29 settembre.

Da Parigi (Ressman). — Ebbe un colloquio con Goblet che rimproverò

di essersi deciso a simili atti senza previa amichevole intelligenza

col governo italiano. Goblet rispose che l'affare di Massaua avevalo

scoraggito: sostenne che i decreti beylicali non potevano dirsi

lesivi nè delle Capitolazioni nè di alcun diritto acquisito, tutto

dipendendo dalla loro applicazione. Goblet aveva dato istruzioni a

Massicault perchè nulla facesse per la esecuzione dei decreti senza

chiedere il consenso e il concorso del R. Console. Non pare a Goblet

che si possa da noi contestare la legittimità di un ispettorato

delle scuole, puramente igienico, ch'egli del resto ammetterebbe che

fosse esercitato anche da noi, in Italia, sovra istituti francesi.

Protesta di voler evitare ogni questione e rispettare le

Capitolazioni e i nostri diritti; esige però che dal nostro canto si

riconosca alla Potenza protettrice il dovere e il diritto di guidare

nelle vie della civiltà il popolo protetto. Goblet trovò strano la

nostra suscettibilità, mentre annunciamo di voler creare in Tunisia

un ispettorato nostro e una direzione delle scuole. In conclusione

dice «aspettate l'applicazione de' decreti: o non saranno applicati

o lo saranno nella misura conveniente d'accordo tra noi e il vostro

console.» Ressman avverte che si prevede la caduta del Ministero e

che forse sarà più facile intendersi col successore, il quale

sentirà meno dolorosamente le ferite di Massaua e Zula.

Politica estera: memorie e documenti · 第 115 / 215 题