Crispi, al Console italiano a Tunisi. — Ebbe per le vie di Parigi il
testo delle leggi tunisine. Il governo beylicale ha il diritto di
riordinare le scuole pubbliche, ma i suoi poteri si fermano alla
soglia delle scuole istituite da privati o da società straniere.
Spera che le leggi in questione rispetteranno i diritti acquisiti e
riconosciutici esplicitamente. Osserva che esse definiscono come
delitti certi atti i cui autori dovrebbero essere tradotti innanzi
ai tribunali. La giurisdizione consolare non è soppressa, ma
solamente sospesa. Incarica Berio di presentare queste osservazioni
al ministro residente di Francia, affinchè il nostro silenzio non
s'interpreti come acquiescenza.