_Articolo di fondo del “Times„ del 3 novembre 1887._
“Pochi statisti hanno avuto la sorte di raccogliere l'approvazione
universale ch'è stata ottenuta dal discorso pronunziato dal signor
Crispi in Torino, or è poco più di una settimana. Quel discorso fu
salutato a Berlino come prova conclusiva dell'esistenza di un'alleanza
fra l'Italia e le Potenze Germaniche, mentre esso non fu accolto con
minor soddisfazione a Parigi per cagione della simpatia verso il popolo
francese manifestata dal Ministro italiano. Il discorso non fu meno
gradito ai connazionali del signor Crispi, il quale ha avuto l'onore di
ricevere le congratulazioni del re Umberto. Risulta che il principe di
Bismarck ha dichiarato di essere in grado di sottoscrivere ogni
dichiarazione fatta dal signor Crispi circa gli affari esteri, sanzione
tanto più notevole in quanto che noi sappiamo che, sopra taluni punti,
il discorso di Torino andò considerabilmente più avanti di ciò che la
Germania ha mai detto in termini espressi. Nel trattare la questione
Bulgara, per esempio, il signor Crispi sposò la causa delle autonomie
locali nei Balcani con un calore che in apparenza fa contrasto colle
ripetute dichiarazioni d'indifferenza della Germania. Ma benchè il
principe di Bismarck abbia dimostrato ai Bulgari un aspetto piuttosto
severo, ed all'occasione li abbia ripresi con un tono alquanto aspro, la
politica della Germania è stata, in tutto questo tempo, essenzialmente
favorevole alle libertà bulgare, perchè sempre scrupolosamente memore
dei trattati, che mettendo la Bulgaria sotto la tutela dell'Europa,
l'allontanano dal sindacato esclusivo di una sola Potenza. Il signor
Crispi, mentre parlò con calda simpatia della lotta dei Bulgari per la
libertà e rammentò i sentimenti con cui gli Italiani guardano coloro che
stesero una mano amica al Piemonte, non ebbe minor cura del principe di
Bismarck a far notare che i trattati debbono essere strettamente e
scrupolosamente osservati. In tal guisa l'adesione del principe di
Bismarck alle dichiarazioni del signor Crispi, fornisce gradita prova
dell'esistenza di un accordo ben chiaro fra l'Italia e le Potenze
Germaniche sopra una base che tutti possono apprezzare e che esclude gli
elementi di capriccio e di disegni segreti. Il principe di Bismarck ed
il signor Crispi s'incontrano sul programma dell'inviolabilità degli
accordi formalmente sanzionati dall'Europa, mentre l'Inghilterra, i cui
interessi sono tutti legati alla pace ed allo svolgimento ordinato delle
cose, mette la sua preponderanza dal lato di questa combinazione
eminentemente conservatrice.„
Ed ecco i giudizii di due dei più autorevoli giornali germanici:
_Articolo del giornale “Die Post„ N. 297. 30 ottobre 1887._