbe nella resistenza del

Sultano, che dichiarerà guerra all'Italia. Le condizioni della

Turchia sono diverse da quelle all'epoca della cessione di Cipro. La

Turchia da sè sola non è da temersi, ma sarà appoggiata dalla

Russia, che coglierà l'occasione di rendersi vassallo il Sultano,

difendendone il territorio. Una mossa italiana contro Tripoli

sarebbe il segnale dello smembramento della Turchia, sorte alla

quale essa non può sfuggire, ma alla quale in questo momento nè le

Potenze, nè l'opinione pubblica inglese, sono preparate. L'Italia

non perderà nulla coll'aspettare, se si terrà pronta ad agire al

momento in cui la Francia desse segno di attivare i suoi disegni.»

Da parte sua, Salisbury avvertirà energicamente la Francia di

astenersi dal fare qualsiasi mutazione politica in Tunisia. Sulla

mia domanda di dichiarare risolutamente al Governo francese che la

flotta inglese si unirà alla italiana per mantenere lo _statu-quo_

nella Tunisia, Salisbury rispose che una tale dichiarazione avrebbe

per effetto di suscitare un incidente parlamentare poichè Waddington

ne informerebbe.......... Salisbury conchiuse: «Il Governo italiano

avrà la Tripolitania, ma il cacciatore per tirare sul cervo, deve

aspettare che passi a portata del suo fucile affinchè, anche ferito,

non gli sfugga».

Le mie impressioni sono le seguenti:

1.) Le relazioni fra l'Inghilterra e la Francia sono assai più tese

dell'anno passato; 2.) Salisbury è più deciso dell'anno passato a

non lasciarsi sfuggire l'Egitto, ed una mossa italiana contro

Tripoli sarebbe seguita dal protettorato inglese al Cairo.

La chiave di Tripoli è in questo momento a Berlino. Una parola

risoluta da Berlino infonderebbe a Salisbury l'ardire che gli manca.

Sua Signoria desidera tre o quattro giorni per farmi pervenire

risposta alla lettera di V. E. Ritengo che l'indugio fu chiesto per

mettersi in comunicazione con Berlino.»

Seguì il 5 agosto quest'altro telegramma del Catalani:

Ho ricevuto lettera di Salisbury diretta a V. E., che consegnerò

domani dentro un piego al regio Ambasciatore, affinchè sia spedito

con il corriere di Gabinetto.

Prego V. E. di dar ordine a Tornielli di far ripartire

immediatamente il corriere di Gabinetto per Roma.

Se, come devo credere, la comunicazione scritta di Salisbury è

conforme alle dichiarazioni verbali fatte a me, lo scambio delle

lettere autografe fra i primi ministri Italia ed Inghilterra

costituisce accordo completo nella questione di Tripoli. È probabile

che Imperatore di Germania abbia avuto contezza della

corrispondenza.

La risposta di lord Salisbury fu la seguente:

Londres, 4 août 1890.

_Mon cher Signor Crispi_,

J'ai l'honneur d'accuser réception de la lettre dont Votre

Excellence a bien voulu m'honorer. Je l'ai lue avec le plus grand

intérêt.

Je suis d'accord avec Votre Excellence sur l'avenir probable de la

Tunisie. Elle deviendra fatalement Française un jour ou l'autre:

mais je crois cette issue assez loin. Aussi, je me trouve en

parfaite harmonie avec vos idées sur le danger d'une avance

ultérieure de la part de la France. Les intérêts politiques de la

Grande Bretagne aussi bien que ceux de l'Italie ne comportent pas

que la Tripolitaine ait une destinée semblable à la Tunisie. Il faut

absolument parer à une telle éventualité, quand elle nous menacera.

Mais je ne la crois pas proche. La France a beaucoup de chemin à

faire avant de se trouver à ce point là.

Or, dans une telle affaire, les précautions prématurées sont pleines

de danger.

Si l'Italie venait à occuper Tripoli en temps de paix sans que la

France ait pris aucune mesure aggressive, elle s'exposerait au

reproche d'avoir réveillée la question d'Orient dans des conditions

fort désavantageuses. Le Sultan ne supportera pas la perte d'une

autre province sans pousser des hauts cris. Pour garder son

territoire il fera sacrifice de son indépendance, et il acceptera le

protectorat et le soutien de la Russie.

Ainsi, si j'osais offrir une conseil à Votre Excellence, je la

prierais vivement d'agir avec beaucoup de circonspection et de

patience dans cette affaire; et, tant que les desseins de la France

n'ont pas pris corps, d'éviter toute action qui pourrait nous

compromettre irrévocablement avec le Sultan.

Je prie Votre Excellence de croire toujours à la sympathie vive que

le peuple et le gouvernement Anglais ressentent pour l'Italie: et

d'agréer l'assurance de ma considération et mon respect.

Politica estera: memorie e documenti · 第 184 / 215 题