Da Parigi (Ressman). — Ebbe un colloquio con Goblet che rimproverò
di essersi deciso a simili atti senza previa amichevole intelligenza
col governo italiano. Goblet rispose che l'affare di Massaua avevalo
scoraggito: sostenne che i decreti beylicali non potevano dirsi
lesivi nè delle Capitolazioni nè di alcun diritto acquisito, tutto
dipendendo dalla loro applicazione. Goblet aveva dato istruzioni a
Massicault perchè nulla facesse per la esecuzione dei decreti senza
chiedere il consenso e il concorso del R. Console. Non pare a Goblet
che si possa da noi contestare la legittimità di un ispettorato
delle scuole, puramente igienico, ch'egli del resto ammetterebbe che
fosse esercitato anche da noi, in Italia, sovra istituti francesi.
Protesta di voler evitare ogni questione e rispettare le
Capitolazioni e i nostri diritti; esige però che dal nostro canto si
riconosca alla Potenza protettrice il dovere e il diritto di guidare
nelle vie della civiltà il popolo protetto. Goblet trovò strano la
nostra suscettibilità, mentre annunciamo di voler creare in Tunisia
un ispettorato nostro e una direzione delle scuole. In conclusione
dice «aspettate l'applicazione de' decreti: o non saranno applicati
o lo saranno nella misura conveniente d'accordo tra noi e il vostro
console.» Ressman avverte che si prevede la caduta del Ministero e
che forse sarà più facile intendersi col successore, il quale
sentirà meno dolorosamente le ferite di Massaua e Zula.